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Bolzano. Inaugurata piazza Anita Pichler nel rione Casanova

5 Ottobre 2018

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Bolzano. Inaugurata piazza Anita Pichler nel rione Casanova

Un nuovo importante elemento di qualificazione ed identificazione per il quartiere. 

Nel corso di una cerimonia pubblica alla presenza del Sindaco, degli assessori comunali competenti, dei rappresentanti della Circoscrizione Don Bosco e di numerosi altri intervenuti, è stata inaugurata nel pomeriggio la nuova piazza Anita Pichler a Casanova. Si tratta della piazza centrale del cosiddetto Lotto C della zona di espansione Casanova nel quartiere Don Bosco, ora dedicata ad Anita Pichler (1948-­1997) la prima scrittrice altoatesina della generazione del dopoguerra ad acquisire notorietà oltre i confini locali.
La nuova piazza è stata realizzata nel rispetto dei tempi contrattualmente previsti ovvero nel periodo compreso tra glii scorsi mesi di febbraio e luglio per una spesa complessiva di 855.340 Euro. Il relativo progetto esecutivo predisposto dell’Ufficio comunale Infrastrutture e Arredo Urbano (Stefano Stringari) per la parte stradale ed infrastrutturale e del Servizio Tecnico Ambientale per la progettazione del verde (Maria Cecilia Baschieri) , ha consentito di creare un unico spazio pedonale ora messo a disposizione della comunità e del quartiere. Oltre a prevedere l’arredo della piazza, l’intervento ha incluso anche il completamento dei due collegamenti pedonali a sud con la stazione dei treni del Casanova ed a nord con via Ortles-piazzetta Anna Frank.
La realizzazione della piazza (opera di urbanizzazione primaria) era stata prevista già dal piano di attuazione della zona approvato nel 2004 e con ultima modifica nel maggio del 2017. Il piano di attuazione originale prevedeva che la piazza fosse divisa in 4 settori generati dall’incrocio delle via Rasmo ed Emeri, ma a seguito della modifica della forma dell’edificio comunemente denominato “lotto C” che insite sul lotto all’interno del quale la piazza è stata costruita, è stato possibile creare un unico spazio pedonale, all’interno del quale gli unici veicoli ammessi, oltre ovviamente a quelli di manutenzione, emergenza e dei portatori di handicap, sono quelli adibiti al carico e scarico delle merci. E’ stata così posata una pavimentazione in cubetti di porfido, riutilizzando, per un contenimento della spesa, i cubetti recuperati durante i lavori di asfaltatura di via Manci e piazza Mazzini, inserendo a terra dei disegni in lastre di porfido che riprendono la logica dei “castelli” che ha caratterizzato l’intera edificazione della zona. L’illuminazione è garantita da lampioni a led. E’ stata prevista anche un’illuminazione integrata posta al di sotto delle sedute ed un’illuminazione “scenografica” (in fase di completamento) per la fontana. Per quanto riguarda l’organizzazione del verde, dato il ridotto spessore a disposizione al di sopra del solaio a copertura dei piani interrati, la scelta è ricaduta su vasche contenitive in cemento secondo la geometria e la posizione concordata con il Servizio Tecnico Ambientale per la Progettazione del Verde. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa Vaja di Rio Pusteria.
Nel corso della cerimonia pubblica d’inaugurazione, Il Sindaco del capoluogo ha sottolineato l’importanza di uno spazio naturale di aggregazione come la piazza che rappresenta un importante elemento per la qualificazione ed identificazione del quartiere stesso . Un luogo che diventa occasione d’incontro, confronto e socializzazione . L’Assessore comunale ai Lavori Pubblici ha illustrato le caratteristiche tecniche dell’intervento sottolineandone i pregi funzionali e le qualità anche estetiche della nuova piazza, mentre l’Assessore comunale alla Cultura si è soffermato in particolare sul ruolo svolto dalla scrittrice Anita Pichler nel panorama culturale cittadino .Un omaggio indiretto anche al mondo della poesia. La giornalista e amica personale di Anita Pichler, Renate Mumelter, ne ha tratteggiato il profilo umano e letterario descrivendone l’attività di cui per altro le Biblioteche comunali conservano l’ opera.
Così Anita Pichler (19481997) è stata la prima scrittrice della generazione del dopoguerra ad acquisire notorietà fuori dai confini dell’Alto Adige. Il suo influsso sulla letteratura locale è stato determinante. Ha vissuto tra Venezia, Berlino, Vienna, Bolzano e Solda. Anche se ha scritto solo in lingua tedesca, si trovava altrettanto a suo agio nell’italiano. “Bolzano – ha ricordato Mumelter- è sempre stata per Anita Pichler un porto in cui fermarsi e poi ripartire ed il luogo in cui ha scelto di trascorrere i suoi ultimi anni, segnati dalla malattia”.

Dopo l’ infanzia trascorsa a Scena, Merano e Solda, lo studio a Venezia e Praga, Anita Pichler visse tra Berlino, Venezia, Vienna, Bolzano ed il suo ritiro domestico tra le montagne di Solda. In seguito alla pubblicazione del suo primo romanzo lasciò la sua occupazione di lettrice presso l’Università di Venezia e si dedicò unicamente alla scrittura. Nel 1989 venne pubblicato il suo racconto “Wie die Monate das Jahr” presso la casa editrice Suhrkamp (Come i mesi l’anno, Marsilio), seguito da “Die Frauen aus Fanis” (1992) e “Beider Augen Blick. Neun Variationen über das Sehen del 1995” presso l’editrice Haymon Verlag di Innsbruck. La sua ultima lettura si tenne nel 1996; quando presentò il racconto “Das Herz” accompagnata dalle musiche che Haymo Wisser compose ispirandosi a quest’opera. A soli 49 anni Anita Pichler è deceduta il 6 aprile 1997 a Bolzano. Anita Pichler grazie alla sua intensa opera, fu la prima scrittrice sudtirolese a “varcare” i confini regionali nel periodo del dopoguerra.

In foto: Anita Pichler.  

 

 

 

 

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