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Abitare nella terza età – il quartiere ti sostiene

18 Novembre 2019

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Abitare nella terza età – il quartiere ti sostiene

Il supporto dei vicini può fare la differenza e migliorare la qualità della vita.    

La cooperativa “Abitare nella terza età”, il Sindacato Pensionati Alto Adige e l’Istituto per l’edilizia sociale della Provincia Autonoma di Bolzano hanno organizzato la conferenza “Abitare nella terza età – Il quartiere ti sostiene” tenutasi il 15 novembre a palazzo Widmann. Durante la mattinata un nutrito numero di esperti di diversi comparti nazionali e internazionali ha preso la parola per illustrare con esempi pratici come funzionano i modelli di quartiere e quale significato hanno nell’interazione con gli anziani.
Quello che spicca tra gli interessanti contributi è il fatto che il cambiamento demografico rende sempre più necessario trovare soluzioni adeguate per gli anziani e che le persone e le loro esigenze devono essere sempre al centro dell’attenzione. In particolare, dovrebbero essere implementati gli spazi per giovani e anziani in unità abitative multigenerazionali inclusive, perché l’aiuto reciproco e l’inclusione hanno un alto valore sociale. L’obiettivo è di far vivere le persone insieme e non solo l’una accanto all’altra.

L’assessora provinciale Waltraud Deeg ha ribadito quanto collaborazioni come questa si rivelino vincenti. L’abitare nella terza età è un tema di grande importanza, dove la collaborazione intergenerazionale può svolgere un ruolo fondamentale. “Dobbiamo prepararci al cambiamento demografico e pianificare azioni concrete. In questa conferenza si parla di forme di alloggio innovative e l’obiettivo è di consentire in futuro alle persone della terza età di vivere il più a lungo possibile in maniera autonoma e autosufficiente a casa propria e nel proprio quartiere.”

Otto von Delleman, presidente di “Vivere nella terza età”, ha affermato che c’è bisogno di una connessione tra le diverse organizzazioni e che è molto importante coinvolgere i Comuni. Il buon vicinato nei condomini, negli appartamenti o nei singoli quartieri non può avvenire solo su base volontaria. L’obiettivo principale deve essere la capacità di organizzare un coordinamento competente, che deve essere fatto non solo tecnicamente ma anche praticamente. Sono necessarie strutture che invitino le presone a stare insieme e dialogare: questo è l’aspetto fondamentale.

La famiglia si è modificata e l’aumento dell’aspettativa di vita comporta nuove forme di non auto-sufficienza. Sottolineando questo aspetto Gastone Boz, segretario Spi-CGIL, ha ricordato che gli anziani sono spesso soli e non hanno le risorse economiche sufficienti per adattare la casa alle loro specifiche esigenze. Ha ribadito inoltre il ruolo dei pensionati attivi che ha definito come le loro sentinelle sul territorio per rilevare i bisogni. Con l’Ipes è stata sottoscritta una convenzione e finora ci sono stati sempre degli ottimi rapporti di collaborazione.

Il presidente dell’Ipes Heiner Schweigkofler ha ricordato una tematica verso cui l’Istituto è particolarmente sensibile e attento: “Facciamo questo convegno perché crediamo che la prossimità e il buon vicinato siano dei punti di forza che dobbiamo promuovere nella nostra società. Le persone sono disponibili a impegnarsi, a rivolgere lo sguardo verso l’altro, ma c’è bisogno di uno stimolo perché tutto ciò si verifichi. Attraverso questo convegno vogliamo spiegare come funziona il servizio di buon vicinato e far conoscere i progetti che vogliamo realizzare per la città di Bolzano e per la nostra provincia, che siano in grado di dare nuove risposte.”

La conferenza è proseguita con gli interventi dei relatori che hanno illustrato progetti locali ma anche nazionali e internazionali.

Per Luca Talluri, presidente di Federcasa, l’aspetto sociale, che prima era affidato alla buona volontà deve ora professionalizzarsi. I gestori di case popolari sono chiamati oggi e nel futuro a essere per prima cosa e soprattutto gestori sociali anziché come fino ad ora gestori immobiliari.

Christian Wenter, primario di Geriatria all’Ospedale di Merano, ha parlato delle sfide e del potenziale della nostra società che invecchia. Le tendenze in Alto Adige mostrano che l’aspettativa di vita continuerà ad aumentare, così come la necessità di assistenza. Si stima che tra i bambini nati oggi, uno su due vivrà fino a 100 anni, mentre dall’altro lato si riscontra che il numero delle nascite sta diminuendo. Abbiamo bisogno di una nuova cultura della vecchiaia e di migliori condizioni per genitori e figli, altrimenti non potremo mantenere il nostro stile di vita attuale.

Gerhard Schiele della Fondazione Liebenau a Ravensburg in Germania ha parlato del progetto di assistenza di quartiere organizzato nella regione del lago di Costanza. Elementi fondanti sono: l’assistenza attiva di quartiere attraverso la cooperazione di giovani e anziani; la promozione dell’auto-aiuto e del mutuo supporto e della prevenzione del prossimo; il minor numero possibile di “servizi”, perché la variegata assistenza attiva degli inquilini si svolge in termini di volontariato o di scambio.

Carlo Alberto Librera, direttore della Ripartizione Servizi alla Comunità Locale del Comune di Bolzano, ha descritto il progetto Buon vicinato, presentando un’iniziativa innovativa denominata “social street “. Lo scopo di questo progetto è quello di utilizzare Facebook per attivare le relazioni social tra vicini di casa. Un altro progetto promuove la solidarietà tra vicini con il motto “buon vicinato”, con il proposito di offrire supporto all’interno del condominio possibilmente in forma di mutuo aiuto.

Il sindaco di Brunico, Roland Griessmair, ha presentato il progetto “Casa multigenerazionale” nel suo Comune. Sono necessari alloggi adeguati dove poter socializzare facilmente tra famiglia, amici e conoscenti. In età avanzata non si desidera cambiare luogo di residenza e si richiede la massima sicurezza possibile. Il progetto Josefsheim raccoglie queste esigenze, dando alloggio a più generazioni in un’unica casa, prevedendo l’auto-aiuto e l’aiuto dei vicini, il collegamento in rete con la zona residenziale, l’integrazione delle persone con disabilità.

Il sindaco di Silandro Dieter Pinggera ha presentato il progetto di riqualificazione dell’area occupata dalle caserme. Dopo il suo trasferimento dallo Stato alla Provincia, i cittadini sono stati coinvolti con interviste e incontri. Un successivo studio di fattibilità ha dimostrato che è possibile farne un quartiere verde, efficiente e confortevole, senza auto e pieno di vita. Il tutto mantenendo accessibili i prezzi. L’obiettivo è il 55 % di alloggi sovvenzionati e il 45 % di alloggi indipendenti. Tra i partner un ruolo strategico sarà svolto dall’Ipes.

Moritz Schwienbacher, membro onorario dell’Associazione Volontari nell’assistenza a famiglie ed anziani OV di Lana, ha presentato il progetto di consegna di “Pasti su ruote” e altri servizi da loro svolti. In collaborazione con la Cooperativa sociale Assistenza alle famiglie e agli anziani vengono consegnati i pasti, offerti servizi di accompagnamento e assistenza, organizzati incontri ed eventi e molti altri servizi.

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