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Rovereto. Intitolato a Gino Colorio il parco del centro civico Brione

13 Giugno 2019

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Rovereto. Intitolato a Gino Colorio il parco del centro civico Brione

L’intitolazione del parco del centro civico Brione a Gino Colorio, ingegnere, era stata decisa all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta del 24 ottobre 2018 a seguito di regolamentare iter della Commissione Toponomastica iniziato nel maggio 2017.
Ieri, alla presenza della figlia Beatrice, è avvenuta la vera e propria cerimonia formale. Il parco, quindi, da oggi si chiama Parco Gino Colorio, ingegnere. Erano presenti oltre alla ormai anziana figlia Beatrice, visibilmente compiaciuta e commossa, nipoti e pronipoti dell’insigne ingegnere, e le autorità comunali: il Sindaco Francesco Valduga, il Presidente della Circoscrizione Andrea Miniucchi, il presidente del Consiglio Comunale Giampolo Stiz, gli assessori Cristina Azzolini, Beppino Graziola e Mario Bortot.
Gino Colorio, nacque a Calliano il 29 novembre 1890, da madre roveretana. Visse sempre a Rovereto fino alla morte avvenuta il 23 marzo 1965. Fu ingegnere, professore alla scuola per geometri, matematico e scrittore di testi scientifici. Fu anche Direttore della scuola Metalmeccanici di Rovereto, ed inventore (assieme al meccanico Pizzini), del cambio automatico per le automobili e dell’aliscafo a Jet, poi brevettato in versione più moderna dall’ing. Messini. Per modestia non brevettò le sue invenzioni.
Aveva frequentato la Scuola Elisabettina di Rovereto, diplomandosi nel 1908 con il massimo dei voi. Nel 1913 si laureò a Vienna in Ingegneria civile, sempre con il massimo dei voti. Fuggito dall’Austria fu collaudatore presso la Caproni di Tagliedo fino al 1918. Fu poi direttore della Zontini di Riva del Garda e nel 1920 venne nominato dal Commissario del Governo di Trento, Capo della rifabbrica del basso Trentino, che condusse in porto lavorando assieme a tanti ingegneri e geometri fino al 1927.
Il Comune di Marco lo nominò suo cittadino onorario. Si dedicò poi all’insegnamento, non trascurando però la professione di ingegnere. Di questo impegno per il “bello” ha dato testimonianza nel suo intervento il Sindaco Francesco Valduga che ha ricordato le perorazioni della figlia Beatrice perché il padre venisse ricordato. E lei ha commentato guardando soddisfatta l’insegna: “Vi ringrazio, avete fatto proprio come vi avevo chiesto” raccontando alcuni aneddoti relativi a quanto Colorio fosse ammirato nell’ambiente libero professionale nazionale.
Ottenuta a Roma l’abilitazione all’insegnamento di topografia e costruzioni, risultando primo su duemila concorrenti, si era fatto strada con lo studio e il lavoro e le sue grandi intuizioni. Figlio di un Capostazione, si conquistò un ruolo di rilievo fra i progettisti del suo tempo progettando lo stabilimento Pirelli, la Casa della G.I.L, lo stabilimento Xilox, il cinema di piazza Rosmini e strade e ponti in tutto il Trentino. Per i suoi meriti il Presidente della Repubblica lo nominò Commendatore negli anni ‘60. Si è spento il 21.03.1965 presso l’Ospedale di Rovereto.

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