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Domani Bolzano Danza all’insegna del ritmo, dell’ironia e della magia

24 Luglio 2019

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Domani Bolzano Danza all’insegna del ritmo, dell’ironia e della magia

Bolzano. Un’altra prima nazionale è attesa al Festival Bolzano Danza giovedì 25 luglio in Teatro Studio (h.21): il trittico Us,Two & Molimo di Sita Ostheimer, coreografa tedesca cresciuta artisticamente con Hofesh Shechter, tra le artiste in ascesa del panorama europeo.
Precede lo spettacolo di Ostheimer la replica dell’assolo “Trigger” di Annamaria Ajmone al Parco dei Cappuccini alle h. 20. A Museion, per la Media Façade dalle h. 22 la video installazione di Pauline Boudry e Renate Lorenz “Silent”.

Apre la serata del 25 luglio la replica di “Trigger”, assolo di Annamaria Ajmone al Parco dei Cappuccini. Formatasi alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, i suoi lavori da qualche anno girano l’Europa e gli Stati Uniti ospiti di teatri, musei e gallerie d’arte. Trigger (in inglese grilletto, termine utilizzato anche con il significato di ‘causa scatenante’) è per Ajmone uno spettacolo-assolo modulabile, che si rappresenta e sviluppa in modo diverso in base al luogo che lo accoglie. Una volta scelto lo spazio, la danzatrice ridisegna con la danza le geometrie di quello spazio insieme al pubblico invitato ad abitarlo intorno alla performer: disposto a quadrato è infatti parte integrante dell’azione. Il luogo, per un tempo limitato, diventa dimora, passaggio, tana di un corpo che, in continuo ascolto, amplifica gli spazi interni ed esterni a sé.

La serata del 25 luglio prosegue in Teatro Studio (h.21, Ingresso € 22) con la prima nazionale di “Us, Two & Molimo”, trittico di lavori firmato dalla coreografa tedesca, attiva a Berlino, Sita Ostheimer per la sua compagnia. Danzatrice e assistente di Hofesh Shechter, da qualche anno dedita a sue originali creazioni, Ostheimer svela un universo onirico e visionario. In Us (2018) la ricerca dell’autrice sull’improvvisazione e il ritmo si spinge fino al punto in cui il corpo del singolo si fa ritmo per condividere con altri lo spazio e il tempo. Avvolti nella nebbia, cinque corpi galleggiano con il loro precipuo movimento instaurando un gioco di progressiva empatia fino al raggiungimento della comunione in un crescendo di incontri e variazioni dispiegati sulla musica avvolgente di Pepo Galán. In Two (2018), duetto ironico e potente su musiche composte dalla stessa Ostheimer, racconta l’incontro tra due uomini. Potrebbero essere due fratelli, ma anche due nemici. Sita sembra volerci ricordare qui che l’incontro con l’altro è sempre una piccola o grande ‘deviazione’ al proprio percorso. Che l’altro è un mistero eppure, insistendo, in lui si può scoprire qualcosa di familiare. Chiude la serata Molimo (2017), quartetto sul tema del mito, del magico, del caos, che conduce verso una figura mostruosa. Ispirata da un testo di Nietzsche tratto da la Gaia Scienza, Ostheimer vede il magico come ciò che desta meraviglia, fa sognare e dà speranza. E la coreografia diventa un viaggio da fare a braccetto con i danzatori, abbandonandosi.

Chiude la serata la video installazione Silent di Pauline Boudry e Renate Lorenz a Museion (dalle h. 22, gratuito).
Silent presenta una figura ‘ai margini’, quella della cantante queer Aérea Negrot. Flirtando con il clip musicale, adattando la partitura concettuale di John Cage 4′33″ (1952) che impone agli strumentisti di non suonare a dei minutaggi precisi da lui indicati, le due videoartiste usano il silenzio come esperienza violenta. Convinte che “l’essere ridotti al silenzio”, il “non avere voce” sia un potente atto di resistenza performativo. Due opere che parallelamente si appropriano della risonanza degli archetipi, tanto determinanti quanto inafferrabili, per proporne una reincarnazione. Mettendo in discussione le modalità di visione, proponendo figure che spaventano in quanto ‘diverse’, usando la dilatazione, il ralenti e il silenzio come azione politica di resistenza.

SITA OSTHEIMER
Dopo gli studi al Dr. Hoch’s Konservatorium e all’Università di Musica e Performing Arts di Francoforte Sita Ostheimer raggiunge nel 2001 la compagnia di physical theatre di Martin Stiefermann con la quale lavora per quattro anni. Lavora poi con Galili Dance e Krisztina de Châtel in Olanda. Nel 2007 coreografa il suo primo lavoro, Closing Time. Nel giugno del 2008 si unisce alla Hofesh Shechter Company danzando In Your Rooms, Political Mother, Art of Not Looking Back, Choreographer’s Cut e Sun. Nelle serate promosse da Shechter per incentivare i nuovi talenti coreografici della compagnia, denominate In Good Company, Ostheimer ha creato Noble Thinking (2011), Accompany (2012) e Dissimilar Foxes (2014). Come artista freelance ha creato lavori con il National Theatre (UK) e il suo Metanoia ha debuttato in Norvegia. Ha rimontato alcuni lavori di Shechter per il Nederlands Dans Theater I, per lo Staatstheater Kassel, Balletto di Basilea, Aterballetto, Balletto dell’Opera di Parigi. È stata direttrice delle prove della Shechter Junior. Ha creato suoi lavori con Bodhi Project alla Salzburg Experimental Academy of Dance e con Frontier Danceland a Singapore.

Foto, Molimo Sita Ostheimer/c-Barbara Dietl.  

 

 

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