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Le 7 verità sulla frutticoltura dell’Alto Adige

14 Agosto 2019

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Le 7 verità sulla frutticoltura dell’Alto Adige

I frutteti dell’Alto Adige si presentano in tutto il loro splendore durante l’intero periodo della vegetazione: in primavera come uno scintillante mare di fiori, in estate come immense distese di verde intenso, in autunno con i vivaci colori dei frutti pronti per essere raccolti. Non c’è da stupirsi quindi, se tanti turisti soggiornano in alcune zone specifiche dell’Alto Adige proprio per godere di queste meraviglie della natura. E capita spesso che ciclisti ed escursionisti, imbattendosi in un contadino al lavoro, si fermino per porre le domande più spontanee: quanta acqua consuma un meleto? Quanti e quali sono i prodotti fitosanitari utilizzati? Che differenza c’è tra produzione integrata e coltivazione biologica? Per rispondere a queste e ad altre domande è stato stampato un opuscolo informativo destinato, in particolare, agli operatori del turismo ed ai loro ospiti. 

L’opuscolo, elaborato dal Consorzio Mela Alto Adige ed edito in collaborazione con l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV), vuole essere uno strumento informativo per gli operatori del settore turistico ma anche per i loro ospiti che manifestano dubbi e critiche nei confronti della frutticoltura locale.

Il nuovo opuscolo rappresenta una preziosa integrazione al materiale informativo e pubblicitario sulla mela altoatesina già esistente, dal quale si differenzia perché tratta in maniera particolare la coltivazione del frutto e tutte le questioni, vecchie e nuove, oggetto di critiche: dalle differenze tra metodo integrato e biologico alla biodiversità, dai pesticidi ai consumi idrici, dagli aspetti paesaggistici al tanto contestato diserbante glifosato. Insomma, vengono affrontati tutti i temi più scottanti.

“Noi ci confrontiamo quotidianamente con le domande della popolazione altoatesina, ma sappiamo che pure molti turisti dimostrano interesse e curiosità verso la frutticoltura dell’Alto Adige, non foss’altro perché a casa loro mangiano le nostre mele”, spiega Georg Kössler, presidente del Consorzio Mela Alto Adige. Già da molti anni peraltro, il comparto frutticolo altoatesino opera per garantire un’informazione esaustiva e trasparente sulle tecniche di coltivazione: “Proprio per questo ringraziamo l’HGV, che ci permette di far conoscere anche agli ospiti dell’Alto Adige il lavoro dei nostri contadini”.

Il nuovo opuscolo, redatto in tre lingue (italiano, tedesco e inglese), è già disponibile sia in versione cartacea che digitale; lo stampato si può ritirare nelle sedi comprensoriali dell’HGV e nelle associazioni turistiche dell’intera provincia. La diffusione dell’opuscolo è garantita anche dai membri dell’Associazione degli affittacamere privati (VPS) e dalle strutture agrituristiche del circuito Gallo Rosso.

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