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CNA-SHV: riapertura, necessaria maggiore chiarezza

5 Maggio 2020

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CNA-SHV: riapertura, necessaria maggiore chiarezza

Corrarati: “Supportiamo l’iniziativa legislativa della Provincia, ma imprese e datori di lavoro non possono rischiare azioni civili e penali per la mancata copertura INAIL”.

CNA-SHV Unione Artigiani e delle Piccole e Medie Imprese ha appreso con preoccupazione, ieri, della diversità di vedute sulle riaperture tra il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia.

“In particolare – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV – ci preoccupa la possibilità che l’apertura anticipata in Alto Adige non venga supportata dalla necessaria copertura assicurativa dell’INAIL. Imprenditori e datori di lavoro supportano l’iniziativa legislativa in corso della Provincia ed hanno profuso il massimo sforzo per redigere protocolli di sicurezza, linee guida e codici di autoregolamentazione per far ripartire tutte le attività in sicurezza per i titolari, i lavoratori, i clienti, i fornitori. Allo stesso tempo, però, chiedono chiarezza per capire se si può ripartire con regole ben precise e garanzie, compresa la copertura dell’Istituto assicurativo Inail,  o se è necessario altro tempo per mettere tutto a regime”.

Corrarati è esplicito: “Non vorremmo che tra le trattative tra Provincia e Governo per la riapertura anticipata, si venisse a creare un nuovo rischio per i datori di lavoro e le imprese. Possiamo convivere con la paura  e con il rischio di contrarre il Covid-19 lavorando, pur espletando tutte le procedure per evitare contagi, ma non dovremmo aggiungere il rischio di responsabilità civile e penale a carico delle aziende in caso di contagio sul lavoro o di altri incidenti nel periodo di apertura autorizzato dalla Provincia ma, a quanto pare, non dallo Stato”.

Il presidente di CNA-SHV aggiunge: “Lanciamo un appello affinché la solidarietà mostrata nella Fase 1 dalla popolazione, dai lavoratori, dagli imprenditori, dagli enti pubblici diventi una buona prassi anche nella fase 2. Non vorremmo che forze dell’ordine e Ispettorati deputati al controllo partissero immediatamente con le sanzioni. Auspichiamo, invece, che le prime verifiche vengano sfruttare per dare i necessari consigli a supporto delle aziende affinché tutti i protocolli vengano attuati al meglio per il bene e la salute di tutti”.

Foto, Claudio Corrarati. 

 

 

 

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