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Bolzano. 44. Festival di Musica Contemporanea, i musicisti Carolin Ralser e Miche Marco Rossi al Museion

19 Novembre 2018

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Bolzano. 44. Festival di Musica Contemporanea, i musicisti Carolin Ralser e Miche Marco Rossi al Museion

Un’ultima “radicale” performance per chiudere il 44. Festival di Musica Contemporanea, la rassegna votata a dare espressione alle voci del nostro territorio nell’ambito della composizione e dell’esecuzione di musica contemporanea. Un ponte, quello che il festival vuole creare, tra l’Alto Adige e l’Europa, per confrontarsi con le nuove tendenze a livello internazionale ed i linguaggi che invece si sviluppano sul nostro territorio.
L’ultimo appuntamento si terrà mercoledì 21 novembre alle 20.00 e sarà firmato da uno dei gruppi più interessanti sulla scena contemporanea europea, il Chromoson Ensemble. Questa formazione, nata su iniziativa del compositore Hannes Kerschbaumer, ha debuttato nel 2014 al festival Transart, per poi trovarsi a calcare palcoscenici di rilevanza internazionale come l’Hong Kong Arts Center o il Free Space Festival HK. Gli appassionati di musica contemporanea hanno senz’altro avuto modo di apprezzare le loro performance nel contesto di Inaudito, la piccola rassegna di musica contemporanea tenutasi negli ultimi due anni all’interno del festival Transart.
Il concerto dal titolo “La radicale Nuova Musica dal Sudtirolo e dall’Europa” presenta un programma che di nuovo mette a confronto figure del panorama internazionale con le nuove leve del nostro territorio, figure che in comune hanno l’approccio radicale alla scrittura di Nuova Musica.
Sul palco di Museion si esibiranno due solisti del Chromoson Ensemble, Michele Marco Rossi al violoncello e Carolin Ralser al flauto e flauto contrabbasso, con Federico Campana alla regia del suono.
Il programma si apre con il brano Oi Kuu di Kaaija Saariaho, per flauto basso e violoncello. Questa compositrice finlandese, classe 1952, fondò insieme a Magnus Lindberg il gruppo “Open Ears” per poi proseguire gli studi in Germania e all’IRCAM di Parigi, dove si è avvicinata al gruppo degli “spectralists”, iniziando a comporre musica spettrale, caratterizzata dall’impiego del computer e dalla predilezione per gli intervalli microtonali.
Segue un brano dell’altoatesino Manuel Zwerger, Hyperplasia, sempre per flauto e violoncello, in prima esecuzione italiana. Zwerger è nato a Bolzano nel 1992 e si è avviato agli studi musicali presso il Conservatorio Monteverdi nella classe di oboe. Attualmente studia composizione alla Royal Academy of Music di Århus in Olanda ed è stato più volte ospite del Festival di Musica Contemporanea con le sue composizioni.
Un altro compositore formatosi al Monteverdi è Federico Campana, che si autodefinisce “multimedia artist”. Oltre ad aver conseguito il Diploma Accademico di II Livello in Composizione Elettroacustica – indirizzo Compositivo, ha seguito anche i corsi alla Zelig a Bolzano e all’Istituto d’Arte “Adolfo Venturi” di Modena. Il suo interesse per le nuove tecnologie si manifesta chiaramente nella sua produzione. Di Campana sarà eseguito il brano Point of Contact, per flauto, violoncello ed elettronica, in anteprima assoluta.
In programma anche un brano di Salvatore Sciarrino, importante voce dell’avanguardia italiana, dal titolo L’Autostrada prima di Babilonia, per flauto solo. Sciarrino si è avvicinato alla composizione da autodidatta dopo un esordio nelle arti figurative, arrivando a conquistarsi un ruolo di spicco nel panorama italiano.
Da ultimo un brano per violoncello solo di Ivan Fedele, classe 1953, allievo di Azio Corghi e Franco Donatoni, dal titolo Threno – Hommagesquisse.

In foto: Transart5695/© Gregor Khuen Belasi.  

 

 

 

 

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