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InDanza Trento, Stephen Petronio il nuovo e il post modern in una serata ad alto impatto

11 Marzo 2019

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InDanza Trento, Stephen Petronio il nuovo e il post modern in una serata ad alto impatto

È atteso a Trento Stephen Petronio uno dei titani della danza contemporanea statunitense. A InDanza presenta una serata a più titoli, incluso un brano firmato da Steve Paxton, il fondatore della contact improvisation: le Variazione Goldberg nell’incisione di Glenn Gould. L’appuntamento, promosso dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, è al Teatro Sociale, il 14 marzo, alle ore 20.30.
Coreografo di fama mondiale, Petronio ha creato numerose coreografie tutte definite da un’estetica riconoscibilissima divenuta marchio di fabbrica: composizione coreografica dai passaggi nervosi, giochi di gender, predilezione per la musica più trendy, collaborazioni con stilisti dellahaute couture. A InDanza presenta una serata a più titoli, incluso un brano firmato da Steve Paxton, il fondatore della contact improvisation: le Variazione Goldberg nell’incisione di Glenn Gould.
Un programma variegato quello scelto per la serata di Trento in cui si fondono tre dirompenti brani di Stephen Petronio composti sulle musiche del gruppo post-rock statunitense Son Lux (Untitled Touch), su quelle di Nico Muhly (Hardness 10) e sulla voce baritonale e poetica di Rufus Wainwright (Bud Suite). Ma c’è un ulteriore gioiello a impreziosire la serata:Goldberg Variations di J. S. Bach, eseguite però da Glenn Gould e coreografate da Steve Paxton nel 1986. La Petronio Company si è fatta carico di interpretare, a oggi, otto lavori firmati dagli scomparsi Merce Cunningham, Trisha Brown e di Anna Halprin, Yvonne Rainer e Steve Paxton. Nello specifico, l’estratto delle Variazioni Golberg di Paxton – dallo stesso autore un tempo danzate con grandissima maestria – sarà interpretato dal danzatore Nicholas Sciscione.
Apre la serata Bud Suite (2006), coreografia costruita su alcune famose canzoni d’amore di Rufus Wainright come On what a World e Agnus Dei. Desiderio e nostalgia nel testo diventano sui corpi un contatto fisico tenero e fluido, prima di trascendere lo spazio attraverso l’esplosione di una fisicità meno tangibile e rivolta al cielo.
Segue Untitled Touch (2017), uno dei lavori più recenti di Petronio, un mix di impulsi decisi e movimenti veloci quasi generati a catena da un danzatore all’altro. Come infatti ricorda il titolo, il lavoro è legato al tatto, nella sua accezione meno delicata. In contrasto con la base sonora costante e uniforme di Son Lux, la danza gioca sul ritmo e la discontinuità, sugli accenti e sugli ‘staccati’. Un brano in cui compare la ‘storia’ coreografica di Petronio, dove diverse visioni estetiche confluiscono per definire una cifra stilistica originalissima.
Al termine dello spettacolo è previsto un incontro aperto al pubblico con il coreografo Stephen Petronio.

Photo SarahSilver UntitledTouchSmoll

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