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Merano. Zarenbrunn in concessione per trent’anni alle associazioni russe

3 Marzo 2020

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Merano. Zarenbrunn in concessione per trent’anni alle associazioni russe

Approvato il promemoria dell’Assessore Bessone. Il complesso Zarenbrunn non sarà destinato al sociale, ma andrà in concessione per trent’anni alle associazioni russe che si accolleranno le spese di restauro e manutenzione.

Il complesso Zarenbrunn a Merano, costituito da Villa Borodina e Villa Katharina, è stato oggetto di dibattito oggi in giunta. L’Assessore al patrimonio Massimo Bessone ha portato in Giunta provinciale un promemoria che prevede la concessione gratuita alla Città di Mosca degli immobili per una durata di 30 anni. Come controprestazione la Città di Mosca provvederà a proprie spese alla ristrutturazione e manutenzione degli edifici per un importo di 3,5 milioni di euro.

Con questa iniziativa l’assessore Massimo Bessone si è opposto alle intenzioni del comune di Merano e del sociale della Provincia di destinare le due ville a migranti e senzatetto.

“Giusto occuparsi di persone più sfortunate, ma vi è un giusto contesto per ogni cosa, ed il complesso Zarenbrunn, a mio parere, dev’essere destinato a chi saprà ristrutturarlo, a zero costi per la Provincia, valorizzarlo e mantenerlo. La città di Mosca ci ha presentato un progetto atto a valorizzare non solo il patrimonio provinciale che, nel caso in questione, è di pregio storico, ma anche a rafforzare l’economia. Il complesso infatti, sotto molteplici vesti, darà vita a numerose attività culturali (istruzione complementare della lingua russa, concerti, proiezioni cinematografiche, scuola di scacchi, biblioteca) e si presterà a divenire un’importante piattaforma per gli imprenditori locali ed un confronto tra i rappresentanti della Camera di commercio altoatesina e quelli della città russa. Dunque, sociale sì, ma nel suo giusto contesto ed economia, perché non si può fare del sociale se non esiste l’economia”, commenta l’assessore Massimo Bessone.

Gli edifici costruiti nel 1896-97 dall’architetto meranese Tobias Brenner su incarico di una nobile famiglia russa e passati nel 1985 in proprietà del Comune di Merano, erano stati acquistati dalla provincia nel 2015 per un importo di 6,8 milioni di euro. Nella villa Borodina oggi ha sede il “Centro russo Borodina”, istituito per promuovere le relazioni fra l’Alto Adige e la Russia nei settori della cultura, della ricerca, del turismo, dell’economia e dello sport. Fra i soci fondatori del centro figurano la Provincia, la Libera Università di Bolzano, il Comune di Merano, la Camera di commercio e le associazioni russe “Borodina” e “Rus” nonché l’ambasciata russa a Roma.

Resteranno invariati i rapporti in essere con le associazioni “Borodina”, “Rus’” e “Parrocchie Ortodosse”, già in possesso di regolare concessione, avente ad oggetto alcuni locali all’interno di detti immobili (piano terra e 2 locali al 1° piano di Villa Borodina).

Foto, da destra a sinistra: il Direttore del “Centro russo Borodina” Lukas Pichler, l’Assessore al Patrimonio Massimo Bessone e il Capo del dipartimento Paolo Montagner.  

 

 

 

 

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