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Bolzano. L’intervista, Monica Franch, “Popolari per l’Italia”

16 Maggio 2019

Bolzano. L’intervista, Monica Franch, “Popolari per l’Italia”

I “Popolari per l’Italia”, nati nel 2014 per iniziativa del senatore e già ministro della Difesa Mario Mauro, sono un partito politico di orientamento cristiano-democratico. Si presentano in tutte le 5 circoscrizioni italiane. Per il Nord-Est figura al quarto posto della lista l’assessora comunale bolzanina Monica Franch.

Assessora Franch, quali sono le ragioni di fondo per le quali ha deciso di candidarsi?“Il popolarismo è la mia convinzione di fondo e voglio combattere il populismo. Popolarismo e populismo sono concetti talmente diversi. Il populismo è una prassi che mette in evidenza i problemi, li ingigantisce fino talvolta a drammatizzarli. Il popolarismo cerca invece di risolverli avendo ben chiari i valori fondamentali della solidarietà, dell’accoglienza, della famiglia, del lavoro e della dignità umana”.

Quali sono le reazioni che la sua candidatura ha suscitato in provincia di Bolzano?“Ho avuto la netta sensazione di aver colpito nel segno perché con questa aggregazione riempiamo un’area politica orfana di riferimenti. Dal PD a Forza Italia non c’è che il deserto delle idee e credo che i cittadini desiderino una posizione che esprima questi principi”.

Qual è il messaggio che l’elettorato sente nel suo impegno e in tutta la lista dei “Popolari per l’Italia?”“Mi metto in gioco con coraggio, con senso di responsabilità e passione per la mia Terra e le persone, sono mossa dalla preoccupazione per un’Europa continuamente messa in discussione e dal desiderio di uno spazio politico in cui molti si sentano ancora rappresentati. Libertà, democrazia, diritto e solidarietà, sono valori “fastidiosi” al populismo dilagante. Il mio obiettivo? Contrastare l’odio sociale instillato nella mente degli italiani, bloccando le diverse direttrici che vanno in senso contrario alla dignità umana. Secondo me è opportuna la mia candidatura perché è necessario portare avanti una maggiore presenza femminile a tutti i livelli di governance, utilizzando un nuovo approccio al tema, non parlando più di “quote rosa” ma di affermazione di “democrazia paritaria”.

Quali sono i limiti attuali dell’Europa? “Oggi non ci rendiamo più conto delle facilitazioni che già ci ha procurato. Mi riferisco ad esempio alla moneta unica e a tante altre cose, anche piccole come il marchio CE che garantisce la qualità degli alimenti e dei prodotti fino ad arrivare ai giocattoli”.

Quali i suoi auspici per il futuro?Il 27 maggio sapremo qual è l’Europa che abbiamo scelto. Io sono della generazione che ha sognato l’Europa unita, ha gioito per l’abbattimento dei confini tra gli Stati e auspico l’Europa delle Regioni.

In foto, Monica Franch

 

Giornalista, scrittrice, editore.
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