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Alto Adige. L’ANPI ha reso omaggio alle dieci vittime della strage nazista a Lasa

2 Maggio 2020

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Alto Adige. L’ANPI ha reso omaggio alle dieci vittime della strage nazista a Lasa

L’Anpi dell’Alto Adige ha reso omaggio alle dieci vittime della strage nazista di Lasa del 2 maggio 1945 presso il cippo monumentale che ricorda l’eccidio.
“Un’altra tappa del nostro viaggio nei luoghi della Resistenza e della deportazione, per ricordare le due Resistenze della nostra terra che pur divise hanno saputo porre le basi lungimiranti di un futuro migliore” così l’Anpi in una nota.

Il 2 maggio 1945, presso la polveriera di Cengles (Lasa) un gruppo di operai italiani della Todt cominciò a festeggiare la fine del conflitto facendo anche sparire un certo quantitativo di munizioni. Il piccolo distaccamento tedesco, incaricato della sorveglianza, si squagliò in fretta mentre veniva pre-allertato della «sommossa» un reparto della Feldgendarmerie di Silandro che inviò una squadra di soldati sul posto. Furono catturati e condotti nella piazza di Lasa 11 operai: qui un ufficiale della polizia militare cercò di linciare uno dei prigionieri ma gli abitanti di Lasa si opposero all\’esecuzione degli italiani in paese e convinsero i militari germanici a spostarsi fuori dal centro abitato. In questo modo, i tedeschi condussero i prigionieri a mezzo chilometro di distanza: durante le operazioni di discesa dai mezzi, uno degli ostaggi riuscì a fuggire firmando però la condanna a morte degli altri 10 che furono fucilati uno dopo l’altro. Solo uno riuscì a salvarsi perché svenne al momento della raffica e fu creduto morto.

 

 

 

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