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Ermanno Cavazzoni alla Civica di Bolzano

11 Marzo 2019

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Ermanno Cavazzoni alla Civica di Bolzano

Giovedì 14, alle ore 18.00, alla Biblioteca Civica di Bolzano ci sarà il nuovo appuntamento col Seminario internazionale sul romanzo. Sarà ospite Ermanno Cavazzoni che dialogherà con Massimo Rizzante, docente di Letterature comparate all’Università di Trento e direttore del Seminario.

L’incontro è aperto a tutti e per gli insegnanti vale come corso di aggiornamento.

«Il vizio peggiore di uno scrittore è considerare la letteratura un modo per arrivare velocemente al successo. Un vizio purtroppo molto diffuso. Detesto e mi rovinano l’animo gli scrittori che sgomitano e litigano, me ne tengo lontano a fini terapeutici. La letteratura è bella perché è inutile.» Così Ermanno Cavazzoni, in un’intervista di qualche anno fa, sintetizza il suo giudizio critico sugli scrittori che invece di mettere al centro l’opera, mettono se stessi, il proprio narcisismo, e la smania del successo. Proprio su questa contraddizione concentra la sua attenzione l’undicesima edizione del Seminario internazionale sul romanzo, il progetto del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, ideato e diretto dal professor Massimo Rizzante, e al quale collaborano i licei “Pascoli” e “Carducci” di Bolzano, la Biblioteca Civica e la rivista on-line “Fillide”.
Già docente di Estetica all’Università di Bologna, Ermanno Cavazzoni è autore di romanzi e racconti, ideatore e curatore della rivista “Il semplice”, condirettore con Gianni Celati e Walter Pedullà del bimestrale “Il Caffè illustrato”. Nella sua narrativa predomina il gusto del paradosso e l’attenzione a figure marginali ed eccentriche, che meglio rappresentano la visionarietà dell’esistenza umana, come nel romanzo “Il poema dei lunatici”, pubblicato da Bollati Boringhieri nel 1987 e poi da Guanda nel 2010, e da cui Federico Fellini ha tratto il film “La voce della luna”, interpretato da Roberto Benigni e Paolo Villaggio. “Il poema dei lunatici” è il racconto comico e giocoso delle peregrinazioni di Savini, presunto ispettore dell’ufficio di igiene, in vari luoghi della pianura padana. Ma è anche la trasposizione dei pensieri strampalati del protagonista e delle sue fantasiose congetture su taluni fenomeni inspiegabili della vita quotidiana, nonché la descrizione delle campagne in cui da lontano echeggia il Po, in quegli stessi paesaggi che possiamo ritrovare anche nei libri di Gianni Celati. In queste esplorazioni Savini è accompagnato dall’eclettico prefetto Gonnella, insignito da un non si sa quale ministero di una sconosciuta e piuttosto immaginaria missione segreta, ma anche un ricco stuolo di beccamorti, locandieri, avventori del bar e pensionati in bicicletta. La stessa Italia agreste fa da sfondo a un originale campionario di varia umanità, affetta da forme più o meno gravi e manifeste di idiozia nel libro “Vite brevi di idioti” (Feltrinelli 1994). Gli idioti in questione, armati delle loro manie, ossessioni e fissazioni, oppongono una strenua resistenza ai meccanismi di quella moderna società dei consumi che sembra destinata ad avere la meglio su di loro. Ci sono padri di famiglia che sognano di partire a bordo di un’utilitaria trasformata in macchina volante, salvo poi schiantarsi al primo cavalcavia; martiri del mal di piedi e piromani sfortunati col fuoco; contadini che si credono dottori, e poi nani e microcefali. All’insegna di una comicità grottesca, paradossale e provocatoria, collegandosi chiaramente all’intervista citata all’inizio dell’articolo, è il libro “Gli scrittori inutili” (Feltrinelli 2002), sorta di guida per diventare, appunto, scrittore inutile, e «poiché non è facile a volte diventare anche solo scrittori, ci sono per questo le scuole»,spiega l’autore nell’Avvertenza. «Una scuola di scrittura che si rispetti introduce al vizio l’allievo; perciò le scuole saranno formate da sette docenti, essendo sette le materie insegnabili: lussuria, gola, avarizia, accidia, invidia, ira e superbia.» La letteratura per Cavazzoni «riguarda soprattutto anomalie, errori, disubbidienze, vizi, manie, disastri; i personaggi insopportabili e storti sono i più fecondi» ed ecco che nel suo ultimo libro, “La galassia dei dementi”, pubblicato da La nave di Teseo nel 2018 e finalista al premio Campiello, i personaggi perfetti della fantascienza sono sostituiti da esseri imperfetti e dementi. Ambientato nel venticinquesimo secolo d.C., epoca in cui la Terra appare popolata da un numero di umani assai esiguo e da una gran quantità di androidi diversi fra loro per aspetto e funzione, da macchine e robot dotati di intelligenza artificiale e da mal riusciti esperimenti genetici, nonché da alcuni alieni dalla provenienza imprecisata.

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