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Aterballetto: «GOLDEN DAYS» un trittico firmato Johan Inger al Teatro Comunale di Bolzano

24 Marzo 2019

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Aterballetto: «GOLDEN DAYS» un trittico firmato Johan Inger al Teatro Comunale di Bolzano

L’ultimo appuntamento di InDanza/Bolzano, rassegna curata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara (al Teatro Comunale di Bolzano, martedì 26 marzo alle ore 20.30), è con la compagnia Aterballetto, punta di diamante del panorama coreutico italiano, in scena con Golden Days, un trittico di lavori del noto coreografo svedese Johan Inger, già direttore del Cullberg Ballet e ‘coreografo associato’ al Nederlands Dans Theater.
Golden Days è uno spettacolo frutto della collaborazione pluriennale tra Aterballetto e Johan Inger avviata nel 2013 e scandita da un susseguirsi di successi nonché in fieri data la commissione di una produzione a serata sulla figura di Don Giovanni che debutterà nel giugno 2020 a Ravenna Festival.
Golden Days racchiude dunque i tre brani di Inger a oggi inclusi nel repertorio di Aterballetto: Rain Dogs, pezzo per nove danzatori acquisito nel 2013 e le due creazioni originali Birdland e Bliss (2015).
Concettualmente e coreograficamente diversi, rivelatori della peculiare cifra stilistica dell’autore, i tre brani sono legati tra loro nella tematica: l’indagine della perdita, del cambiamento, la nostalgia di un passato mitico si dispiegano e si declinano nei tre pezzi costruiti su intramontabili brani musicali firmati da autori che hanno segnato la storia del blues e del jazz come Tom Waits (per Rain Dogs) e Keith Jarrett (per Bliss), a cui si aggiunge l’inconfondibile voce di Patti Smith per Birdland. Tre artisti-musicisti che con la loro musica hanno influenzato e contribuito al cambiamento di un’intera generazione, che ancor oggi vede in quell’epoca una sorta di mitica età dell’oro. Ecco spiegato il titolo Golden Days: “Mano a mano che invecchiamo – confessa Johan Inger – ci soffermiamo a riflettere sul nostro percorso di vita e io, per una volta, mi guardo indietro con un autentico sorriso, ripensando a quando tutto era radioso e spensierato”.
La serata si apre con Rain Dogs, brano che prende le mosse da un’immagine forte: quella di un cane che, curioso e sicuro del suo olfatto, si spinge oltre i soliti confini alla scoperta di ciò che vive lontano e che, a causa della pioggia, perde improvvisamente la strada del ritorno. Una metafora per rappresentare la complessità e le contraddizioni che caratterizzano il rapporto con il mondo e che segnano le relazioni con gli altri, quando la ricerca di un senso perde ogni punto di riferimento.
Segue il breve cammeo Birdland, un assolo che rappresenta una sequenza coraggiosa e ribelle contro la vita che cambia, trait d’union con il luminoso e conclusivo Bliss (Beatitudine, in inglese), brano composto sul celeberrimo The Köln Concert di Keith Jarrett per l’intera compagnia e vincitrore del Premio della critica italiana (Premio Danza&Danza 2016) quale miglior produzione dell’anno. Nello spazio vuoto la danza sgorga con la naturalezza di chi sa entrare con il proprio corpo nella musica: un affascinante gioco in ‘levare’, fatto in souplesse, per far sembrare tutto semplice anche laddove è tutto organicamente costruito. Un arduo gioco di passaggi soft dall’apparente normalità, una jam session coreografata nel dettaglio che rivela lo stato di grazia dell’autore e dell’interna compagnia reggiana.

Foto, Aterballetto Rain Dogs/c-Alfredo Anceschi.  

 

 

 

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