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Alto Adige. Un chilo di droga in casa, arrestato

6 Giugno 2020

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Alto Adige. Un chilo di droga in casa, arrestato

Prato alla Drava. I militari della Stazione Carabinieri di Prato alla Drava hanno arrestato un cinquantatreenne del luogo per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
Qualche giorno fa i militari erano impegnati in un normale servizio perlustrativo quando hanno fermato un 46enne pluripregiudicato dobbiacense alla guida della propria auto. Nella stessa i militari avevano trovato delle cannule trasparenti sporche di polvere bianca, delle tipiche cannucce che i drogati utilizzano per inalare la cocaina. L’uomo è stato invitato a seguire i militari all’ospedale per essere sottoposto alle analisi tese a stabilire se stesse guidando sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’uomo si è rifiutato e pertanto è stato denunciato a piede libero.
Il carabinieri a questo punto hanno cercato di capire chi fosse il venditore della cocaina e si sono ricordati di averlo visto proprio a Prato alla Drava nei pressi dell’abitazione di un soggetto del luogo già noto alle forze dell’ordine e con anche un vecchissimo precedente di droga. Hanno quindi deciso di organizzare una perquisizione a casa sua, proprio alla ricerca di stupefacenti.
Fatto arrivare il cane antidroga del nucleo cinofili carabinieri di Laives, si sono presentati in serata dall’indagato. Nella perquisizione l’olfatto del cane Heni è stato parecchio sollecitato. Sono saltati fuori quasi 760 grammi di hashish, quasi 90 grammi di cocaina già suddivisa in 15 involucri, 64 grammi di marijuana, una pasticca di ecstasy (MDMA), tre bilance elettroniche di precisione, 260 semi di canapa, 4.600 euro in contanti.
Il tutto è stato ovviamente sottoposto a sequestro e sarà trasmesso al laboratorio analisi sostanze stupefacenti dei carabinieri di Laives per le previste analisi qualitative.
L’uomo, dopo i rilievi foto-dattiloscopici, è stato sottoposto – informato il pubblico ministero – agli arresti domiciliari. L’indomani mattina, nel corso dell’udienza di convalida della misura precautelare, tenuta a distanza in videoconferenza per i noti motivi COVID, l’arresto è stato convalidato e il giudice ha disposto la misura degli arresti domiciliari.

 

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