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Vescovo per le Ceneri: Quaresima, tempo di riconciliazione

26 Febbraio 2020

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Vescovo per le Ceneri: Quaresima, tempo di riconciliazione

La Quaresima al tempo del coronavirus, un‘occasione di riconciliazione e di condivisione davanti alla fragilità umana: questo il filo conduttore dell’omelia del vescovo Ivo Muser che oggi ha presieduto la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri nel duomo di Bolzano.  

Annullato causa coronavirus il pellegrinaggio a Roma con mille chierichetti, il vescovo Ivo Muser ha celebrato in duomo a Bolzano la liturgia del Mercoledì delle Ceneri che apre il tempo di Quaresima e ha ricordato che la riconciliazione è il programma più importante della Quaresima. “Non rimandiamo la nostra conversione: il domani non è nelle nostre mani, e spesso corriamo il rischio di veder accendersi in noi la guerriglia interminabile del compromesso”, ha detto monsignor Muser richiamando le parole di san Paolo: ora è il momento favorevole, oggi e adesso sono chiamato alla riconciliazione. “Non cominciamo domani o dopodomani, ma oggi! E chiediamoci davvero: con chi devo riconciliarmi concretamente?“, ha detto il vescovo in un duomo affollato. Questa conversione ci aiuta, secondo Muser, a ripensare il nostro atteggiamento verso la vita e nella società: “Meno può essere più, volere di meno affina lo sguardo sull’essenziale e sul molto che già abbiamo“, ha sottolineato il vescovo, che ha invitato tutti ad esercitarsi in due comportamenti: la moderazione e la gratitudine.

Ma è anche un Mercoledì delle Ceneri nel segno del coronavirus che coinvolge tutti i settori della società, ha detto chiaramente il vescovo Muser: “Nel giro di pochissimo tempo sono cambiati il ritmo e la pianificazione della vita, di colpo molte cose non sembrano più scontate o possibili. E le persone sono insicure e hanno paura.“ Da qui la riflessione di monsignor Muser per accompagnare questi giorni difficili di inizio Quaresima: il clima di ansia provocato dal coronavirus è anche il risultato di un atteggiamento di vita che vorrebbe avere tutto sotto controllo, “che fa fatica ad accettare la vulnerabilità della condizione umana. Stiamo sperimentando la nostra debolezza.“ Ma proprio questo riconoscersi fragili, secondo Muser, “può generare nella società e nel singolo la capacità di condivisione, di attenzione verso il prossimo, di senso del bene comune.“ Da qui il suo invito: “Evitiamo dunque ogni forma di distanza e di sospetto nelle relazioni sociali: che questi giorni delicati ci facciano essere più solidali, più uniti, senza leggerezza ma anche senza panico né allarmismi.“ Monsignor Muser ha poi rinnovato la vicinanza nella preghiera “alle persone contagiate e ai loro familiari, ma anche ai medici, al personale sanitario e a chi ha la responsabilità di prendere decisioni difficili per il bene comune.“

Momento centrale della celebrazione è stato il gesto dell’imposizione delle ceneri sul capo dei fedeli, gesto che sta a ricordare la caducità della vita terrena e introduce all’impegno di conversione della Quaresima. Hano concelebrato il rito tra gli altri il vicario generale Eugen Runggaldier e il decano Bernhard Holzer.

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