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Psicologia. Castrazione chimica per la pedofilia? Inutile e sbagliato, di Giuseppe Maiolo

13 Ottobre 2018

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Psicologia. Castrazione chimica per la pedofilia? Inutile e sbagliato, di Giuseppe Maiolo

Ogni qualvolta accadono violenze sessuali sui bambini o di stupri sui minori come il recente caso della studentessa asiatica violentata a Firenze qualche settimana fa, torna fuori da parte di personaggi pubblici o politici l’idea della castrazione chimica come soluzione. Se ne parla come di una punizione esemplare e si sostiene che sia una valida la cura per chi ha problemi di controllo delle pulsioni sessuali. Nulla di più sbagliato. Secondo gli studi più accreditati, mancano prove scientifiche relative all’efficacia del trattamento farmacologico per curare abusanti e pedofili.
È vero che i sex offender possono avere una provvisoria e limitata riduzione della libido data dalla somministrazione di farmaci che riducono la quantità di testosterone nel plasma. Ma è altrettanto vero che i pedofili sono soggetti spesso poco trattabili da un punto di vista clinico, perché scarsamente motivati al cambiamento e solitamente incapaci di rilevare la dimensione del loro disturbo. Non è con l’assunzione degli anti-androgeni che si va a modificare il suo comportamento disturbato né si incide in maniera stabile sulla capacità di controllo della pulsione sessuale. Alla sospensione della terapia farmacologica la pulsione si riproduce nella medesima forma.
La pedofilia è una perversione che interessa la gestione delle pulsionalità ma non riguarda solo la dimensione della sessualità, intesa esclusivamente come pulsione dipendente dai livelli di testosterone. È patologia che nasce all’interno della psiche ed è il risultato del complesso processo di sviluppo della sessualità che, molto probabilmente, non si è compiuto adeguatamente e, per qualche ragione che non è sempre facile da individuare, si è bloccato. Spesso accade infatti che nel pedofilo, le diverse aree della personalità siano sufficientemente adeguate e non presentino elementi di squilibrio, mentre risulta fortemente problematico il comportamento orientato alla relazione con un soggetto prepubere o con un adolescente.
Molte sono le forme dell’abuso da parte degli adulti e la pedofilia ha diversi aspetti e dimensioni. Però non va dimenticato che la violenza sessuale non solo è umiliante e devastante sul piano fisico, ma è anche una grave forma di abuso psicologico dove il pedofilo abusante quasi sempre presenta un serio disturbo nella sfera relazionale e riguarda la dimensione del “potere”. Molto poco interessa il desiderio, il testosterone, la libido o il piacere sessuale. Nel suo agire il piacere coincide con la soddisfazione di poter esercitare un potere oppressivo e umiliante nei confronti di una vittima debole e incapace di difendersi. Questo è il motivo che fa intendere l’inutilità pressoché totale della castrazione chimica mentre gli studi rivelano che è più efficace il trattamento psicologico. Tuttavia oltre alla cura è necessaria una più precisa e diffusa attività di prevenzione avviata precocemente con i bambini e decise azioni di contrasto nei confronti di affermazioni spettacolari per punizioni esemplari che, oltre ad essere espressione di totale incompetenza, non aiutano ad affrontare il problema reale.

Giuseppe Maiolo- Doc. Psicologia dello sviluppo – Università di Trento www.officina-benessere.it

In foto, Giuseppe Maiolo

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