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PMI, l’energia costa il 25% in più rispetto alla media europea

17 Dicembre 2019

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PMI, l’energia costa il 25% in più rispetto alla media europea

CNA Trentino Alto Adige: “Elettricità, liberalizzazione difficile. Sì alla proroga del mercato tutelato.
Le Province di Bolzano e Trento si attivino per applicare sconti locali sulle bollette delle imprese”.

“La proroga del mercato tutelato dell’energia elettrica è utile in quanto concede un tempo congruo per rimuovere le criticità sul percorso della liberalizzazione del settore”. È quanto afferma CNA Trentino Alto Adige in merito al subemendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato che rinvia al 1° gennaio del 2022 l’attuale regime di tutela dei prezzi.
“La proroga – afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige – deve essere utilizzata per consentire ai clienti di acquisire la necessaria conoscenza delle caratteristiche e del funzionamento del mercato libero per poter scegliere in modo consapevole la propria fornitura di energia elettrica. Le Province di Bolzano e Trento, forti del controllo delle società produttrici e venditrici di energia a livello territoriale, devono impegnarsi per applicare sconti tariffari alle micro, piccole e medie imprese, con ricadute reali sull’economia e sul territorio”.
L’Osservatorio Energia del Centro Studi di CNA di recente ha evidenziato che in Italia il costo dell’energia elettrica si conferma tra i più elevati in Europa e che il divario tra piccole e grandi imprese è elevato, con le prime che devono sopportare un carico fiscale molto più pesante. Micro imprese e artigiani pagano l’energia tre volte di più le imprese con consumi elevati (oltre 70mila MWh), 22,6 centesimi per KWh contro i 7,6 centesimi per le grandi aziende. Nel complesso le imprese continuano a sopportare un costo dell’energia elettrica tra i più alti in Europa, ma le piccole aziende sono quelle più penalizzate. Il divario tra l’Italia e la media europea rimane molto ampio e supera i 17 punti percentuali. Le micro e piccole imprese accusano uno spread ancora più elevato che sfiora il 25% nella classe di consumo tra 500 e 2mila MWh e del 19,3% per la fascia fino a 20 MWh.
CNA regionale sottolinea che “il superamento delle tutele di prezzo presenta ancora una serie di criticità a causa dei ritardi di alcuni provvedimenti chiave per affermare i principi di trasparenza e concorrenza. Ad esempio manca ancora l’elenco dei venditori. La proroga prende atto che il percorso per la completa liberalizzazione disegnato dalla Legge per la Concorrenza del 2017 non si è concretizzato per l’assenza di un indirizzo politico-strategico in grado di offrire al mercato regole certe e accompagnare imprese e cittadini in un processo di graduale uscita dal mercato tutelato senza aggravi in termini economici e burocratici”.

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