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Cartello di divieto solo in tedesco, due indagati, area sotto sequestro

6 Gennaio 2019

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Cartello di divieto solo in tedesco, due indagati, area sotto sequestro

Sono due gli indagati per la bimba di Reggio Emilia, morta in seguito a un tragico incidente con lo slittino ieri su una pista del Corno del Renon. La Procura di Bolzano ha iscritto nel registro la madre della bambina, Renata Dyakowska di 38 anni e il responsabile della società che gestisce il comprensorio sciistico del Corno del Renon.
“Rodeln verboten”- vietato slittare -, è scritto così solo in lingua tedesca  sul cartello che si trova all’inizio della pista nera da sci (pista nera: ad alto grado di difficoltà) imboccata  da madre e figlia. A destra della critta in tedesco è raffigurato un simbolino  di piccole dimensioni che ribadisce il concetto. Esattamente lì erano passate  venerdì verso le 13 Renata Dyakowska la madre della piccola 8 anni Emily Formisano. Non conoscendo il tedesco erano passate oltre, fino alla partenza della pista da sci. Qui erano salite sullo slittino  andandosi poi a schiantare a tutta velocità contro un albero. Violento l’impatto che è costato la vita alla bimba,  esanime sul colpo,  e alla madre  un gravissimo politrauma. Ora la Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, la stessa madre della bambina, il gestore degli impianti di risalita e ha posto l’area sotto sequestro.
Sulla dicitura solo in tedesco scoppia la polemica. “La rimozione sui sentieri di montagna da parte dei gestori, e ora anche sulle piste da sci di indicazioni fondamentali  in lingua italiana ora si può capire a quali tragedie  possono portare”scrive in una nota Alessandro Urzì , consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia. “Ci aspettiamo che cambi radicalmente l’approccio verso il tema del rispetto della lingua italiana con la nuova giuta. La toponomastica è una branca di questo tema: ci si può perdere se non si trovano le indicazioni nella propria lingua. Si può rischiare o perdere la vita se le avvertenze sulla pericolosità di un luogo sono solo in lingua tedesca” aggiunge Urzì.

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