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Bolzano. Mercoledì 15 maggio l’ANPI ricorda Friedl Volgger

13 Maggio 2019

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Bolzano. Mercoledì 15 maggio l’ANPI ricorda Friedl Volgger

Mercoledì alle ore 11.00 una delegazione di Anpi Alto Adige Südtirol deporrà dei fiori in ricordo di Friedl Volgger nell’anniversario della sua scomparsa avvenuta nel 1997, presso la tabella stradale della piazzetta a lui dedicata tra Via Grappoli, Via Conciapelli e Via Laurino
http://www.gemeinde.bozen.it/UploadDocs/15274_Friedl_Volgger_Platz__1_.pdf
Le radici del processo positivo che ha costruito l’autonomia e la convivenza stanno nei valori che hanno contraddistinto la vita di persone come Volgger, valori che devono essere salvaguardati e rilanciati di fronte ai nuovi pericoli che attraversano il mondo di oggi.

Una breve biografia a cura di Pinuccia Di Gesaro (BGS news)

Friedl Volgger (Ridanna presso Vipiteno 4 sett. 1914 – Bolzano 15 maggio 1997).
Assieme a Michael Gamper, fondatore della Casa Editrice Athesia, Erich Amonn, Josef Mayr-Nusser e Franz Thaler, fu uno dei più noti rappresentanti dei “Dableiber”, ovvero coloro che si rifiutarono di optare per il Terzo Reich. Per questo il 27 marzo 1943 fu internato dai nazisti nel campo di concentramento di Dachau. Ne uscì il 29 aprile 1945, giorno dell’arrivo nel campo degli Americani.
Tornato a Bolzano fece parte del gruppo dirigente della Südtiroler Volkspartei appena fondata dove ebbe un ruolo determinante.
Presenziò a Parigi alla Conferenza di pace e fu consigliere di Karl Gruber nei giorni in cui vedrà la luce l’Accordo Degaperi-Gruber.
Fu deputato del primo Parlamento italiano (1948-1953). Nel 1953 ritorna al quotidiano Dolomiten del quale era stato redattore dal 1939 al 1943, quando fu arrestato e deportato a Dachau. Dal 1953 al 1961 fu redattore-capo del Dolomiten. Fu Consigliere provinciale dal 1960 al 1968 e Senatore della Repubblica dal 1968 al 1972. Fu Vicepresidente della Südtiroler Volkspartei dal 1957 al 1969.
Scrisse nel suo libro di memorie “Sudtirolo al bivio” (Edizioni Praxis Bolzano) …“La vita in una zona di confine e plurilingue come la nostra comporta un impegno particolare, ma offre altresì particolari soddisfazioni e possibilità di azione. Dopo le tragiche esperienze delle due Guerre mondiali e delle dittature, dobbiamo dare un nuovo significato alla nostra realtà di zona di confine. Dobbiamo sviluppare un modo nuovo di far politica e recuperare fino in fondo il ruolo antico del Tirolo che era quello di mediazione tra i vari ambiti culturali. Dobbiamo però anche stare in guardia. Fa parte della natura dei governi e delle burocrazie statali tentare continuamente di ridurre o di annullare i diritti delle amministrazioni autonome” …  

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