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Bressanone. Accademia Cusanus: ritorno alle origini, modernità e uno sguardo all’Europa

29 Febbraio 2020

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Bressanone. Accademia Cusanus: ritorno alle origini, modernità e uno sguardo all’Europa

Uno dei più grandi progetti edilizi della città di Bressanone sta per giungere a conclusione. Tra un mese nell’Accademia Cusanus di Bressanone riprenderanno ufficialmente le attività. Ieri i rappresentanti dei media locali hanno avuto la possibilità di visitare in anteprima la struttura, che è stata sottoposta ad un profondo intervento di rinnovamento. L’edificio principale forma ora un unicum con le altre due case, la “Paul Norz” e la “Mühlhaus”. Il centro di formazione diocesano è ora più luminoso, senza barriere architettoniche e interamente climatizzato. Per gli incontri sono ora disponibili dieci sale di diverse dimensioni, dotate delle più moderne tecnologie. Due di queste sale sono completamente nuove e sono state realizzate nell’interrato. La struttura dispone di 55 camere con, complessivamente, 96 posti letto. La cappella è stata ridisegnata, sono state create una sala per la meditazione e una caffetteria: tre luoghi per dar spazio al silenzio e al dialogo. Progettata 60 anni fa dal famoso architetto Othmar Barth, l’Accademia Cusanus venne inaugurata nell’ottobre 1962. Lo studio di architettura MoDus Architechts, coordinato da Matteo Scagnol e Sandy Attia, ha riportato l’Accademia Cusanus alle origini, proiettandola allo stesso tempo nella modernità. Senza tralasciare uno sguardo all’Europa, a cui l’Accademia Cusanus sarà dedicata.

Mercoledì 1° aprile 2020 l’Accademia Cusanus, che sorge nel cuore della città vescovile, riaprirà i battenti dopo i lavori di ristrutturazione, durati 18 mesi. Quando, nel 2017, l’architetto Matteo Scagnol vinse il concorso di progettazione, sintetizzò il suo progetto con una frase: fare molto con poco. Il suo team è riuscito ad evitare elementi superflui, a migliorare il comfort, ad ampliare le stanze rendendole ignifughe e eliminando tutte le barriere architettoniche, così da renderle accessibili a tutti. L’Accademia Cusanus si basa su due concetti fondamentali: “È ricca di spazi – sottolinea Matteo Scagnol – e povera nei materiali utilizzati”. Questa è solo apparentemente una contraddizione. L’architettura classica esprime una sublime sensazione di esattezza e completezza.

A sessant’anni di distanza, non è stato semplice riportare ai suoi punti di forza la famosa e rivoluzionaria architettura del visionario Othmar Barth (1927-2010) e guidarla, attraverso il rinnovamento, verso una nuova era. L’Accademia Cusanus è un esempio di funzionalismo, stile architettonico molto diffuso negli anni Sessanta. Come ha sottolineato Josef March, responsabile del progetto, l’edificio è prezioso dal punto di vista storico-artistico ed è quindi posto sotto la tutela delle Belle Arti. Obiettivo principale, nella pianificazione e nell’esecuzione dei lavori, è stato quindi quello di subordinare chiaramente gli interventi strutturali necessari all’architettura di Othmar Barth.

Mentre negli anni Sessanta ci si accontentava di tecnologie edilizie assai rudimentali, i sistemi richiesti oggi sono diversi e assai complessi. Si è dovuto procedere ad un rinnovo completo degli impianti di riscaldamento, ventilazione, idraulico ed elettrico, facendo sì che la struttura rispondesse alle attuali norme antincendio. “Si sono dovuti installare questi sistemi in maniera tale che gli elementi tipici del funzionalismo, come la muratura in mattoni e il cemento a vista rimanessero invariati ovunque”, spiega Josef March. Gran parte, inoltre, della struttura stessa dell’edificio ha dovuto essere restaurata. Dietro la muratura, dall’aspetto meravigliosamente unitario, si nascondeva infatti in molti punti una cultura edilizia volta al risparmio e spesso tecnicamente inadeguata.

“Tutte le sale sono ora dotate di confortevoli impianti di riscaldamento, raffrescamento e di rinnovo dell’aria ambiente – spiega il geometra Andrea Nardi dell’impresa edile CarronBau – impianti di sicurezza antincendio, evacuazione ed illuminazione di emergenza, impianti elettrici FM, impianti di illuminazione con gestione KNX, impianti audio-video in tutte le sale conferenze e sale seminario, impianto TV nelle camere ospiti e internet.

I piani superiori dell’edificio sono stati resi più luminosi e le aree esterne sono state ridisegnate con spazi verdi, percorsi pedonali e per le auto ben distinti tra loro e parcheggi. I tre edifici circondano il cortile interno, funzionale e confortevole. “La rinnovata Accademia Cusanus – sottolinea il capocantiere di CarronBau – è il risultato della collaborazione e dell’impegno di un grande team di persone motivate. Nei periodi di punta, c’erano anche 150 persone che lavoravano nel cantiere. Hanno fatto di tutto per realizzare insieme gli obiettivi di questo grande progetto”. Andrea Nardi è convinto che oggi l’Accademia Cusanus è diventata un luogo in cui le persone avranno piacere ad incontrarsi e a fermarsi.

Sotto l’edificio di Barth sono state costruite una nuova scala e una sala interrata. Ciò significa che ora tutte le stanze dell’interrato e quelle dalla casa “Paul Norz” sono collegate internamente all’edificio principale. Grazie all’ampliamento sotterraneo sotto il cortile sono state ricavate altre sale per seminari e nuovi locali tecnici e sanitari. Matteo Scagnol ricorda bene quelle impegnative settimane di costruzione. “Nel corpo dell’edificio è stata aperta un’enorme ferita, simile a un’operazione chirurgica per sostituire un organo vitale”. Questa operazione non è richiesto un giorno, ma diversi mesi. La tensione e la preoccupazione erano grandi. “Il paziente è tornato a respirare – afferma oggi Scagnol con sollievo – e sta meglio di prima”. Apprezza la precisione della costruzione, il senso della geometria, i dettagli che non sono mai casuali, mai complessi o troppo raffinati. “Apprezzo soprattutto il fatto che questo edificio, come tutti gli altri, abbia dei difetti e non sia perfetto”. È proprio in questo stato che l’architettura colpisce con un pathos incredibile – come, per esempio, quando nella sala grande dà forma alla volta in cemento armato interagendo con il sole, proprio come farebbe uno scultore.

“Siamo tutti in cammino e alla ricerca”, ha sottolineato durante il sopralluogo il vescovo Ivo Muser. Con manifestazioni e offerte educative nei settori fede.spiritualità, società.dialogo, vita.salute e professione.formazione, il rinnovato centro di formazione diocesano intende favorire un confronto critico, essere per le persone un punto di riferimento e di orientamento nella fede e nella vita quotidiana. Con gioia il vescovo Muser ha annunciato che l’Accademia Cusanus sarà dedicata all’Europa e che alle sale della struttura verrà dato il nome dei patroni dell’Europa. Con la sua grande stabilità e sicurezza, la sua prosperità e la sua pace, l’Unione Europea si fonda su valori umanistico-cristiani. Il vescovo ha sottolineato che è necessario difendere con forza l’Europa.

Patrizia Major Schwienbacher, in qualità di responsabile dei lavori, ha ringraziato quanti sono stati coinvolti in quest’opera per la loro collaborazione, sempre orientata a trovare una soluzione dei problemi che di volta in volta si presentavano. Solo la collaborazione di tutte le varie realtà coinvolte – ha puntualizzato – ha reso possibile il completamento dei lavori senza intoppi e in tempi record. Major Schwienbacher ha sottolineato il potenziale dei nuovi spazi per la formazione e del nuovo Cusanus.café, che è un arricchimento non solo per l’Accademia Cusanus, ma per l’intera città.

La cubatura totale delle costruzioni dell’Accademia Cusanus è stata di poco superiore ai 21.000 metri cubi. Di questi, sei settimi riguardano cubature esistenti, che sono state rinnovate o convertite. Un settimo è stato realizzato ex novo sottoterra. Il costo complessivo dei lavori di costruzione, comprensivo di Iva, è di 12 milioni di euro, mentre gli arredi e le apparecchiature sono costati 2,4 milioni di euro.

La costruzione, compresa la progettazione, è durata oltre tre anni e mezzo. Da novembre 2016 alla metà del 2017 si è svolto il concorso di progettazione. Per la progettazione è stato utilizzato il periodo dal luglio 2017 al luglio 2018. Dopo una breve fase di gara, nel settembre 2018 sono iniziati i vari lotti di costruzione e i lavori di costruzione sono stati completati in dodici mesi, da dicembre 2018 a dicembre 2019. Per l’installazione delle apparecchiature e la sistemazione degli arredi sono state coinvolte nove ditte, che hanno lavorato da gennaio a metà marzo di quest’anno.

La cerimonia di inaugurazione della rinnovata Accademia Cusanus si terrà sabato 25 aprile 2020 alle ore 10.

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