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Bolzano. Cerimonia a Innsbruck centenario Grande guerra, sindaci italiani indignati

20 Ottobre 2018

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Bolzano. Cerimonia a Innsbruck centenario Grande guerra, sindaci italiani indignati

Poteva essere l’occasione per l’avvio di una memoria condivisa la ricorrenza del centenario della Prima guerra mondiale. Invece no, Innsbruck , la città dove l’Euregio ha scelto di commemorare la fine della Grande guerra è il motivo della discordia tra le tre comunità – Alto Adige, Trentino e Tirolo. Alcuni sindaci altoatesini hanno interpretato questa scelta come una mancanza di sensibilità verso le tante vittime italiane. “Sarebbe stata un’occasione preziosa per storicizzare una ferita che in Alto Adige è aperta da tanti anni – ha chiarito il sindaco di Laives Christian Bianchi, che ha inviato una lettera critica al consorzio dei comuni. Sarebbe stato il caso di organizzare celebrazioni in tutte e tre le località – ritiene Bianchi – oppure in Alto Adige, territorio fortemente significativo per ciò che ha rappresentato la Prima guerra mondiale” Bianchi, che si dice “amareggiato” afferma che non andrà alla manifestazione prevista a Innsbruck dal 2 al 4 novembre 2018. Anche Alessandro Beati, sindaco di Vadena non andrà a Innsbruck , non condividendo la scelta della sede per le celebrazioni “Bisognava fare almeno una giornata in Regione – ritiene – considerando “che le vittime della Grande guerra sono tutte uguali”.
In disaccordo con la decisione dell’Euregio  anche il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, che in maniera decisa afferma che non parteciperà al centenario. “Una manifestazione insieme doveva essere decisa insieme – dice – noi faremo il nostro evento in città.
Concorda con Bianchi, Beati e Caramaschi anche Giorgia Monzillo, sindaca di Bronzolo. “Siamo nominati come esempio di convivenza – osserva- e questo sarebbe stato il momento di dimostrarla. Non mi sento spronata a partecipare”

Foto, le tre regioni dell’Euregio

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