Cronaca Esteri Sanità Ultime Notizie

Bolzano. Dall’Etiopia l’Associazione Medici dell’Alto Adige informa che l’epidemia è in arrivo

6 Aprile 2020

author:

Bolzano. Dall’Etiopia l’Associazione Medici dell’Alto Adige informa che l’epidemia è in arrivo

Campagne di informazione, controlli negli aeroporti, scuole e mercati chiusi, distanziamento sociale, promozione di misure igieniche e di protezione: queste sono alcune delle misure che anche i governi africani stanno implementando per contrastare la diffusione di Covid19.

Ciò nonostante larga parte della popolazione sa ancora molto poco del virus e non lo teme. La popolazione vive in condizioni di povertà estrema, abituata alla fame e alle malattie, non teme minimamente l’arrivo di  un virus che non si vede e che in Africa è ancora poco diffuso. Questa ignoranza – valuta l’Associazione “Medici dell’Alto Adige per il Mondo” – costituisce il fattore di rischio più grave.

I “Medici dell’Alto Adige per il Mondo”sostengono da anni l’Ospedale di Attat, che si trova a circa 200 Km a sud-ovest di Addis Abeba e ha un bacino d’utenza di un milione di abitanti. Il 4 aprile scorso la dott.ssa Sr. Rita Schiffer, direttrice dell’ospedale, ha diffuso un comunicato in cui prescrive l’obbligo a tutte le persone che si rivolgono all’ospedale di lavarsi le mani, sia in entrata che in uscita. Comunica inoltre che sono state approntate le maschere di protezione confezionate in proprio e che il farmacista dell’Ospedale produce una soluzione disinfettante. Non dispongono di test disponibili e forse è per questo ancora no sono stati confermati casi di Covid19. Ma secondo le informazioni governative la pandemia si sta avvicinando. Non dispongono di un’unità di terapia intensiva e non hanno ventilatori. “Siamo convinti – scrive  la dottoressa –  che la migliore protezione è un buon sistema immunitario e ci affidiamo a lui! Abbiamo attivato un “pre-triage system” e i casi sospetti di Covid19 vengono separati dagli altri pazienti e indirizzati ad una località dedicata, dove vengono testati. Anche l’accesso all’ospedale è limitato: solo un membro della famiglia può accompagnare il paziente”.

Foto. Toni Pizzeco, Rita Schiffer@Mike Lintner- Associazione Medici Alto Adige

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *