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“Il lutto deve poter essere condiviso”

30 Ottobre 2019

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“Il lutto deve poter essere condiviso”

Nei giorni che precedono e seguono la festa di Ognissanti e il Giorno dei morti il dolore per la perdita di una persona cara spesso diventa più grande. La solitudine, così come anche la disperazione, lo sconforto e ogni tanto anche la rabbia tornano a farsi largo nell’animo umano. In queste situazioni la Caritas suggerisce di cercare sostegno. “Nessuno deve vergognarsi del proprio lutto, anche se la perdita è avvenuta non di recente. È però importante riuscire ad esprimere liberamente questi sentimenti, condividendoli anche con le persone che ci stanno accanto”, dice il direttore della Caritas Paolo Valente, invitando chi è colpito da un lutto a cercare sostegno presso la Caritas. Il Servizio Hospice e il Sostegno al Telefono offrono accompagnamento e aiuto a chi si trova ad affrontare un lutto.

“Al più tardi ad un anno dalla scomparsa di un proprio caro, le persone che hanno subito un lutto iniziano a sentire la pressione dalla società. Per tornare a guardare avanti, riprendersi la vita di prima. Ma il lutto, a volte, richiede tempo, molto tempo” spiega Agnes Innerhofer, responsabile del Servizio Hospice della Caritas. “Molte persone reagiscono a tale pressione censurando i propri sentimenti. All’esterno danno una immagine di sé come se tutto fosse passato, ma, in silenzio, soffrono in solitudine ancora per molti anni”. La festa di Ognissanti può essere loro di aiuto. “Prendersi cura delle tombe, accendere le candele, visitare il cimitero, sono tutti rituali che aiutano, perché fanno sentire a chi ha subito il lutto la presenza della comunità”, dice Agnes Innerhofer.
Ma i giorni e i riti praticati in occasione della festività di Ognissanti a molte persone colpite dal lutto non bastano, soprattutto quando perdite non recenti continuano a destare dolore. Questa è la ragione perché il Servizio Hospice organizza i cosiddetti “Cafè del lutto” in diversi paesi e città della nostra provincia. “Ci incontriamo in piccoli locali con un ambiente accogliente. I nostri volontari sono sempre presenti e prendono parte alle conversazioni se desiderato o necessario. Le persone colpite dal lutto possono esprimere apertamente i loro sentimenti, senza nasconderli, ma soprattutto possono raccontare la loro storia e il lutto subito. La comunità aiuta a comprendere i propri sentimenti e a lasciare lo spazio necessario affinché vengano espressi”, spiega Agnes Innerhofer invitando gli interessati a partecipare. Informazioni riguardanti le date e i luoghi dei Cafè del lutto sono disponibili sul sito www.caritas.bz.it oppure direttamente presso il Servizio Hospice al tel. 0471 304 370, mail hospiz(at)caritas.bz.it.
Spesso sono proprio i giorni prima e dopo Ognissanti, i riti e la visita del cimitero, che fanno riemergere il dolore per la perdita di una persona cara. “In questi giorni le persone sono più vulnerabili. Il dolore, ma anche le domande sul significato e la caducità della propria vita più insistenti”, dice la responsabile del Sostegno al telefono, Silvia Moser. Per questi motivi il servizio della Caritas è raggiungibile, anche in questi giorni, 24 ore su 24. “Per il lutto, ma a volte anche per la sensazione di rabbia o i sensi di colpa spesso inespressi nessuno deve vergognarsi. E, se il dolore è presente anche dopo 10 anni, deve essere rispettato. È importante lasciare spazio a questi sentimenti e può essere d’aiuto esprimerli parlandone”, spiega Silvia Moser. Esternare i propri pensieri spesso è il primo passo per riuscire ad uscire dalla solitudine oppure dal conflitto interiore che si sta vivendo.
Il Sostegno al telefono della Caritas è sempre raggiungibile (anche di domenica e nei giorni festivi) al numero 0471 052 052. Attraverso il portale telefonseelsorge-online.bz.it gli operatori volontari del Sostegno al telefono sono raggiungili anche on-line. È sufficiente registrarsi con username e password. Entro massimo 48 ore sarà data risposta ai messaggi ricevuti.

One Comment
  1. Ivan Perretta

    Buona sera, mi chiamo Ivan, sono un lettore del giornale. Trovo molto interessante, costruttiva la proposta di Caritas e dei "Caffè del lutto". Proprio per evitare la solitudine dovuta al lutto, molte società antiche, tra cui quelle sudamericane, usavano festeggiare la dipartita dei propri cari, non per una loro macabra sensibilità ma per celebrare la luberazione dei propri cari dalla materialità della vita, ricordando anche i legami tra vivi e morti e l'importanza della memoria. Questo avviene ancora oggi per esempio in Messico. Nei momenti più difficili, può far sentire appunto le persone meno sole, perché esiste una "comunità" che ascolta. Questo è forse uno dei problemi delle nostre società individualiste e perché, nonostante indubbi progressi, la morte è sempre un tabù.

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