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Bolzano. Commercialisti, l’abusivismo della professione è reato, conferma la Cassazione

3 Ottobre 2018

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Bolzano. Commercialisti, l’abusivismo della professione è reato, conferma la Cassazione

La sentenza conferma l’esigenza di legalità ribadita nell’incontro del presidente dell’Ordine dei Commercialisti Claudio Zago (Bolzano) e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Loris De Bernardo (Bolzano) con Giorgio Bramante., procuratore della Repubblica di Bolzano.
Esercitare abusivamente la professione di commercialista o di consulente del lavoro, senza essere iscritti ai relativi albi professionali, è reato. Lo conferma la sesta sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta dal magistrato Giacomo Paoloni che – con una sentenza depositata a luglio – ha ratificato la bontà della decisione presa dal Tribunale di Cagliari, in primo grado, e dalla Corte d’Appello della stessa città, in secondo. Un tema caro all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Bolzano. Il dispositivo riguarda la condanna ad un mese di reclusione, più il risarcimento danni per la parte civile, per una persona che si era spacciata come commercialista senza in realtà essere iscritto all’albo professionale. Il condannato, in questo caso, aveva avvertito che agiva senza abilitazione per esperienza: la Cassazione ha stabilito che in ogni caso quanto successo rimane reato.
«Tutelare i professionisti che rispettano le regole – ricordano il presidente dell’Ordine dei Commercialisti Claudio Zago e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Loris De Bernardo – non è un’esigenza a vantaggio solo degli iscritti agli Ordini, ma innanzi tutto dei contribuenti che a noi si rivolgono per la gestione dei loro interessi. Essere iscritti all’Ordine comporta un aggiornamento continuo, conoscenza e rispetto della deontologia, la possibilità di ricevere provvedimenti disciplinare e l’obbligo di essere assicurati. L’abusivismo è un fenomeno che esiste e cresce soprattutto in stagione di dichiarazione dei redditi e Modello 730, ma non solo. La sentenza della Corte di Cassazione ribadisce l’esigenza di legalità che avevamo ribadito nell’incontro avuto con Giancarlo Bramante, Procuratore della Repubblica di Bolzano».
Durante il colloquio Bramante aveva sottolineato la massima disponibilità a far rispettare l’articolo 348 del codice penale che sanziona l’esercizio abusivo della professione. «Da parte nostra – ribadiscono a una sola voce Zago e De Bernardo – siamo pronti a costituirci parte civile in un eventuale procedimento».

 

Foto. Claudio Zago, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Bolzano

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