Giustizia

Bolzano. Terrorismo, sei presunti terroristi jihadisti della cellula meranese erano a caccia di armi

9 Ottobre 2018

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Bolzano. Terrorismo, sei presunti terroristi jihadisti della cellula meranese erano a caccia di armi

Secondo l’accusa erano pronti a tutto “impazienti di servire Allah, pronti anche al martirio” ed erano alla ricerca di armi. Questi gli elementi emersi durante l’udienza celebrata ieri a Bolzano in un tribunale blindato da eccezionali misure di sicurezza, nel processo a carico di sei presunti jihadisti, tra cui il mullah Krekar, per associazione a delinquere a fini terroristici. Il mullah Krekar, che respinge le accuse e attualmente vive libero in Norvegia, ha fatto pervenire alla Corte d’assise di Bolzano la richiesta di poter rilasciare delle dichiarazioni spontanee in videoconferenza da Oslo. La richiesta è stata però respinta dal giudice Carlo Busato, perché Krekar è a piede libero e quindi in grado di partecipare all’udienza. Ma Krekar preferisce non venire in Italia nel timore di non poter essere più riammesso in Norvegia. Sono stati poi sentiti tre ufficiali dei carabinieri del Ros, che avevano condotto le indagini. I carabinieri hanno ricostruito, documentandoli, i legami tra la cellula meranese di presunti terroristi – ed in particolare di Abdul Nauroz, reclutatore di jihadisti già condannato a sei anni – e lo stesso Krekar.Gli imputati utilizzavano tra loro avanzati sistemi di comunicazione , in particolare una chat online di tipo “volp” per evitare intercettazioni e spostamenti. Ciò nonostante i Ros sono stati capaci tramite intercettazioni e pedinamenti di ricostruire l’attività della cellula i cui membri erano alla ricerca di armi da acquistare  e pronti a compiere attentati.

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