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Alto Adige. Ubriaco fradicio e soccorritore altrettanto ubriaco aggrediscono i Carabinieri

14 Maggio 2020

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Alto Adige. Ubriaco fradicio e soccorritore altrettanto ubriaco aggrediscono i Carabinieri

Ieri sera un’autopattuglia della stazione dei Carabinieri di Sarentino hanno notato poco dopo le h. 23 che un bar del paese era ancora aperto, mentre avrebbe dovuto essere chiuso dalle h. 22, secondo quanto prevede la  legge provinciale dell’ 8 maggio 2020.
Entrati nel locale hanno chiesto ai presenti di identificarsi esibendo i documenti d’identità. Uno di essi, visibilmente alterato dall’alcol, ha risposto che lui non era minimamente intenzionato a fornire le proprie generalità, anzi invitava i militari ad andarsene. Davanti al locale è poi seguita una violenta colluttazione tra l’avventore alterato e i due militari, uno dei quali di sesso femminile.
Costei, capo pattuglia, nonostante la resistenza opposta dall’ubriaco, è riuscita ad ammanettarlo e farlo sedere sul sedile posteriore dell’auto di servizio. I due Carabinieri, dopo aver chiamato rinforzi, sono stati raggiunti dal comandante della stazione di Sarentino e da un’altra autopattuglia giunta da Bolzano.
Nel frattempo dal locale è uscito un amico dell’ammanettato anch’egli ubriaco fradicio, senza alcuna protezione su naso e bocca, e si è diretto verso l’auto per liberare l’amico. La barista ha tentato di placarlo, ma inutilmente. Quello in macchina intanto urlava e inveiva come un ossesso. I Carabinieri  hanno bloccato anche l’amico soccorritore,  ammanettato e caricato infine sull’altra auto.
I due sarentinesi, uno di 49 e l’altro di 58 anni, sono stati arrestati e dopo le procedure di identificazione e avvisato il pubblico ministero, posti agli arresti nei rispettivi domicili con le accuse di violenza e resistenza a  pubblico ufficiale, rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale e ubriachezza molesta. Sono stati altresì sanzionati per le violazione del divieto di assembramento e dell’obbligo di coprirsi le vie respiratorie previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e dalla legge della Provincia autonoma di Bolzano.

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