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La flora del Trentino: ieri, oggi, domani

13 Dicembre 2019

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La flora del Trentino: ieri, oggi, domani

“Si inaugura un’altra grande mostra temporanea al Museo, dopo quella dedicata al cinquantenario dell’allunaggio, segno della grande vivacità della Fondazione che presiedo – ha dichiarato in conferenza stampa il presidente Giovanni Laezza – in particolare questa mostra dedicata alla botanica corona l’attività dei nostri ricercatori che ha portato quest’anno alla pubblicazione dello straordinario atlante della Flora del Trentino, volume che ha reso la nostra provincia la meglio conosciuta a livello floristico di tutta Italia”.
“Questa mostra è fatta di spettacolari immagini immersive, di oggetti antichi e moderni, di opere d’arte, di sensazioni, di giochi.” ha proseguito il vicedirettore della Fondazione, il botanico Alessio Bertolli, “presenta il nostro territorio e affronta argomenti attuali come i cambiamenti climatici, le specie minacciate, le invasioni di specie aliene, con un linguaggio non per addetti ai lavori, ma adatto veramente a tutti. Il nostro scopo è fare in modo che, al termine della visita, adulti, ragazzi e bambini escano con una nuova consapevolezza di quanto il paesaggio vegetale e la flora facciano parte della nostra quotidianità e ci riguardino da vicino”.
“Una mostra importante, che si rivolge anche ai più giovani e che dovrebbe essere frequentata da tutte le scuole” ha concluso la vicesindaco Cristina Azzolini.

CI VUOLE UN FIORE
LA FLORA DEL TRENTINO: IERI, OGGI, DOMANI

“Ci vuole un fiore, per fare tutto”, recita il celebre refrain della canzone di Sergio Endrigo, con il testo del poeta Gianni Rodari.

Ma ci vuole un fiore, anzi, molti fiori e molte piante, anche per raccontare il paesaggio vegetale del Trentino, una delle sue più grandi e spettacolari ricchezze, in un tour virtuale del tutto unico, dalla città alle vette dolomitiche, per scoprirne i principali ecosistemi vegetali e porre l’attenzione sulla salvaguardia delle specie rare e protette.

Questo il tema della mostra temporanea al Museo di Scienze e Archeologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto in Borgo Santa Caterina, che inaugura il giorno 13 dicembre alle ore 18.00 e che apre al pubblico dal 14 dicembre.

Ci vuole un fiore. La flora del Trentino: ieri, oggi, domani, è la mostra curata da Giulia Tomasi della sezione botanica della Fondazione, con il coordinamento di Alessandra Cattoi e Alessio Bertolli e la supervisione scientifica di Filippo Prosser.

Un viaggio in Trentino alla scoperta di piante e fiori, focalizzando l’attenzione su tematiche quali la perdita di biodiversità, gli ambienti fragili, minacciati, da difendere o il cambiamento climatico e le modifiche del paesaggio, le estinzioni e le immigrazioni vegetali, causate da quest’ultimo o semplicemente dovute all’urbanizzazione o ai cambiamenti di utilizzo del suolo, sempre meno dedicato alle colture tradizionali.
Solo per fare qualche esempio, ci vuole anche un fiore, il fiordaliso, praticamente scomparso in Trentino, per capire che i campi di grano di cui quest’ultimo è un infestante, sono spariti dalle nostre valli, e ci vuole un altro fiore, quello dell’Heliantus tuberosus, che ha colonizzato ormai le sponde dei fiumi della nostra regione tingendole di giallo, per testimoniare l’invasione da parte di specie aliene (in questo caso dal Nordamerica) che hanno modificato visivamente il paesaggio locale anche nel giro di pochi anni.
Il pubblico può approfondire il tema della ricerca botanica, dei primi studi sulla farmacopea, delle conoscenze relative alle piante mangerecce, della flora che cresce in habitat particolari, come la flora urbana o lo strano caso della flora ferroviaria. Il tutto con un linguaggio semplice e con percorsi adatti a tutte le età.
Nella mostra viene dato grande spazio infatti ai contenuti digitali e interattivi che accompagnano il visitatore in un vero e proprio tour virtuale del nostro territorio, attraverso strumenti touch screen e visori di realtà virtuale, gli Oculus go, per conoscere le piante più rare e belle del Trentino e i loro principali ambienti di crescita, le grandi scoperte delle specie nuove per la scienza. Sono presenti sale con video immersivi, con immagini a 360° girate da drone, realizzate da Matteo Visintainer, Marco Stucchi e Carlo Tagliaferri, dove l’esperienza del paesaggio, dalle valli alle vette, è totalizzante.
Oltre alla vista, anche gli altri sensi sono chiamati in causa, con la possibilità di toccare e odorare alcune specie aromatiche (legno di 6 specie di conifere e fiori e foglie di 6 specie di erbe).
La mostra è inserita nella cornice delle celebrazioni del decennale dal riconoscimento delle Dolomiti quale Patrimonio Mondiale da parte dell’UNESCO, non solo per la straordinaria bellezza paesaggistica, ma per le peculiarità, in ogni ambito, di questo massiccio montuoso unico al mondo. Nell’esposizione ampio spazio è riservato all’approfondimento delle conoscenza delle particolarità floristiche delle Dolomiti Unesco, con pannelli, schermi touch con immagini a 360° e tour virtuali.
Per arricchire l’esperienza del pubblico vengono proposte visite guidate ogni domenica, e, piccoli laboratori per bambini e ragazzi e percorsi e giochi educativi per tutta la famiglia. Non serve essere esperti per un’immersione nella Natura del Trentino. Il calendario completo sul sito fondazionemcr.it e sui social, hashtag #civuoleunfiore.
Inoltre, da maggio ad agosto l’approfondimento si sposta sul territorio, in collaborazione con Apt Rovereto e Vallagarina, con un ricco calendario di escursioni seguendo le fioriture: dal Baldo al Pasubio, dalla Val di Gresta alla Destra Adige Lagarina fino ad Ala e Avio.
Sono molti i preziosi oggetti delle collezioni del museo in mostra, ma numerose sono anche le collaborazioni e i prestiti, anche da fuori regione: dai preziosi modelli anatomici e morfologici della antica Manifattura Brendel (in prestito dalla collezione del Liceo Prati di Trento), albarelli e mortai prestati da Aboca Museum di San Sepolcro, numerosi campioni d’erbario antichi da MUSE, Collegio Arcivescovile di Trento e Museo del Laboratorio Farmaceutico Foletto di Pieve di Ledro (con altri oggetti dell’antica farmacia) e rari libri antichi (il più antico dei quali è il viaggio di Monte Baldo del Calzolari del 1566) dalla Biblioteca Civica di Verona. In esposizione anche una rondella dell’Avez del Prinzep, un abete bianco monumentale che con i suoi 52,15 metri di altezza è stato l’albero più alto del Trentino, tra i più alti d’Italia.
Moltissimi gli altri prestatori: Accademia Roveretana degli Agiati, Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto, Cassa Rurale Alto Garda, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige
Per i bambini, gli studenti del Liceo artistico “F. Depero” e dell’ITT “G. Marconi” di Rovereto hanno creato speciali giochi interattivi per il progetto MaDe://Memory, nell’ambito dell’attività di “scuola lavoro” MaDe://sharing creativity, che promuove la contaminazione virtuosa tra Istituti scolastici con competenze e percorsi formativi diversi, in collaborazione con istituzioni del territorio. Per la mostra, gli studenti hanno realizzato i Memory digitali presenti nel percorso espositivo e destinati ai visitatori più piccoli, con vari livelli di difficoltà. Insieme sono stati creati i giochi a partire dai contenuti, mentre il Depero ha curato immagini e interfaccia grafici e il Marconi la programmazione informatica.

A completamento della mostra di botanica, dal 1 febbraio 2020 sarà visitabile negli spazi del nuovo Museo della Città una selezione di disegni, dipinti, stampe e oggetti della raccolta civica d’arte di Rovereto, dai disegni scolastici della scuola reale elisabettina ai fiori dipinti da numerosi artisti del Novecento fino alla contemporaneità. Ci vuole un fiore. Dalla Natura alle Arti.

La mostra è cura della Fondazione Museo Civico di Rovereto, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, la Società Botanica Italiana, la Comunità della Vallagarina, il Comune di Rovereto, la Fondazione Dolomiti Unesco, il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica e C3A – Centro Agricoltura Alimenti Ambiente dell’Università degli Studi di Trento, l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Trento, l’AgiFar Trentino Alto Adige, la Società degli Alpinisti Tridentini, Aboca e con il sostegno della Cassa Rurale di Rovereto, dell’APT di Rovereto e Vallagarina, del Consorzio B.I.M. dell’Adige, di Marzadro.

Media Partner: Gardenia

Il progetto di allestimento è di Andrea Frisinghelli, la grafica e l’immagine coordinata di Headline, l’allestimento di Osiride.

Foto, panorama Val Brenta tra Campanil Basso e Punte di Campiglio.  

 

 

 

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