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Videosorveglianza in Bassa Atesina, piccole aziende escluse

13 Dicembre 2018

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Videosorveglianza in Bassa Atesina, piccole aziende escluse

La gara verrà pubblicata a breve ma il progetto non prevede la suddivisione in lotti .
CNA-SHV scrive a Comunità Comprensoriale e Agenzia per gli appalti: appalto da rivedere.
Corrarati: “La nuova Giunta provinciale valorizzi l’affidamento di incarichi a ditte locali”.

“Una gara d’appalto per la videosorveglianza della Comunità Comprensoriale Oltradige Bassa Atesina non agevolerebbe la partecipazione delle piccole imprese locali. È quanto ci hanno segnalato alcuni nostri associati. Si tratterebbe dell’ennesimo caso di mancata suddivisione in lotti e di esclusione a priori delle piccole aziende. Riteniamo che la Provincia e l’Agenzia provinciale per gli appalti debbano intervenire per sensibilizzare le stazioni appaltanti sull’espletamento di gare il più possibile a misura di PMI”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV, che invita la Provincia e tutte le stazioni appaltanti a cambiare metodo nelle gare d’appalto, nel rispetto della normativa vigente. L’Associazione ha anche inviato una lettera alla Comunità comprensoriale Oltradige Bassa Atesina e all’Agenzia provinciale per gli appalti.
Il caso, segnalato da alcuni associati CNA-SHV, riguarda la gara, che dovrebbe essere pubblicata a breve, per la realizzazione del sistema di videosorveglianza dei comuni della Bassa Atesina. Dovrebbe essere un appalto del valore di circa 1,2 milioni di euro, finanziati al 50% dalla Provincia. Il progetto, secondo quanto appurato, avrebbe come prerequisito l’attestazione SOA OS5 classe III.
Secondo quanto verificato da CNA-SHV, in Alto Adige non esiste alcuna azienda con queste certificazioni: nessuna impresa locale dovrebbe riuscire a partecipare alla gara. Il progetto tecnicamente potrebbe essere frazionato per ogni singolo comune, mantenendo una centralizzazione del sistema: la mancata suddivisione in lotti non dà un’opportunità alle aziende locali. Progetti di questa dimensione per questo settore, in Alto Adige, non ce ne sono.
“Se non viene data possibilità alle aziende locali di partecipare ad appalti come questo – chiede la CNA-SHV – quando e in che modo le piccole imprese potranno crescere? Un progetto di questa dimensione, finanziato al 50% dalla Provincia e il resto dalla Comunità comprensoriale, dovrebbe avere come prerequisito quello di favorire le aziende locali. Inoltre, considerando che questi impianti necessitano di interventi periodici, è lecito chiedersi a chi verrà affidato l’incarico per la manutenzione: verranno tenute in considerazione le imprese locali?”.
“In questi giorni – prosegue Corrarati – le forze politiche della futura maggioranza stanno definendo il programma della nuova Giunta provinciale. La valorizzazione delle PMI è un concetto ormai assodato in Europa, in Italia e in Alto Adige. Purtroppo, il caso che stiamo segnalando va nella direzione opposta. Crediamo sia opportuno che per ogni appalto, non soltanto quelli edili ma anche impiantistica, forniture, servizi di vario genere, venga valutata e, ove possibile, adottata la suddivisione in lotti per agevolare la partecipazione delle piccole imprese locali, che, a prescindere dalla dimensione, non mancano di professionalità, innovazione, tecnologia e manodopera qualificata”.

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