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Bolzano. Filcams-CGIL, 14 nuove badanti formate e certificate

13 Dicembre 2018

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Bolzano. Filcams-CGIL, 14 nuove badanti formate e certificate

Non solo formate, ma anche professionalizzate attraverso il riconoscimento di una certificazione delle competenze di Assistente polifunzionale/Colf e di Assistente alla persona/Badante nell’ambito dell’ordinamento europeo: a raggiungere l’ambito traguardo, dopo un percorso di formazione che le ha viste impegnate per diversi mesi sui banchi di scuola, in laboratori di cucina e in simulazioni di pronto soccorso e supporto nella riabilitazione motoria, sono 14 lavoratrici che nei giorni scorsi hanno superato le prove d’esame, scritto e orale, per la certificazione delle qualifiche di Colf e di Badante.
L’iniziativa, messa in campo da Filcams-CGIL in collaborazione con l’Ente bilaterale di categoria EBINCOLF e l’ente formatore dell’organizzazione sindacale CEMU, ha rappresentato una sperimentazione avviata sul territorio per rispondere alla crescente richiesta di formazione da parte delle lavoratrici ma anche dalle famiglie che si rivolgono agli uffici del sindacato: “L’esigenza del progetto – spiega Marcella Nalli, coordinatrice nazionale dell’iniziativa che solo nel 2018 ha coinvolto 26 città – nasce dalla valutazione che nel nostro paese non è presente il riconoscimento di questo profilo professionale che incarna il welfare privato con un ruolo sempre più importante nel contesto delle famiglie. Ciò comporta l’indeterminatezza delle mansioni attese, dell’individuazione di uno standard di formazione di base indispensabile e tutto ciò si traduce inevitabilmente in una minor qualità del servizio al cittadino – prosegue la coordinatrice – Gli assistenti familiari sono quelle persone che costituiscono l’essenza umana del welfare privato e invisibile, in gergo economico, lavoratrici che si fanno carico del supporto domiciliare, ma non solo, delle persone anziane o in difficoltà nella gestione delle proprie autonomie. Stiamo parlando di più di 1 milione e mezzo di lavoratrici a livello nazionale e circa 11 mila in Alto Adige. Di qui l’esigenza di fornire strumenti formativi qualificanti, atti a definire e certificare le competenze necessarie per svolgere il lavoro privato di cura che in tal modo può raggiungere standard qualitativi maggiori”.
Tra le materie sviluppate nelle 64h di lezione d’aula del percorso formativo: elementi di scienze dell’alimentazione rivolti a tutta la famiglia e con particolare riguardo per l’utente anziano e sulle tecniche di imboccamento per il difagico; patologie e caratteristiche dei disturbi dell’anziano; introduzione alla tipizzazione delle disabilità; tecniche e metodi di comunicazione con utenti disabili; elementi per il rispetto delle prescrizioni mediche, della dotazione di ausili, della movimentazione dei carichi; elementi di economia domestica (gestione della spesa, della pulizia, dell’igiene anche dell’utente allettato); la sicurezza in casa; la gestione delle emergenze; conoscenza della rete territoriale di assistenza.
L’iniziativa promossa nel corrente anno ha visto l’avvio di 2 aule per 33 lavoratrici rappresentanti, oltre a quella italiana, altre diciassette nazionalità (boliviana, colombiana, cubana, ecuadoregna, peruviana, domenicana, keniota, nigeriana, marocchina, tunisina, bulgara, irachena, moldava, polacca, rumena, russa, ucraina).
La prima sessione d’esame, nei giorni scorsi, ha visto l’arrivo di un’apposita commissione nazionale di valutazione individuata a Roma, composta dai due valutatori Marco Ranzini (di FEDERECOLF) e Anna Greco (di FILCAMS), che hanno svolto le attività di valutazione dei risultati dell’apprendimento e delle competenze raggiunti dalle 14 lavoratrici in possesso dei requisiti di accesso richiesti dall’ente certificatore (UNI), attraverso due prove scritte e due prove orali per le rispettive specializzazioni in colf polifunzionale e assistente alla persona: “Conoscenze, abilità e competenze che devono essere conformi a standard definiti nell’ambito dell’ordinamento Europeo – prosegue Marcella Nalli – La formazione realizzata da Filcams è stata mirata e ben calibrata rispetto al bisogno formativo, selezionando personale docente dalle istituzioni del territorio, Asl e associazioni, come medici, fisioterapisti, chef/nutrizionisti, che hanno visto in essa un utile strumento di tutela del cittadino e di risparmio sociale”.

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