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Covid-19 causerà una recessione globale: Alto Adige colpito duramente

21 Aprile 2020

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Covid-19 causerà una recessione globale: Alto Adige colpito duramente

Nel 2020 la pandemia del coronavirus determinerà una recessione a livello globale, i cui effetti sono già evidenti anche in Alto Adige. L’IRE prevede per quest’anno una diminuzione del prodotto interno lordo compresa tra il 7 e l’11 percento e ha avviato una rilevazione straordinaria per meglio comprendere l’impatto della pandemia sull’economia provinciale. La Camera di commercio di Bolzano è a favore dell’impiego di più test in Alto Adige e dell’apertura di tutte le aziende nel rispetto delle misure di sicurezza stabilite.

Congiuntura internazionale ed impatto della pandemia del coronavirus

Lo scorso anno la congiuntura dell’Eurozona ha mostrato segnali di debolezza, con uno sviluppo deludente della produzione industriale, soprattutto in Germania e in Italia, e le difficoltà del commercio internazionale dovute alla politica di dazi avviata dagli Stati Uniti. Il contributo della domanda interna, sostenuta dal basso tasso di disoccupazione e caratterizzata da una dinamica positiva di redditi e consumi, ha comunque permesso un aumento del prodotto interno lordo dell’1,2 percento. Il clima di fiducia di imprese e consumatori in Europa mostra chiaramente questi sviluppi: nel 2019 l’indice “Economic Sentiment Indicator” ha proseguito il trend di deterioramento già avviato l’anno precedente, salvo stabilizzarsi negli ultimi mesi. I segnali di ripresa emersi all’inizio del 2020 sono poi stati stroncati dalla progressiva diffusione del Coronavirus in Asia e, successivamente, in Europa e in America. A marzo l’indicatore ha registrato un crollo, soprattutto nei Paesi che per primi sono stati colpiti dalla pandemia, come Italia, Spagna e Francia.

A partire dal mese di marzo, infatti, tutti i Paesi sono stati costretti a ridurre forzatamente la mobilità delle persone. Per frenare il contagio è stata imposta la sospensione delle attività in svariati settori economici. In Italia, in particolare, i provvedimenti hanno coinvolto per primi il comparto turistico e gastronomico, il commercio al dettaglio non alimentare e i servizi alle persone, e successivamente tutte le produzioni e i servizi non strettamente essenziali. L’ISTAT stima che in Italia la sospensione delle attività abbia riguardato circa 2,2 milioni di imprese (corrispondenti a quasi la metà del totale e due terzi delle imprese esportatrici) e 7,4 milioni di addetti, di cui 4,9 milioni dipendenti. Consistenti shock occupazionali interessano anche i principali partner commerciali dell’Alto Adige. In Austria i disoccupati a marzo hanno superato il mezzo milione, con un aumento del 65,7 percento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In Germania l’Agenzia Federale per il Lavoro prevede per il 2020 un forte incremento del ricorso al “Kurzarbeit”, che dovrebbe arrivare a coinvolgere oltre 2,3 milioni di persone, più del doppio di quanto osservato nel 2009 a seguito della crisi finanziaria.

Il perdurare delle restrizioni all’attività economica legato all’emergenza Covid-19 causerà una recessione globale nel 2020. Nonostante le ingenti misure fiscali e monetarie introdotte dai vari paesi e dalle banche centrali per arginare la carenza di liquidità tra le imprese e sostenere i redditi delle famiglie nel breve termine, il Fondo monetario internazionale (FMI) prevede una contrazione del prodotto interno lordo mondiale del tre percento. Per l’Italia il calo pronosticato sarebbe addirittura del -9,1 percento. In Germania la recessione arriverebbe al -7,0 percento, mentre per il PIL dell’Eurozona si prevede un -7,5 percento. Gli Stati Uniti, dopo essere diventati il primo Paese al mondo per numero di contagi dichiarati, sono alle prese con un forte incremento del tasso di disoccupazione, che a marzo è salito di quasi un punto percentuale, portandosi al 4,4 percento. Secondo le stime del FMI, quest’anno il prodotto interno lordo degli USA è destinato a scendere di quasi sei punti percentuali. La Cina dovrebbe invece evitare la recessione, ma la crescita dovrebbe limitarsi all’1,2 percento.

Nel 2021 è atteso un generale rimbalzo di crescita, sulla base delle ipotesi di un progressivo ritorno alla normalità e grazie agli effetti delle ingenti misure introdotte dai vari Paesi per rilanciare l’economia. Per l’Italia, tuttavia, il recupero sarà solo parziale, con il FMI che prevede un aumento del PIL pari al 4,8 percento.

Impatto del coronavirus sulla congiuntura in Alto Adige

Anche l’Alto Adige è stato colpito gravemente dalla pandemia del coronavirus e dalle conseguenti misure restrittive sulle attività economiche. La stagione turistica invernale si è conclusa anticipatamente l’11 marzo. A differenza di quanto accaduto nel 2008, in occasione della crisi finanziaria, questa volta l’Alto Adige potrebbe soffrire maggiormente rispetto al resto d’Italia, soprattutto a causa della grande importanza che nella nostra Provincia rivestono alcuni settori fortemente colpiti dalle misure di contrasto all’epidemia, quali il turismo, il commercio al dettaglio e l’automotive. I primi effetti sul mercato del lavoro sono emersi già nel mese di marzo, con il numero degli occupati dipendenti sceso del 4,5 percento rispetto allo stesso mese del 2019, soprattutto per effetto della chiusura del comparto turistico.

Allo stato attuale è difficile quantificare l’impatto dell’emergenza Covid-19 sul prodotto interno lordo altoatesino. In base alle informazioni attualmente disponibili, l’IRE stima che nel 2020 il PIL provinciale potrà far registrare una contrazione compresa tra il 7 e l’11 percento. L’IRE, assieme ad EURAC Research, ha in corso una rilevazione straordinaria tra le imprese altoatesine, volta a misurare gli effetti economici della pandemia e comprendere le misure necessarie al superamento della crisi. I risultati dell’indagine saranno pubblicati nelle prossime settimane.

“La Camera di commercio di Bolzano è a favore dell’impiego di più test da coronavirus in Alto Adige e del fatto che tutte le aziende possano riaprire il prima possibile nel rispetto delle disposizioni sulla sicurezza”, afferma il Presidente della Camera di commercio di Bolzano Michl Ebner.

Il Segretario generale della Camera di commercio Alfred Aberer pone l’accento sulla necessità di interventi coordinati da parte di tutti i soggetti coinvolti: “L’epidemia causata dal Coronavirus sta mettendo a dura prova il sistema economico. Negli ultimi anni la dinamica dell’economia altoatesina è stata favorevole e le imprese hanno dimostrato una grande resilienza rispetto alle difficoltà congiunturali, ma ora si rendono necessari interventi massicci di sostegno, in stretta collaborazione tra la Provincia, il sistema bancario e le istituzioni statali ed europee.”

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