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TRANSART 19, performance multidisciplinare in Val Gardena

26 Luglio 2019

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TRANSART 19, performance multidisciplinare in Val Gardena

Il coraggio e la temerarietà dello scalatore che solo ascende a vette inesplorate, lottando contro le forze primigenie della natura per raggiungere i luoghi più impervi e remoti, diventano quest’anno il paradigma di un festival che accende i riflettori sulla contemporaneità. 

Con Sasmujel quest’anno TRANSART allestisce un grandioso prologo alla rassegna tra le pareti rocciose del circo glaciale del Sassolungo, una performance multidisciplinare che si terrà il 27 luglio alle 13.00 e che vede la presenza di tre artisti gardenesi: Hubert Kostner, Eduard Demetz e Anastasia Kostner. Sasmujel celebra i 150 anni dalla prima scalata del Sassolungo, avvenuta il 13 agosto 1869. L’alpinista austriaco Paul Grohmann accompagnato da due guide gardenesi riuscì a conquistare la vetta del picco considerato fino a quel momento inespugnabile per la lunghezza della salita ed il pericolo di cadute di massi.
Sasmujel però è un progetto che Hubert Kostner culla da molto tempo. “L’idea per questa installazione è nata già 10 anni fa, ma all’epoca non ero riuscito ad ottenere i finanziamenti necessari. Ora grazie a Transart e Gottfried Solderer ho potuto realizzarla”, racconta l’artista gardenese. “Le azioni di avvolgere, legare, trasformare e soprattutto la montagna in sé, sono temi che accompagnano da anni il mio lavoro”.
Kostner ha avvolto con più di diecimila metri di corda da arrampicata un grande masso posto nel centro del circo glaciale del Sassolungo. “La corda è il simbolo delle relazioni tra le persone in montagna, ma anche il simbolo del tentativo di afferrare qualcosa di più alto e indescrivibile, per renderlo visibile. L’installazione è il risultato di diversi aspetti: il concetto iniziale, gli alpinisti e arrampicatori che mi hanno donato la corda e dunque l’idea del riutilizzo di un materiale già usato per un altro scopo, ed infine le persone che mi hanno aiutato a realizzare la trasformazione del masso tramite le corde. Il risultato finale dunque non può essere pensato separatamente dalle diverse azioni che hanno portato al suo compimento”.
Il dialogo con il contesto naturale è anche al centro della partitura scritta da Eduard Demetz per la performance “Ci sono delle condizioni molto particolari nel luogo in cui sarà eseguita la composizione, dovute sia alla sua natura paesaggistica che a quella acustica”, spiega Demetz. “La conformazione del paesaggio ha una forza unica, fa sembrare piccoli gli esseri umani, e costringe i musicisti ad una certa scomodità. Ho tenuto conto di questi fattori nella scrittura, così come ho tenuto conto delle possibilità acustiche del luogo, in particolare l’eco ed i rumori prodotti dalla natura stessa”.
Danza, musica e arti figurative si fonderanno per trasfigurare il paesaggio: “Idealmente la pietra dovrebbe trasformarsi in qualcosa di morbido, cambiare pelle, tramite la corda da arrampicata, le vibrazioni sonore e i fragili movimenti dei danzatori/performer”.
L’evento è finanziato da Val Gardena Marketing insieme al Comune di Ortisei, Santa Cristina e Selva di Val Gardena. Supportato dall’area vacanze Alpe di Siusi e Sportler, gode anche del patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco.
Per raggiungere il sito è possibile prendere la storica seggiovia dal parcheggio Passo Sella fino al Vallone del Sassolungo, dove comincia un’ascesa di circa 30-45 minuti su un sentiero di ghiaia e pietrisco.
Per maggiori informazioni: transart.it

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