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Museion Facciata Mediale in coproduzione con Bolzano Danza presenta Witches gestures

12 Luglio 2019

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Museion Facciata Mediale in coproduzione con Bolzano Danza presenta Witches gestures

Giovedì 18/07/2019 proiezione video e performance di danza, ore 22 – 23.30
con artist talk alle ore 21 (in lingua inglese)
Giovedì 25/07/2019 proiezione video, ore 22 – 23.30

A cura di Frida Carazzato (Museion) e Rachid Ouramdane (guest curator Bolzano Danza- outdoor)

 Sono figure ai margini, che rimandano a un altro affascinante quanto spaventoso le protagoniste di Witches gestures (Gesti di streghe). Il progetto, con cui si rinnova la collaborazione tra il Festival Bolzano Danza e Museion, presenta la coreografa e danzatrice francese Latifa Laâbissi e il duo di artiste visive Pauline Boudry (Losanna, 1972) e Renate Lorenz (Berlino, 1963), per un doppio appuntamento che coinvolge la Facciata mediale e Passage.

Witches gestures raccoglie sotto uno stesso titolo due lavori realizzati dalle artiste negli ultimi anni: la performance Écran somnambule (2012) di Latifa Laâbissi e il video Silent (2016) di Boudry/Lorenz.

Il pezzo coreografico di Laâbissi ha un’origine storica: estende a 32 minuti il brevissimo film della celebre Hexentanz (Danza della strega, 1927) di Mary Wigman. Qui la coreografa decompone al rallentatore, con pazienza e freddezza, la sovversiva danza di questa figura femminile inquietante, faro della danza espressionista tedesca.

Anche il video Silent presenta, in modo frontale, una figura ‘ai margini’, la cantante queer Aérea Negrot. L’estetica è quella del videoclip musicale: capelli ossigenati e vestito glitter scollato, nel video Negrot esegue una partitura concettuale di John Cage (4’33 del 1952) che impone agli strumentisti di non suonare a dei minutaggi precisi, da lui indicati. L’esecuzione avviene su un palco rotante in una piazza pubblica a Berlino, Oranienplatz, teatro di manifestazioni e occupazioni da parte di rifugiati tra il 2012 e il 2014. Trascorsi i 4’33 la performer canta una canzone composta espressamente per il film, che comincia con un “Dear President” per poi rivolgersi direttamente a chi sta guardando. Nel lavoro di Boudry/Lorenz il silenzio emerge così come esperienza violenta: “l’essere ridotti al silenzio”, il “non avere voce” è proposto dalle artiste come un potente atto di resistenza performativo.

Attraverso figure marginali o “tossiche”, sia Laâbisi che Boudry/Lorenz interrogano quindi le modalità della parola e della visibilità. Tra lo spazio spettacolare della facciata mediale e la “piazza coperta” di Museion Passage, Witches gestures propone movimenti al rallentatore e di silenzio e sposta l’attenzione sul ritiro come azione di impegno e di resistenza.

“Witches gestures si inserisce nella programmazione di Museion, che da sempre presta attenzione alle posizioni femminili contemporanee e all’interno di un’indagine vicina alle ricerche delle artiste ovvero la riflessione sul concetto di identità fluida e del museo come luogo interstiziale.” – così Letizia Ragaglia, direttrice di Museion.

Per la coreografa Latifa Laâbissi e le artiste Renate Lorenz/Pauline Boudry si tratta di un ritorno a Museion. Laâbissi presentò Self Portrait Camouflage nel 2008 in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Museion, mentre l’opera di Renate Lorenz/Pauline Boudry è stata esposta nella mostra curata da Simone Frangi nel 2018 “Somatechnics. Transparent travelers and obscure nobodies” (video Telepathic Improvisation, 2017).

Foto/c-Seehauser.  

 

 

 

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