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Bolzano. Schwazer contrattacca, una mail proverebbe la tesi del complotto

15 Settembre 2018

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Bolzano. Schwazer contrattacca, una mail proverebbe la tesi del complotto

Colpo di scena ieri in aula, presentata la corrispondenza tra i legali Iaaf e un dirigente.
Doveva essere ieri l’udienza risolutiva per Alex Schwazer, l’ex marciatore azzurro squalificato per doping alla vigilia dei giochi di Rio. Sei ore in Tribuale di Bolzano. assistito dal suo avvocato difensore Gerhard Brandstätter davanti al giudice Pelino e del procuratore capo Giancarlo Bamante non sono state sufficienti per dimostrare una possibile manipolazione delle urine dell’atleta. Nell’udienza di ieri è stata presentata la perizia effettuata dai Ris di Parma su incarico del Tribunale di Bolzano.
Dall’esame – è stato detto – non sono però risultate prove evidenti di manipolazione delle urine. Anche la quantità diversa di dna nelle due prove, secondo i periti, non è significativa. L’ex marciatore e il suo difensore che si sarebbero aspettati qualche prova scientifica più concreta sono stati protagonisti di un colpo di scena a sostegno della tesi del complotto. L’avvocato Brandstätter ha presentato copia di alcuni messaggi di posta elettronica che sarebbero stati scambiati tra il dirigente della Iaaf e il suo legale in cui si farebbe allusione ad un complotto contro Alex Schwazer. La difesa ha chiesto un’ulteriore perizia sui campioni di urina del marciatore, e ha ottenuto che le mails presentate fossero messe agli atti per essere sottoposte a verifica sulla loro autenticità. Spetta ora al giudice decidere se accogliere la richiesta della difesa oppure respingerla e chiudere l’incidente probatorio.

Foto, Alex Schwazer, ex marciatore azzurro

 

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