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Sulle tracce della mela Alto Adige IGP

5 Giugno 2019

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Sulle tracce della mela Alto Adige IGP

Avete presente Sherlock Holmes? Ebbene, alla stregua del celeberrimo detective privato, ogni mese Anna O. del Consorzio Mela Alto Adige parte in missione investigativa verso località sempre diverse: Vicenza, Verona, Brescia ma anche Monaco di Baviera. Con il suo distintivo ben in vista – non di agente segreto ma di incaricata del controllo delle mele con il marchio IGP – Anna perlustra con la massima attenzione i vari supermercati per verificare se la mela Alto Adige IGP viene presentata in maniera corretta. 

Giovedì 23 maggio 2019 – Anna, collaboratrice del Consorzio Mela Alto Adige, si sveglia consapevole che non sarà una giornata come tutte le altre. Una volta al mese, infatti, veste i panni dell’ispettrice e va in missione per conto della mela. La sua meta? Perlopiù i supermercati dell’Italia settentrionale, ma le sue trasferte alle volte si spingono fino alla Baviera o comunque nei principali mercati di vendita della mela Alto Adige IGP.
Dopo un corso di formazione di tre giorni a Napoli, Anna ha ricevuto dal Ministero dell’Agricoltura il tesserino di addetta al controllo con il compito specifico di accertare eventuali irregolarità legate alle mele provviste del marchio Alto Adige IGP. Anna dovrà controllare l’etichettatura, il confezionamento e l’aspetto delle mele per verificare il rispetto delle relative normative. Ogni cassetta di mele deve riportate le informazioni di legge, le etichette devono essere posizionate correttamente e le confezioni devono essere adeguate alle diverse varietà di mela. Al pari del Consorzio Mela Alto Adige, ogni consorzio italiano dispone controlli sui propri prodotti, come ad esempio il Consorzio Speck Alto Adige.

Prima di mettersi in viaggio, Anna pianifica nel dettaglio la giornata di lavoro. Oggi la sua destinazione è Brescia, ed ha già predisposto l’elenco dei supermercati da visitare. All’uscita autostradale di Brescia inserisce nel navigatore la prima meta: un punto vendita della catena Esselunga. Lungo il tragitto scorge alcuni piccoli supermercati, e malgrado non siano in lista decide comunque di andarli a vedere. I controlli di Anna riguardano esclusivamente le 13 varietà di mele altoatesine che si possono fregiare della denominazione IGP rilasciata dalla UE, tra le quali figurano Golden Delicious, Pinova e Granny Smith. Il sigillo garantisce l’origine della mela altoatesina ma nello stesso tempo è sinonimo di gusto intenso, colorito vivace, polpa compatta e buona conservazione.

Appena arrivata al supermercato Esselunga di Brescia, Anna si presenta al punto informativo e mostra il proprio tesserino: adesso può andare ad eseguire i controlli. Come una cliente qualunque gira tra le corsie finché, nel reparto frutta e verdura, non si ferma davanti ai cassoni con le mele. Cerca con lo sguardo i frutti con il bollino Alto Adige IGP e li localizza immediatamente. In ogni cassone è affissa una tabella che riporta le informazioni più importanti per il consumatore; Anna estrae il tablet e inserisce in un’apposita applicazione – sviluppata dal Consorzio Mela Alto Adige in collaborazione con gli uffici ministeriali proprio per l’effettuazione dei controlli – la varietà, la cooperativa, l’aspetto, il lotto di produzione, l’etichetta e alcune foto. Dopo aver immesso tutti i dati necessari si congeda dai responsabili del punto vendita e si rimette in viaggio verso il successivo supermercato.

Ogni anno sono 60, i supermercati che finiscono sotto la lente d’ingrandimento del Consorzio Mela Alto Adige. Gli esiti dei controlli vengono inseriti in una relazione e quindi inviati all’organismo di controllo del Ministero. L’accoglienza riservata ad Anna varia da un punto vendita all’altro: talvolta si imbatte in espressioni di scetticismo, nella maggior parte dei casi però incontra persone gentili e cordiali. “Soprattutto nelle filiali Lidl trovo personale molto cortese, che mi autorizza a fotografare e si mette a disposizione”, racconta Anna.

Tutte le informazioni raccolte dalla nostra investigatrice, come detto, vanno a finire nella memoria del suo tablet assieme all’annotazione di eventuali problematiche. Nel corso della sua giornata a Brescia, ad esempio, in un supermercato si imbatte in un’etichettatura carente; nello specifico, manca l’etichetta sulle confezioni e alcune mele sono prive del bollino adesivo. Le segnalazioni di Anna vengono trasmesse in tempo reale all’organismo di controllo del Ministero dell’Agricoltura, che provvederà ad emettere le sanzioni previste.

Dopo aver trascorso la giornata tra gli scaffali di diversi supermercati, per Anna è giunta l’ora di imboccare la strada del ritorno. Queste trasferte investigative le piacciono fino a un certo punto: “Quando torno in ufficio mi trovo in arretrato con il lavoro”, spiega. Ciò non toglie che questo impegno mensile rappresenti un piacevole diversivo, anche perché Anna è conscia dell’importanza dei controlli: “Solo così possiamo mantenere alti gli standard. In fin dei conti la filiera di una mela parte dalla fioritura dell’albero e finisce sugli scaffali del punto vendita, ed è importante che ogni fase sia priva di errori. Anche perché alla fine è il cliente che sceglie quale mela comprare, e di conseguenza assicura la giusta ricompensa al contadino che l’ha prodotta”.

Foto, Anna del Consorzio Mela Alto Adige durante l’attività di controllo a Brescia.  

 

 

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