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Trading online, in una settimana persi 600.000 Euro

25 Luglio 2019

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Trading online, in una settimana persi 600.000 Euro

Al Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia si susseguono le segnalazioni da parte di consumatori che dopo aver creduto di fare un buon investimento in piattaforme di trading online, hanno perso i loro risparmi: in una sola settimana le perdite segnalate al CEC ammontano a 600.000 Euro. 

Quotidianamente al Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia – ufficio di Bolzano pervengono segnalazioni a proposito di piattaforme di trading online. La maggior parte dei consumatori racconta di avere ricevuto una chiamata sul proprio telefono cellulare o fisso: i sedicenti consulenti preannunciavano che dagli investimenti i consumatori avrebbero ricavato dei rendimenti molto alti; altre vittime raccontano invece di essere stati attratti da pubblicità sui social media.

Alle persone viene proposto di aprire un conto presso tale piattaforma; il consumatore può decidere se ad investire il denaro sarà l’azienda oppure se farlo in prima persona – in quest’ultimo caso, un tutor seguirà inizialmente il consumatore passo per passo.

I consumatori si lasciano persuadere: l’argomento decisivo è la possibilità di usufruire di un periodo di prova, dove le somme inizialmente versate ammontano a qualche centinaio di Euro. Queste somme vengono solitamente addebitate sulla carta di credito. I profitti registrati nel conto della piattaforma di trading online aumentano: in questa situazione è facile per i sedicenti consulenti convincere i consumatori a versare somme sempre più elevate, questa volta tramite bonifico bancario e verso conti correnti esteri.

Quando però i consumatori chiedono che i propri risparmi – così come figurano nel conto di trading online – siano riaccreditati sul proprio conto corrente bancario, dapprima viene loro comunicato che devono trasferire ulteriori somme per pagare delle tasse non meglio precisate. Dopodichè il consumatore non ottiene più alcun riscontro alle proprie comunicazioni inviate via email, tramite social network o semplicemente chiamando il numero telefonico attivo fino a qualche giorno prima.

Confrontata con questi racconti, Rebecca Berto, consulente legale del CEC compie una breve ricerca sul sito della CONSOB (la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa): le società titolari della piattaforma di trading online erano già state segnalate dalla CONSOB quali soggetti non autorizzati a raccogliere risparmi sul territorio italiano. In alcuni casi la CONSOB aveva anche adottato delle delibere che imponevano alle società di porre fine all’attività di raccolta abusiva del risparmio.

“In una settimana soltanto, sommando gli importi delle richieste che abbiamo ricevuto, sono ben 600.000 Euro i risparmi persi dai consumatori”, racconta Rebecca Berto del CEC. I bonifici bancari verso l’estero sono stati effettuati verso Dubai, Belize o l’Estonia e le possibilità di recuperare tali somme è bassissima: i bonifici bancari non sono revocabili e spesso i consumatori raccontano che il conto della piattaforma di trading online è stato chiuso. “A questi consumatori non ho potuto fare altro che suggerire di sporgere denuncia alle Forze dell’Ordine e di provare a revocare i pagamenti effettuati tramite addebito sulla carta di credito. Tuttavia, non sempre le richieste di chargeback hanno successo”, conclude l’esperta del CEC.

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