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Bolzano. Qui a Bolzano: il Durchganglager dove ebrei e dissidenti venivano internati dal regime nazifascista

18 Settembre 2018

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Bolzano. Qui a Bolzano: il Durchganglager dove ebrei e dissidenti venivano internati dal regime nazifascista

Triste anniversario oggi, 18 settembre. Nel 1938 a Trieste dal palco di Piazza Unità d’Italia Benito Mussolini in persona annunciava al mondo l’adozione delle leggi razziali. Una decisione controfirmata dal Re,
“Anche nella nostra terra – ricorda l’Anpi Alto Adige Südtirol – la lucida follia nazifascista portò nel Durchganglager di Bolzano e nelle sue decine di diramazioni migliaia e migliaia di innocenti la cui unica colpa era quella di ebrei, oppositori politici, sinti, rom, omosessuali, testimoni di Geova, disertori, semplici parenti di oppositori e disertori presi in ostaggio. E’ necessario rinnovare la condanna del passato senza reticenze, ma anche sollecitare l’allarme per il tempo che stiamo vivendo”.
Grazie alla Liberazione l’Italia e l’Europa hanno ritrovato la via della pace e
del progresso economico e sociale, e l’Alto Adige/Südtirol, grazie alla costruzione dell’autonomia e della convivenza e al rifiuto del nazionalismi, è stato un ponte fra storie, culture, lingue e popoli diversi.
Oggi, sia pure in forme diverse dal passato, rischiano di riproporsi con forza i pericoli mortali del razzismo e della discriminazione. Anche nel 1938, si cominciò con la soppressione progressiva di tutti i diritti civili e sociali per poi arrivare alla negazione della dignità stessa delle persone e all’orrore dello sterminio.
E’, dunque, necessario rinnovare, oggi, – si legge nel comunicato Anpi – senza se e senza ma, a partire dalle istituzioni locali, l’impegno attuale che deve derivare dalla memoria scritto a chiare lettere, nell’articolo 3 della Costituzione e troppo spesso rimasto solo sulla carta: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Bolzano, il muro del Lager, commemorazione

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