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«En nombre de Dios…!» lunedì a Bolzano con la partecipazione speciale di don Renner

5 Ottobre 2018

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«En nombre de Dios…!» lunedì a Bolzano con la partecipazione speciale di don Renner

Se l’America latina è già in festosa fibrillazione per la imminente canonizzazione del paladino dei diritti umani Óscar Arnulfo Romero – un uomo visto come simbolo nientemeno che dall’ONU, al punto di fissare nel giorno della sua morte la annuale “Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime” – anche in Italia si stanno accendendo i riflettori sul martire salvadoregno, che verrà proclamato Santo da papa Francesco domenica 14 ottobre 2018.
Ed ecco che una delle iniziative tese a onorare la straordinaria figura di Romero fa perno proprio su Bolzano. L’ha messa in campo il Teatro Cristallo inserendo nel proprio percorso ‘Madre Terra’ «En nombre de Dios…!», spettacolo multimediale in programma lunedì 8 ottobre 2018 alle 20.30 alla Sala Giuliani dell’Associazione Cristallo, in via Dalmazia 30 a Bolzano, con ingresso libero. Sulla scena New Eos teatro-musica, compagine artistica che è anche ideatrice del progetto, con le voci recitanti di Mara da Roit e Patrizio Zindaco e le musiche di Luca Dall’Asta.
Quella di Romero è indubbiamente una storia di coraggio, se è vero com’è vero che, dinnanzi alle violenze che si perpetravano nel suo Paese, l’indomito sacerdote prese una posizione netta contro le uccisioni di cittadini inermi, le ingiustizie, il fenomeno dei ‘desaparecidos’. Arrivò sostanzialmente ad avere tutti contro, tranne ovviamente la sua gente; finché il 24 marzo 1980 venne brutalmente assassinato da un sicario.
Attingendo al libro di Francesco Comina “Monsignor Romero, martire per il popolo” (ed. la meridiana) lo spettacolo consentirà di ‘sfogliare’ in maniera coinvolgente appunto quella pagina di storia contemporanea, ripercorrendola nell’intreccio fra parole interpretate, musica dal vivo e immagini.
Nel breve spazio di un’ora, ‘scorreranno’ gli ultimi 24 mesi di vita di Romero, in un’alternanza serrata fra i racconti dettati da monsignore al magnetofono e i fatti di cronaca contestuali: mattanze, sparizioni, incursioni degli squadroni della morte, torture. Ma vi saranno anche parentesi meno tumultuose, come il viaggio di Romero a Roma per incontrare quel papa Montini che verrà canonizzato il 14 ottobre assieme a lui, o la sua puntata in Belgio per vedersi attribuire una prestigiosa laurea honoris causa.
Il tutto, in un rincorrersi di frangenti topici, ultimo fra tutti quello in cui Romero verrà colpito al petto sull’altare: un momento tanto sconvolgente quanto intimo, che toccherà con grande probabilità le corde più profonde dell’animo degli spettatori. E, prima ancora, la storica omelia-denuncia di Romero, da un cui frammento lo spettacolo ha mutuato il forte titolo: un fermo richiamo [“En nombre de dios! cessi la repressione!”] che, rimpallato dai media, ha contribuito a fare la storia del Novecento.
Vi sarà spazio anche per tre minuti di sorpresa finale, quando protagonista sarà la voce di Romero. Dopodiché a chiudere il pulsante incontro sarà un commento a caldo del notissimo teologo don Paolo Renner, attorno alle cui riflessioni già va salendo l’attesa. Ulteriore perla della serata sarà l’esposizione del “ritratto di Óscar Romero” appositamente realizzato dall’artista-ritrattista meranese Claudio Calabrese.
Una serata insomma da vedersi come fonte di emozioni e come tramite di arricchimento: per i desiderosi di conoscenza e per tutti gli animi sensibili.

In foto: Gruppo New Eos in piedi con quadro/c-Fabio Volpotti.  

 

 

 

 

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