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“Alice”, la nuova opera di Matteo Franceschini al Teatro Sociale di Trento

21 Febbraio 2020

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“Alice”, la nuova opera di Matteo Franceschini al Teatro Sociale di Trento

Per la quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento va in scena Alice, originale rilettura del celebre romanzo di Lewis Carroll da parte del compositore trentino Matteo Franceschini, Leone d’Argento all’ultima Biennale Musica di Venezia.

Sabato 29 febbraio (ore 17) e domenica 1° marzo (sempre alle ore 17) il Teatro Sociale di Trento ospita, nell’ambito della quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, Alice, nuova opera di Matteo Franceschini, premiato col Leone d’Argento all’ultima Biennale Musica di Venezia e Associated Artist della stessa Fondazione per quest’anno.

Coproduzione Teatro Regio di Parma e Fondazione Haydn, scritta dal compositore trentino in collaborazione col librettista Edouard Signolet, l’opera, adatta sia ad un pubblico adulto che di bambini, è una originale rivisitazione del celebre romanzo di Lewis Carroll Alice nel paese delle meraviglie. Nell’occasione, a vestire i panni della famosissima ragazzina sarà il soprano Giulia Bolcato, mentre i vari personaggi che via via si incontrano nell’immaginifico viaggio di Alice saranno: Laura Catrani (La Sorella di Alice, Valletto pesce, il Bruco, il Cappellaio Matto, Narratore 1, Dodo 1), Cecilia Bernini (La Falsa Tartaruga, la Cuoca, la Lepre Marzolina, la Regina, Narratore 3, Dodo 2), Francesco Auriemma (La Duchessa, il Gatto, il Re, Narratore 4, Dodo 4), Ugo Tarquini (Il Coniglio Bianco, il Bambino/porcellino, il Ghiro, Valletto ranocchio, Narratore 2, Dodo 3). Regia di Caroline Leboutte. Scene e costumi di Aurélie Borremans. Lighting design Nicolas Olivier. Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Rossen Gergov.

«In Alice tutto è meraviglia», racconta lo stesso Matteo Franceschini, «Nella scrittura dell’opera il mondo delle meraviglie ha rappresentato proprio il nucleo generatore, lo spunto narrativo principale. Nelle mie composizioni racconto sempre “una storia”, trovo meno interessante la rappresentazione del reale. Anche se cercassi di disegnare una possibile realtà, sarebbe comunque filtrata dalla mia sensibilità, da una mia personale percezione. Amo poter creare un dramma che travolga la percezione e i sensi del pubblico, che tolga la certezza di ciò che accadràà, e di conseguenza disilluda le aspettative».

«Il mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie è un mondo popolato da gente assurda, senza morale. Una galleria di personaggi sgradevoli ma straordinari per la loro follia senza limiti», prosegue Franceschini, «I 30 personaggi presenti nel romanzo sono interpretati da (solo) 4 cantanti. Un soprano incarna Alice, e solo Alice. Il suo viaggio diventa un angosciante labirinto nel quale è condannata a ritrovare costantemente le stesse figure. L’opera vuole mettere in evidenza la formidabile meccanica narrativa per la quale tutto è illogico, mentre i personaggi reclamano costantemente il contrario. Il lavoro di Lewis Carroll, costruito interamente sulla pazzia, l’eccesso e l’incoerenza, è in totale armonia con il mondo dell’opera. Oltre a cadere in un mondo meraviglioso, Alice cade in un universo orchestrale in cui la voce lirica ingigantisce l’eccentricità dei personaggi. Il disordine mentale che regna in tutta la narrazione è stato “un terreno di gioco” straordinario, in cui tutta l’audacia non solo è contemplata ma permessa».

Matteo Franceschini
Nato a Trento nel 1979, si è diplomato al Conservatorio G. Verdi di Milano sotto la guida di Alessandro Solbiati. Ha studiato quindi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma con Azio Corghi e ha frequentato il Cursus Annuel de Composition et d’Informatique Musicale presso l’IRCAM di Parigi. Ha composto opere, lavori orchestrali e corali, musica da camera, colonne sonore per film e realizzato installazioni multimediali. Ha ricevuto commissioni dall’Orchestra Filarmonica della Scala, dall’Ensemble Intercontemporain, dalla Wigmore Hall, dalla Biennale di Venezia, dal Festival Mito, dalla Philharmonie de Paris, dall’Orchestre National d’Île-de-France, dall’Orchestra Nazionale del Belgio, da Reims Opera, Saint-Étienne Opera e da altri importanti festival. Nel 2019 è stato insignito del prestigioso Leone d’Argento della Biennale Musica di Venezia. Quest’anno è Associated Artist della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento: oltre che con Alice, è presente nei programmi della stessa Fondazione con Requiem, progetto ideato insieme al coreografo franco-tunisino Radhouane el Meddeb, entrato nella short list dei Fedora Prizes. La prima di Requiem è prevista per il prossimo 21 luglio, nell’ambito del festival Bolzano Danza.

Foto, M. Franceschini_┬®V-Mari.

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