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Bolzano. Carcere, ovvero “liberare la pena, 20 anni di Odós”

25 Febbraio 2019

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Bolzano. Carcere, ovvero “liberare la pena, 20 anni di Odós”

 “Odos”, un percorso per liberare la pena verso il reinserimento sociale
Era il primo marzo del 1999 quando partì in via sperimentale, in un appartamento di viale Druso a Bolzano, il progetto pilota Odós, indirizzato a detenuti, ex-detenuti, persone in attesa di giudizio e persone private della libertà. In questi 20 anni, oltre 400 persone sono state ospitate dalla struttura della Caritas che si trova ora in viale Venezia, casa d’accoglienza e punto di consulenza per detenuti, ex-detenuti, persone in attesa di giudizio e familiari. L’equipe educativa del servizio accompagna gli ospiti in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo accogliendoli in una struttura aperta 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno.
“Il nome “Odós” sta a significare “sentiero” e vuole indicare il viaggio verso e attraverso un cambiamento, non solo dell’Uomo detenuto ma anche della società” spiega il responsabile del servizio Alessandro Pedrotti. Per il traguardo raggiunto l’1 marzo il servizio della Caritas un convegno dedicato agli operatori del settore che verterà sugli aspetti pedagogici e giuridici da seguire in futuro, per un modello di giustizia, più umano, perché, chiarisce Pedrotti “più carcere non vuol dire più sicurezza”.
Durante il convegno, che si terrà venerdì 1 marzo dalle ore 9 alle ore 16.30 presso la Sala di rappresentanza del Comune di Bolzano in Vicolo Gumer 7, si alterneranno oltre agli operatori locali del settore anche pedagogisti di caratura nazionale come Duccio Demetrio, professore dell’Università Bicocca e fondatore della LUA e Ivo Lizzola, professore ordinario presso l’Università di Bergamo. Ampio spazio sarà dato anche alle testimonianze: quella toccante di Manlio Milani, marito di una delle vittime della strage di piazza della Loggia, che testimonierà l’importanza di incontrare i responsabili del male per non restare chiusi nella logica del rancore e della rivalsa, e quella di alcuni ospiti che sono stati accolti negli ultimi anni nella struttura residenziale della Caritas e che hanno concluso positivamente il loro percorso di reinserimento nella società.

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