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Alto Adige. “L’Italia chieda scusa ai patrioti”, tra polemiche e sentimenti identitari

9 Dicembre 2018

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Alto Adige. “L’Italia chieda scusa ai patrioti”, tra polemiche e sentimenti identitari

15 mila Schützen ricordano Kerschbaumer, uno degli attivisti degli anni ‘60
Presenti gli esponenti della destra sudtirolese Sven Knoll (SdF) Andreas Leiter Reber (Freiheitlichen) e Martha Stocker (SvP) assessora provinciale uscente 15 persone hanno sfilato a San Paolo (Bolzano) per ricordare Kerschbaumer e tributargli – così come si legge nella nota dello Schützenbund- “rispetto attenzione e ringraziamento per il suo impegno e sacrificio per il popolo e la Heimat tirolesi”
La richiesta di scuse da parte dell’Italia e un più deciso mea culpa per la politica condotta dopo la prima guerra mondiale sono state al centro della commemorazione per gli ex terroristi in occasione del 54/o anniversario della morte di Sepp Kerschbaumer. L’indipendentista era stato incarcerato dopo la notte dei fuochi del 1961, quando in Alto Adige furono fatti esplodere 37 tralicci.
Dopo la messa nella chiesa parrocchiale, il corteo di circa 1.500 cappelli piumati si è recato al cimitero, dove è intervenuto il responsabile del Heimatbund Roland Land che citando un sondaggio dell’Istituto Demetra ha detto che 59% di italiani non residenti in Alto Adige sarebbero a favore della concessione del doppio passaporto agli altoatesini di lingua tedesca e ladina.
L’ospite d’onore, l’attivista Hans-Jürg Humer, condannato a 16 anni nel 1970, pur ricordando che a Redipuglia il presidente Sergio Mattarella aveva condannato il ‘nazionalismo dell’Italia, ha chiesto un mea culpa più deciso.

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