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Bolzano. Serata speciale con Christian Fennesz presso Floricoltura Schullian

19 Settembre 2019

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Bolzano. Serata speciale con Christian Fennesz presso Floricoltura Schullian

Mago dell’elettronica, genio della chitarra elettrica, Christian Fennesz è in circolazione già dalla metà degli anni ‘90, ma da cinque anni perdurava un ostinato silenzio discografico, dopo la pubblicazione nel 2014 del suo ultimo disco Bécs.

Ora questo silenzio è finito e a TRANSART Fennesz presenta il suo nuovo lavoro AGORA, nuovo capitolo della sua discontinua produzione di studio. Dopo aver suonato al fianco di Franz Hautzinger in Regenorchester XII, nel locale Im Kult di Marlengo, Fennesz tornerà sul palco il 20 settembre alle 21 alla Floricoltura Schullian di Bolzano, questa volta da solo, per presentare il suo nuovo disco.

A chi non avesse mai sentito parlare di lui basti sapere che la produzione di Fennesz è unica, e gode di vera e propria venerazione tra i cultori tanto della chitarra quanto dell’elettronica. La sua musica spoglia la chitarra da ogni sua limitazione fisica e da ogni cliché strumentale e ne fa un tutt’uno con l’elettronica per creare una gamma vastissima di suoni. Le sue composizioni lussureggianti e luminose sono lungi dall’essere uno sterile esperimento digitale, e spesso creano la sensazione atmosferica di un ricco e complesso microcosmo naturale di cui la location scelta da Transart costituirà la perfetta scenografia.

Agorà arriva dopo Bécs, un disco in cui il musicista austriaco aveva già preso le distanze dalla drone music e dalla techno, e le sonorità e le atmosfere di questo nuovo prodotto sembrano confermare i contorni del personale “classicisimo” di Fennesz, con una particolarità però rispetto alle ultime fatiche discografiche. In questo caso infatti il disco è stato registrato in casa, o più precisamente in camera, come indica la prima traccia “In My Room”. Trovandosi casualmente senza uno studio infatti, Fennesz si è trovato a lavorare in camera, con le cuffie e senza neppure utilizzare tutta la strumentazione a sua disposizione. Questo procedimento inizialmente frustrante si è trasformato in un vero e proprio ritorno alle origini, ai primi lavori degli anni ‘90, con tutta la consapevolezza però di quasi 30 anni di carriera.

Ne risulta un viaggio intimo, un’immersione in delicate stratificazioni cromatiche, apparentemente elementare ad un primo ascolto, ma che sconfina in paesaggi sonori assai più ampi.

 

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