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A settembre una mostra pensata per restituire una ricognizione sull’arte altoatesina d’oggi

7 Giugno 2020

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A settembre una mostra pensata per restituire una ricognizione sull’arte altoatesina d’oggi

Un’iniziativa nata dal dialogo tra le associazioni operanti nel settore delle arti visuali della provincia di Bolzano, l’Ufficio Cultura della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano e l’Ufficio Cultura del Comune di Bolzano sfocerà a settembre nella mostra “Home Sweet Home”, un momento per fare il punto sull’arte in Alto Adige nelle sale del Centro Trevi. 

Si intitolerà “Home Sweet Home” la mostra collettiva che “invaderà” – con una selezione di opere di artisti e artiste locali – le sale del Centro Trevi di Bolzano a settembre 2020. Rappresenta prima di tutto l’inizio di un percorso significativo, un’iniziativa corale, fortemente voluta dalle associazioni operanti nel settore delle arti visuali della provincia di Bolzano (Associazione degli artisti della Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige, Associazione culturale Lasecondaluna di Laives, Circolo Artistico San Erardo di Bressanone, Circolo Fotografico Tina Modotti di Bolzano, Club Arcimboldo di Bolzano, Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari – Fidapa di Bolzano, Federazione Italiana degli Artisti – FIDA BZ TN, Gruppo “Amici dell’Arte” Club Rodigino di Bolzano e l’Istituto per la Grafica d’Arte di Merano, coordinate da Cooperativa 19) assieme  all’Ufficio Cultura della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano e all’Ufficio Cultura del Comune di Bolzano.

In queste settimane molto difficili – spiega l’assessore alla cultura italiana Giuliano Vettorato – il mondo della cultura locale ha avuto il merito di fare ed intensificare la propria rete, guardando a progetti futuri e reagendo con forza ed energia al grave periodo di emergenza che ha coinvolto tutti noi. È la prima volta in trent’anni che le varie associazioni di artisti italiani hanno accettato di collaborare tra di loro in una mostra comune e si tratta di un traguardo molto importante per le politiche culturali provinciali. All’inizio del mio mandato politico ho annunciato che avrei lavorato moltissimo per stimolare nuove sinergie e collaborazioni tra le associazioni culturali di lingua italiana. questa mostra è un segnale concreto, il risultato di questo eccellente lavoro di squadra. Il fatto che sarà proprio con questa mostra che riapriremo la stagione delle mostre del Centro Trevi dopo la chiusura imposta dal covid-19 – conclude Vettorato – ne testimonia ulteriormente il valore simbolico e l’importanza”.

Si tratterà di un’importante esposizione pensata, da un lato, per restituire uno spaccato della produzione artistica locale e, dall’altro, per creare un’opportunità per gli artisti iscritti alle diverse associazioni di confrontarsi tra loro e con un comitato curatoriale guidato da un curatore di alto profilo, Gabriele Lorenzoni, storico dell’arte e curatore presso la Galleria Civica di Trento / Mart, oltre che responsabile dell’archivio ADAC e docente presso lo IED, Venezia. “La scelta del titolo, Home Sweet Home – spiega il curatore – rimanda a una serie di valori e significati che la mostra vuole attivare. Il Centro Trevi è una casa della cultura e metaforicamente il sistema, radicato e diffuso, di associazioni artistiche è la casa per decine di persone, che con passione e dedizione, talvolta come professionisti, altre volte come hobbisti, dedicano una parte rilevante della propria vita all’arte. La creatività diffusa è un patrimonio che arricchisce tutto il territorio. In un periodo così complesso come quello che stiamo attraversando il richiamo alla casa assume anche un valore specifico: la casa come luogo di riparo nella tempesta ma anche come prigione del corpo, mentre la mente resta libera di muoversi”.

Più di 100 i portfolio degli artisti e delle artiste provenienti da tutta la provincia al vaglio proprio in questi giorni di una commissione curatoriale di livello nazionale, composta – oltre che dal già citato Lorenzoni – da Jessica Bianchera (storica dell’arte, curatrice e giornalista, Art Director Spazio Cordis, Verona e contributor per Exibart), Carlo Sala (curatore e critico d’arte, docente al Master in Photography dello IUAV di Venezia e curatore del Premio Francesco Fabbri presso la Fondazione omonima) e Katherina Moling (curatrice e manager culturale, responsabile dei progetti presso Museum Ladin Ciastel del Tor, San Martino in Badia e co-curatrice SMACH – Art in the Dolomites).
Prosegue Lorenzoni: “La partecipazione, numerosissima, ci ha piacevolmente sorpresi. Il lavoro della commissione è complesso e delicato perché deve rispettare l’impegno e la dedizione di tutti quanti hanno desiderato mettersi in gioco. I selezionati per la mostra non rappresenteranno solo loro stessi, ma le associazioni cui appartengono, la loro fascia di età e il loro genere. Vorremmo una mostra di alto livello che sappia allo stesso tempo essere democratica, generazionalmente trasversale e rappresentativa di istanze culturali, artistiche e sociali eterogenee”.

Il compito è quello di selezionare per la mostra gli artisti e le opere più significativi per riuscire a rendere, al visitatore che si recherà al Centro Trevi, una ricognizione dell’arte altoatesina di oggi, attraverso il filtro di quelle associazioni che da molti anni o anche solo di recente si sono affacciate al panorama artistico locale diventando punto di riferimento fondamentale e punto di connessione per gli artisti del territorio. L’organizzazione ha voluto investire molto anche sull’aspetto dell’allestimento della mostra, fondamentale per sottolineare la particolarità e il valore di tutta l’iniziativa, affidando il progetto allestitivo all’architetto Pietro Ambrosini dello studio Campomarzio.

Conclude l’Assessore Comunale Andriollo: “Questo evento rappresenta simbolicamente l’uscita dall’emergenza sociale che ha pesato su ognuno di noi in questi mesi. Una carrellata selezionata di opere presentate da numerosissimi artisti locali ed esposte al Centro Trevi; delle “finestre” sul mondo esterno ed interiore da cui ognuno di noi con la propria immaginazione potrà amplificare e personalizzare gli effetti della creatività diffusa a disposizione di tutti. Un potente antidoto per la mente e per lo spirito finalmente liberi di spaziare e allontanare le tristezze e le tensioni dell’isolamento vissuto!”

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