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Doing Deculturalization, una mostra curata da Ilse Lafer al Museion di Bolzano

11 Aprile 2019

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Doing Deculturalization, una mostra curata da Ilse Lafer al Museion di Bolzano

Museion presenta Doing Deculturalization, la mostra a cura di Ilse Lafer, curatrice ospite 2019. Il progetto prende le mosse dagli scritti della critica e storica dell’arte italiana Carla Lonzi (1931-1982), che hanno influenzato in maniera importante il rapporto tra femminismo e arte femminile in Italia. In mostra oltre 40 posizioni di artiste e archivi, sia storiche che recenti – con una particolare attenzione per quelle all’interno dell’Archivio di Nuova Scrittura (ANS), Collezione Museion.
“La deculturalizzazione per la quale optiamo è la nostra azione” scriveva in Sputiamo su Hegel (1970) Carla Lonzi, intendendo con ciò una rottura radicale ovvero la creazione di un vuoto rispetto a una cultura organizzata in senso patriarcale e dominata fino ad allora esclusivamente dall’uomo – ed in cui nemmeno l’arte costituisce un’eccezione. Una rottura che si esprime come rifiuto di rapporti sociali di potere, ma anche dai codici imposti dalla vita, dal lavoro e dal linguaggio.
La mostra ruota in vari modi intorno a questa rottura radicale o vuoto – il vuoto è un principio dell’esposizione, sia per quanto riguarda le opere presentate che l’architettura espositiva, creata per l’occasione. La mostra pone l’attenzione da un lato sul femminismo italiano degli anni settanta del secolo scorso – fenomeno fino ad ora poco discusso a livello internazionale, e il suo difficile rapporto con l’arte. Dall’altro, l’arte femminista è considerata alla luce del concetto di deculturizzazione introdotto da Lonzi – da una prospettiva sia storica che attuale.
Nelle opere in mostra il movimento di “sottrazione dalla norma” si manifesta in una decostruzione del linguaggio a favore di nuove modi di esprimersi, che contemplano il segno astratto e i materiali quotidiani. Sono messe in rilievo le artiste che trattano aspetti personali e biografici, come Berty Skuber o indagano il rapporto tra corpo e linguaggio (Tomaso Binga). Con i lavori di artiste contemporanee come Bracha L. Ettinger e Chiara Fumai sono indagate le convenzioni del linguaggio.
Doing Deculturalization mette in luce anche realtà ed esperienze passate, come quella della Cooperativa Beato Angelico di Roma, iniziata da Carla Accardi e Suzanne Santoro insieme ad altre, per affermare, attraverso l’attività espositiva, una “cultura femminile” distinta. Emerge anche il ruolo portante, all’interno di una rete femminista, della Libreria delle Donne, fondata a Milano nel 1975 e tematizzata nei lavori di Margherita Morgantin. La nascita della libreria è stata supportata anche da donazioni di artiste vicine sia all’Archivio di Nuova Scrittura che a Rivolta Femminile. Un ruolo altrettanto centrale è rivestito dalla Collezione di Mirella Bentivoglio e dalla gallerista e curatrice Romana Loda, che attraverso la loro attività hanno lavorato per dare visibilità all’arte femminile.

Dai lavori di artiste contemporanee come Claire Fontaine, Katarina Zdjelar o Sonia Khurana emerge quanto il principio di deculturizzazione sia un progetto che non può essere concluso, ma richiede una continua attualizzazione. Il vuoto come modalità d’azione di questo progetto trova un’immagine ricca e sfaccettata grazie ai lavori di Marion Baruch, Gina Pane o Marisa Merz.

Da questo contesto multiforme emerge quindi uno scenario speculativo, una topografia delle associazioni tra gli archivi dei movimenti femministi, formati espositivi orientati in senso femminista (“mostre ghetto”) e pubblicazioni, posizioni artistiche storiche e attuali. Nella rilettura del rapporto tra arte e femminismo, la deculturizzazione si configura così come un modello d’azione e di pensiero produttivo.
“Il progetto della curatrice ospite Ilse Lafer si inserisce appieno nell’identità di Museion, che da sempre ha mostrato una particolare attenzione al femminile e alla messa in discussione di format di mostra tradizionali. Tematiche di grande attualità a livello nazionale sono affrontate attraverso uno sguardo inedito ed altro: anche in questo senso la mostra corrisponde alla vocazione che ha contraddistinto Museion fin dall’inizio, ovvero essere una piattaforma dialogica del contemporaneo” – così Letizia Ragaglia, direttrice di Museion.

A cura di Ilse Lafer, curatrice ospite a Museion 2019
In collaborazione con: Sabeth Buchmann (convegno/workshop), Frida Carazzato, Francesca Lacatena (collaborazione alla curatela), Lukas Maria Kaufmann (design dell’allestimento), Brigitte Unterhofer e team (produzione).

Un ulteriore approfondimento dei temi trattati da Doing Deculturalization è offerto dalla mostra Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia presso FM Centro per l’arte contemporanea (04/04-26/05/2019) dedicata ai rapporti tra arti visive e femminismo in Italia

Artiste e archivi
Carla Accardi, Zehra Arslan, Marion Baruch, Moyra Davey, Bracha L. Ettinger, Claire Fontaine, Chiara Fumai, Nadira Husain, Sonia Khurana, Ketty La Rocca, Beatrice Marchi, Marisa Merz, Margherita Morgantin, Ariane Müller, Raffaela Naldi Rossano, Rosa Panaro, Gina Pane, Marinella Pirelli, Carol Rama, Cloti Ricciardi, Suzanne Santoro, Katarina Zdjelar.

Archivio di Nuova Scrittura – Collezione Paolo Della Grazia, MUSEION Bolzano/Bozen e Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Amelia Etlinger, Carla Accardi, Giovanna Sandri, Irma Blank, Lucia Marcucci, Giulia Niccolai, Mirella Bentivoglio, Marilla Battilana, Grögerová Bohumila, Tomaso Binga, Elisabetta Gut, Anna Oberto, Liliana Landi, Sveva Lanza, Ketty La Rocca, Francoise Janicot, Nanda Vigo, Lenora De Barros, Raffaella Formenti, Berty Skuber.

Donazione Mirella Bentivoglio – Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto:
Annalisa Alloatti, Marilla Battilana, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Paula Claire, Hanne Darboven, Betty Danon, Neide Dias de Sá, Amelia Etlinger, Maria Ferrero Gussago, Kiki Franceschi, Elisabetta Gut, Ana Hatherly, Ketty La Rocca, Maria Lai, Sveva Lanza, Lucia Marcucci, Anna Oberto, Giovanna Sandri, Mira Schendel, Greta Schödl, Berty Skuber, Simona Weller; libri d’artista (di Annalies Klophaus, Agnes Denes, Katalin Ladik, Irma Blank, Simona Weller, Ana Hatherly et al.), materiale d’archivio

Fondo Suzanne Santoro, ARCHIVIA Archivi, Biblioteche, Centri di Documentazione delle Donne, Roma: materiale d’archivio.

Archivio Carla Lonzi, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma: materiale d’archivio.

Museion presenta
Doing Deculturalization
a cura di Ilse Lafer, curatrice ospite a Museion 2019
Inaugurazione: 12/04/2019, ore 19
Durata della mostra: 13/04 – 03/11/2019
Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10 – 18. Giovedì 10 – 22, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle ore 19. Lunedì chiuso. Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro

Foto, Ketty La Rocca, Sana come il pane quotidiano, 1965, courtesy The Ketty La Rocca Estate.  

 

 

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