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Après-ski…in ospedale, l’elisoccorso può costare quanto l’intera vacanza

22 Febbraio 2019

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Après-ski…in ospedale, l’elisoccorso può costare quanto l’intera vacanza

Chi è in partenza per una vacanza sugli sci all’estero farebbe bene a chiedersi se è sufficientemente assicurato per il malaugurato caso di un incidente sulla pista. Per il recupero in elicottero si rischia infatti di dovere pagare – di tasca propria – anche un paio di migliaia di Euro!

Il signor Paolo di Roma trascorre una spensierata e divertente settimana bianca in Austria per praticare lo sci, il suo sport preferito. Tutto bene, fino a quando Paolo cade sulla pista e non è più in grado di alzarsi. Deve intervenire l’elicottero che trasporta lo sciatore in ospedale dove gli viene diagnosticata la frattura del femore.

Dopo alcune settimane Paolo riceve una fattura di oltre 5.000 Euro da parte della società che ha effettuato il soccorso in elicottero. Il consumatore non crede ai suoi occhi, soprattutto perché aveva con sé la Tessera Europea di Assicurazione e Malattia (TEAM). Il signor Paolo contatta il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia – ufficio di Bolzano che gli spiega che la TEAM dà sì diritto alle cure medicalmente necessarie durante un soggiorno all’estero, ma alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato nel quale ci si trova (e non alle condizioni vigenti nel proprio Paese di residenza).

Paolo – in quanto cittadino dell’UE – in Austria è stato quindi trattato allo stesso modo in cui viene trattato un cittadino austriaco che deve essere soccorso in elicottero dopo una caduta con gli sci. Gli sciatori austriaci questo lo sanno e si tutelano stipulando un’assicurazione privata che copre questi costi. In Austria infatti la sanità pubblica per il soccorso in elicottero a seguito di un incidente del tempo libero (quindi anche d’estate, durante una escursione in alta montagna) rimborsa soltanto un importo forfettario di 850 Euro, se le lesioni riportate sono di una certa gravità e solo se per lo stesso incidente sarebbe intervenuto l’elisoccorso anche a valle. La valutazione avviene secondo la scala NACA da 0 a VII; da 0 a II non è previsto alcun rimborso, questo viene concesso a partire dal grado IV (in caso di NACA III l’amministrazione decide di caso in caso).

Chi è in partenza per una vacanza sulla neve in un Paese dell’UE, Norvegia, Islanda o Svizzera farebbe quindi bene a chiedersi se è adeguatamente assicurato per il malaugurato caso di un incidente sulla pista. Si consideri inoltre che chi non è in grado di fare ritorno a casa autonomamente ed ha bisogno di un trasporto sanitario non è coperto dalla TEAM. Il signor Paolo una assicurazione privata non l’aveva e ha dovuto pagare per intero la fattura della società di elisoccorso: in questo caso i colleghi del Centro Europeo Consumatori Austria sono riusciti soltanto ad ottenere un pagamento a rate. Considerato che le richieste di pagamento sono assolutamente fondate, nell’esperienza del CEC in questi casi le società di soccorso non sono disposte a concedere sconti o gesti commerciali.

Il consiglio del CEC è dunque di verificare, prima della partenza, se si è già assicurati, ad esempio attraverso una polizza collegata alla propria carta di credito o alla quota associativa di una organizzazione di soccorso, sportiva o del tempo libero. In alcuni comprensori sciistici è inoltre possibile acquistare assieme allo skipass un’apposita assicurazione.

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