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Lavoro. No al salario minimo per legge, contraria la CNA Trentino Alto Adige

12 Luglio 2019

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Lavoro. No al salario minimo per legge, contraria la CNA Trentino Alto Adige

Decisamente contraria la CNA del Trentino Alto Adige contrarietà alla regolamentazione per legge del salario minimo. La a contrattazione collettiva, secondo la Confederazione nazionale delol’Artigianato, “garantisce già condizioni e strumenti per sostenere i redditi e individuare modalità per migliorare la produttività. Quello che bisogna evitare è, invece, la proliferazione di contratti pirata, sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività, che generano dumping salariale e determinano l’applicazione di trattamenti economici non congrui rispetto a quelli dei contratti collettivi stipulati da chi realmente rappresenta il mondo delle imprese e del lavoro”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige, illustrando la posizione di CNA nazionale e di Rete Imprese Italia sul salario minimo.

Secondo la CNA regionale “si deve dare valore legale ai minimi contrattuali stabiliti dai contratti collettivi sottoscritti dai soggetti comparativamente più rappresentativi e, insieme, andrebbe resa più incisiva la vigilanza degli organi ispettivi. Occorre, inoltre, agire per una progressiva riduzione della pressione fiscale, ferme restando la necessaria attenzione agli andamenti della finanza pubblica e la prosecuzione dell’azione di contrasto e recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale, per rendere più pesanti le buste paga dei lavoratori e per dare impulso ai consumi delle famiglie ed agli investimenti delle imprese”.

La fissazione per legge del salario – conclude Corrarati – sminuirebbe il ruolo svolto dalla contrattazione collettiva per l’individuazione di trattamenti economici e rischierebbe di colpire anche tutele collettive e sistemi di welfare integrativi.

In foto, Claudio Corrarati

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