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Lo spettacolo «Callas» al Teatro Comunale di Bolzano

24 Gennaio 2019

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Lo spettacolo «Callas» al Teatro Comunale di Bolzano

La stagione InDanza/Bolzano del Centro Servizi Culturali S. Chiara saluta il nuovo anno con un titolo di assoluto valore storico firmato da una delle fondatrici del Tanztheater tedesco: «CALLAS» di Reinhild Hoffmann. Ripreso recentemente dal versatile Ballet du Grand Théâtre de Genève, il lavoro porta in scena conflitti, intrighi, amori e passioni di una delle maggiori dive del Novecento: Maria Callas. L’appuntamento è per mercoledì 30 gennaio, alle ore 20.30, presso il Teatro Comunale di Bolzano.
Lo spettacolo «Callas» nacque nel 1983 per il Teatro di Brema di cui Hoffmann è stata direttrice, fu ripreso diversi anni più tardi dalla compagnia di danza del Maggio Musicale Fiorentino e nel 2018 è stato acquisito dal Ballet du Grand Théâtre de Genève che lo ha portato con successo in tournée in diversi paesi d’Europa.
«Callas» non è una biografia danzata del grande soprano bensì un tipico prodotto del tanztheater di quegli anni in cui il ‘racconto’ procede per libere associazioni della coreografia sui momenti salienti della vita di Maria, definiti ciascuno, poi, in un delineato quadro coreografico. Oltrepassando i limiti della danza pura, Hoffmann permette ai corpi forgiati dei bravi ballerini di Ginevra di esprimersi qui in maniera ‘più teatrale’ esplorando se stessi e il proprio sentire sulla scena.
Partita dall’idea di narrare i sacrifici e i successi perché, afferma, «in questi soggetti tutti in un certo qual modo ci possiamo identificare», Hofmann arriva a delineare per strade non lineari il carismatico personaggio Callas, che «si è presa grandi rischi in vita e che possiamo augurarci soltanto di imitare». Così, anche attraverso la magnifica voce del soprano riproposta in incisioni storiche di opere di Verdi, Bizet, Gounod, Délibes, Thomas, ricrea il suo profilo come in un puzzle. Fama, lavoro, dolore, riti e miti del teatro sono le componenti dello spettacolo. A cominciare dai due spettatori che si aggirano fra una folla di personaggi in abiti lunghi di velluto rosso, alla ricerca del proprio posto in sala. Poi nei quadri che seguono si descrivono gli applausi, i ringraziamenti, gli autografi, le vestizioni per la scena, gli uomini adoranti in abito nero che la portano in trionfo. I difficili Anni di Galera (in senso verdiano) nella Atene della guerra e dell’occupazione tedesca dove Maria studia canto e si prepara al futuro di stella. Simbolizzati da uomini con le fruste che ammaestrano le ragazze come domatori. Non mancano poi tutte le eroine liriche da lei interpretate – Lucia, Floria, Tosca e altre – sciorinate con grande originalità in una simil sfilata di moda.

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