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Merano. Il parkour conquista Sinigo

30 Luglio 2019

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Merano. Il parkour conquista Sinigo

Nell’ambito del progetto Metamorphosis e in collaborazione con il centro giovanile TILT, l’associazione La Strada/Der Weg e l’istituto per l’edilizia sociale della provincia di Bolzano si è svolto a Sinigo un seminario per avvicinare i giovani alla disciplina del parkour e alla sue acrobazie. L’iniziativa è stata illustrata l’altro giorno in una conferenza stampa svoltasi nel quartiere alla presenza dell’assessora Madeleine Rohrer. 

Il parkour può anche essere definito come l’arte del movimento. Questa disciplina non competitiva è stata sviluppata da Raymond Belle, da suo figlio David e da altri appassionati verso la fine degli anni Ottanta ed è poi divenuta popolare grazie anche a film di azione, documentari e pubblicità. Anche in Alto Adige il parkour è ormai da tempo un’attività praticata da molti giovani.
“Il parkour ha come obiettivo quello di riuscire a muoversi da un punto all’altro senza ausili, ma solo ed esclusivamente con la forza e l’abilità del proprio corpo. Chi pratica il parkour disegna il proprio percorso in un contesto urbano o naturale contravvenendo, per così dire, alle ‘regole’ dell’architettura e della cultura, ovvero cercando di superare gli ostacoli e le barriere che incontra con una combinazione più efficiente possibile di movimenti. Fluidità e controllo dei movimenti sono aspetti fondamentali”, ha spiegato l’esperto di parkour Samuel Heuberger Reichert, che ha seguito i/le partecipanti al seminario assieme a Monica Carmen e Angelika Burtscher del team Metamorphosis del Comune di Merano, al designer Daniele Lupo e alle educatrici del centro giovanile TILT.
Il parkour è stato infatti il tema principe del seminario che si è svolto in questi giorni nei cortili e nei parchi della case dell’IPES a Sinigo e che si è concluso lo scorso 26. luglio.
Dal 15 luglio in poi i/le partecipanti (dodici bambini e bambine di età compresa fra i 7 e i 12 anni), hanno ispezionato il quartiere, per scegliere i punti – poi contrassegnati coi colori attrezzati con piccole strutture in legno – nei quali eseguire gli esercizi e le figure del parkour.
“Con questo seminario ci siamo prefissati di favorire, attraverso il gioco, la ricerca, la progettazione condivisa, il movimento e la conoscenza reciproca un nuovo, modo di vivere Sinigo”, ha spiegato Angelika Burtscher del team di Metamorphosis.
“Negli spazi aperti e nei cortili dell’Ipes, un’area che nell’immaginario collettivo è spesso sottovalutata o, addirittura, percepita negativamente, gli spots colorati disseminati tra muri, scale e spazi verdi hanno generato un nuovo panorama. Sono punti di orientamento che stimolano un nuovo modo di muoversi, interagire e socializzare e contribuiscono a migliorare la qualità e la percezione di questi spazi”, ha ribadito Monica Carmen.
“Ogni città ha spazi recuperabili per la sosta e il gioco all’aria aperta. Si tratta di un’iniziativa che ppromuoviamo assieme a bambini e residenti, come è già avvenuto a Maia Alta, al rione Wolkenstein e al rione San Vigilio. In questo modo si crea comunità e si offre ai più giovani la possibilità di riprogettare gli spazi pubblici. Mi fa molto piacere che con questo progetto si sia riusciti anche a Sinigo a rendere ora più vivibili spazi pubblici finora tenuti poco in considerazione”, ha concluso l’assessora Rohrer.

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