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Bolzano. Massimo Polidoro, sala piena all’Upad per la conferenza su Leonardo Da Vinci

14 Maggio 2019

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Bolzano. Massimo Polidoro, sala piena all’Upad per la conferenza su Leonardo Da Vinci

Oggi nella sede Upad di via Firenze 51 a Bolzano si è tenuta una conferenza di Massimo Polidoro organizzata dall’associazione Mua in collaborazione con Fondazione Upad. Durante la serata il noto divulgatore ha anche presentato il suo ultimo libro “Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle”. Abbiamo intervistato Massimo Polidoro per capire meglio la figura di Leonardo da Vinci.

Perché considera Leonardo Da Vinci un “discepolo dell’esperienza”?

Perché Leonardo non si accontentava di quello che leggeva o che raccontavano gli antichi, ma voleva verificare di persona. Diffidava da quelli che parlano senza aver fatto esperienza. Questo modo di ragionare anticipa quello che sarà la scienza.

Quanto è stato precursore rispetto ai suoi tempi?

Non erano in tanti a pensarla così. La sua curiosità era vista come una bizzarria. Aveva un talento straordinario nella pittura, ma i suoi contemporanei si chiedevano perché sprecasse tempo ad occuparsi delle altre scienze.

E come mai era così interessato al resto?

Ha iniziato nella bottega del Verrocchio come pittore, ma non voleva dipingere boschi e sfondi. Voleva dipingerli esattamente com’erano, quindi andava a studiare nei minimi particolari la conformazione dei tronchi, delle rocce e molto altro. Lo stesso per i corpi umani, che voleva raffigurare in maniera realistica. Per farlo ovviamente doveva fare delle autopsie. A furia di studiare per dipingere meglio, scopre che è molto più affascinante capire ciò che studiava e il disegno divenne solo uno strumento per la sua ricerca.

Qual è invece il rapporto di Leonardo Da Vinci con la guerra?

Era un uomo del suo tempo e in un luogo frammentato come era l’Italia all’epoca le battaglie erano frequentissime. Quando si propose a Ludovico il Moro per essere preso a corte come artista e ingegnere mandò un vero e proprio curriculum in cui elencò ciò che sapeva fare. Erano quasi tutti strumenti di guerra perché immaginava fosse quello che volesse. Però in realtà probabilmente non realizzò mai nessuna di queste armi. Lui stesso definì la guerra una “pazzia bestialissima”.

Nell’attualità si parla molto di “fuga di cervelli”. Anche Leonardo ha lavorato all’estero giusto?

Ha vissuto in Italia per quasi tutta la sua vita. Negli ultimi due anni è andato in Francia invitato dal Re. Il suo influsso su artisti, architetti e ingegneri fu forte. I francesi vennero molto influenzati dal suo lavoro. Lo stesso re di Francia voleva fargli costruire una reggia spettacolare e Leonardo aveva immaginato anche corsi d’acqua e giardini. Questo modello venne seguito per fare Versailles e il Louvre.
500 anni dalla morte e 50 anni dall’allunaggio.

Qual è stata l’influenza di Leonardo sull’esplorazione dei cieli?

Lui sarebbe rimasto sicuramente di sasso a vedere dov’è arrivato l’uomo 500 anni dopo. Sognava di volare ma aveva a disposizione davvero poco. Pensava che la strada giusta fosse quella di costruire delle ali, ma scoprì che la forza dell’uomo non gli permetteva di sollevarsi. Solo verso la fine della sua vita immagina qualcosa di simile ad un aliante, ma non riesce a metterlo in pratica.

Qual è esattamente il fulcro del tuo libro?

Ho voluto raccontare l’uomo che è stato Leonardo. Proprio perché è importante capire come risolveva i problemi che incontrava per scoprire come mai a 500 anni di distanza parliamo ancora di lui. Perché ha avuto delle intuizioni che abbiamo cominciato a scoprire solo a partire dall’Ottocento, ma rappresenta un modello per quella che è la curiosità. Una marcia in più che tutti dovremmo avere.

Il libro
Massimo Polidoro, con il suo libro Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle (Piemme), ricostruisce la vita dell’uomo Leonardo e nella sua conferenza ci porterà a capire come una persona singolare come lui – figlio illegittimo, privo di istruzione formale, mancino, omosessuale, pacifista e vegetariano – crebbe scoprendo di potere contare solo su sé stesso e sul proprio innegabile talento.
È il ritratto di un uomo che grazie al suo spirito curioso, al desiderio smisurato di sapere e all’ambizione di affermarsi riesce a superare i propri umanissimi limiti e ad affrontare difficoltà, rifiuti ed esperienze sconfortanti che avrebbero potuto schiacciare un animo meno determinato del suo. Un uomo che, definendosi “discepolo dell’esperienza”, anticipa di un secolo la nascita di quel metodo scientifico di cui egli va indubbiamente visto come il più illustre precursore.
La storia che ne emerge è una meravigliosa avventura di riscatto e trionfo sulle avversità. Una lezione attualissima, spesso divertente e non di rado toccante, che ci mostra come tutti possiamo aspirare all’eccellenza. Proprio come Leonardo da Vinci.
Grazie ad una collaborazione con la libreria Ubik durante l’evento sarà possibile acquistare il libro di Polidoro con una riduzione del 15% sul prezzo di copertina.

L’autore
Massimo Polidoro, scrittore e divulgatore scientifico, ha insegnato Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca e insegna ora Comunicazione scientifica ai dottorandi dell’Università di Padova. Segretario del CICAP, che ha fondato con Piero Angela, Margherita Hack e Umberto Eco, è tra i massimi esperti nel campo dell’inganno e delle pseudoscienze. Autore e conduttore televisivo, presenta a “Superquark” una rubrica dove smonta falsi misteri e bufale. Sul suo canale YouTube conduce la serie “Strane Storie”. È autore di 50 libri, tra gli ultimi “Atlante dei luoghi misteriosi d’Italia” (Bompiani) e “Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle” (Piemme).

Foto, Massimo Polidoro.  

 

 

 

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