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Bolzano Festival Bozen, l’Orchestra Haydn al Parco delle Semirurali

30 Luglio 2019

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Bolzano Festival Bozen, l’Orchestra Haydn al Parco delle Semirurali

Forse in pochi sanno che Enrico VIII di Inghilterra oltre che un noto uxoricida fu anche sensibile musicista, o che il più “inglese” dei compositori, Edward Elgar, fu un vero e proprio pioniere ed entusiasta della bicicletta, o ancora che in realtà il vero nome di Freddy Mercury è Farrokh Bulsara, di origine parsi. Se dunque volete saperne di più sulla musica inglese di tutti i tempi ecco che l’Orchestra Haydn vi invita al Parco delle Semirurali il 1 agosto alle ore 20.30 per un viaggio di cinque secoli nelle partiture che hanno fatto la storia della musica britannica.
Quest’anno la consueta “festa della musica” targata Bolzano Festival Bozen si è fatta aspettare più del solito ma non mancherà di entusiasmare. Come è ormai tradizione il parco che circonda le rovine dell’antica pieve di Santa Maria in Augia è pronto ad abbracciare un pubblico nutrito e festoso per uno dei concerti più attesi dell’anno.
Si tratta in questo caso di un vero e proprio percorso nella gloriosa stirpe musicale britannica, senza tralasciare generi lontani dalla classica, come il rock. Si comincia con l’incredibile figura di Enrico VIII, che oltre ad aver cambiato la storia dell’Inghilterra con lo Scisma anglicano ed essere passato alla storia per la sua rocambolesca vita coniugale, fu a sorpresa un fine musicista per tutta la sua lunga vita. Tuttavia non tutte le composizioni che gli sono ascritte sono davvero di suo pugno, come pare essere il caso del primissimo brano in programma, Greensleeves. La tradizione vorrebbe fosse stato scritto dal re per la sua futura sposa Anna Bolena. In realtà la ballata è basata su una struttura formale in parte iberica, la “romanesca”, ed in parte italiana, il “passamezzo antico”, diffusasi in Inghilterra dopo la morte di Enrico, dunque più probabilmente la ballata ha origine in epoca elisabettiana.
William Walton è certamente meno noto ma ben più rilevante per la storia della musica inglese. Fu una delle figure più interessanti e meno accademiche del Novecento. Walton infatti si era formato quasi completamente da autodidatta e negli anni venti, quando cominciò a scrivere le prime opere di successo, suonava in una band jazz. Scrisse anche per il teatro e per il cinema e il suo percorso si incrociò con quello di compositori e musicisti che sono forse più noti al pubblico internazionale: ad esempio Paul Hindemith eseguì per primo il suo concerto per viola e orchestra; per il violinista Yehudi Menuhin scrisse invece una sonata, così come per Gregor Piatigorsky scrisse un concerto per violoncello.
Di Edward Elgar è in programma l’opera forse più nota, ovvero Nimrod, una delle Variazioni Enigma, il suo primo lavoro per orchestra accolto subito con grande plauso, che contribuì a consacrarlo come uno dei principali compositori della sua epoca.
Sarebbe stato impossibile tralasciare in questa ricognizione a volo d’uccello la figura di Benjamin Britten, uno dei più spregiudicati compositori inglesi del Novecento. Radicale nelle sue scelte musicali e personali Britten condivise tutta la vita col compagno, il tenore Peter Pears, per il quale scrisse numerose composizioni.
Sebbene la sua carriera sia esplosa a Broadway, anche Andrew Lloyd Webber è un compositore inglese. Anche i pochi che non hanno mai sentito questo nome sicuramente conoscono Jesus Christ Superstar, Cats, Evita o The Phantom of the Opera, tra i musical più amati di tutti i tempi.
E così con Lloyd Webber dalla musica classica lentamente eccoci approdare al rock. L’Orchestra Haydn diretta da Roberto Molinelli eseguirà capolavori dei Beatles, Rolling Stones e dei Queen riproposte in versione per organico orchestrale: una selezione musicale che acquista nuovi colori grazie alla ricca tavolozza timbrica offerta da tutte le sezioni dell’orchestra Haydn.
Insomma che sia musica classica o che sia rock, ricordate che quando parlate di questi compositori dovete sempre usare il “Sir”.

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