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Bolzano. Presentata l’edizione autunnale del Trento Fillm Festival a Bolzano

18 Settembre 2018

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Bolzano. Presentata l’edizione autunnale del Trento Fillm Festival a Bolzano

Dal 22 al 30 settembre tanti appuntamenti per gli appassionati di montagna con film e autori di successo.

La sede della Camera di Commercio di via Alto Adige ha ospitato stamane la conferenza stampa di presentazione dell’edizione autunnale del 66. Trento Film Festival che si svolgerà a Bolzano dal 22 al 30 settembre. A dare il benvenuto all’incontro è stato il presidente della Camera di Commercio Michl Ebner, la cui istituzione di recente è diventata socia del Festival, insieme a CAI, Comune di Trento (soci fondatori), Comune di Bolzano e Camera di Commercio di Trento.  Presenti all’evento il Sindaco del capoluogo altoatesino, l’Assessore comunale alla Cultura,  il presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi e la direttrice della rassegna, Luana Bisesti.  All’evento, organizzato in collaborazione con la Città di Bolzano, la Sezione Cai di Bolzano e l’Alpenverein Südtirol, queste ultime rappresentate dai rispettivi presidenti, Riccardo Cristofoletti e Georg Simeoni, hanno partecipato anche il presidente del CAI Alto Adige, Claudio Sartori e il vicepresidente del Centro Studi e Ricerche Andrea Palladio – Federazione Culturale Gaetano Gambara Upad , Giorgio Gajer.
Già dalla metà degli anni ’90 la città di Bolzano era diventata una vetrina privilegiata della rassegna trentina ospitando la prima proiezione delle opere vincitrici al di fuori del Trento Film Festival. Dal 1998 l’alleanza tra queste capitali alpine, nonché “Porta delle Dolomiti”, si è ufficializzata e Bolzano è divenuta la sede dell’edizione autunnale della rassegna, che nel salotto di Piazza Walther ripropone la Rassegna dell’editoria MontagnaLibri oltre ad una serie di mostre fotografiche, serate alpinistiche, incontri letterari, reading e naturalmente proiezioni

Il programma edizione autunnale 66. Trento Film Festival

Il programma
Sabato 22 settembre. Il cartellone di eventi del primo giorno del festival si aprirà ufficialmente alle 17, in Piazza Walther, con l’inaugurazione della rassegna internazionale del libro di montagna “MontagnaLbri”, ospitata, in collaborazione con l’Azienda di soggiorno e turismo, in un’elegante e accogliente struttura realizzata dalla ditta Niederstätter.
All’evento, come ormai tradizione, parteciperà il Coro Rosalpina della SAT di Bolzano che si esibirà in un concerto. Alle 18, sempre in Piazza Walther, seguirà il primo delle serie di appuntamenti con gli autori, “Parole in piazza”, che vedrà sul palcoscenico come ospite il grande alpinista Manolo, al secolo Maurizio Zanolla, che presenterà il suo libro “Eravamo immortali” (Fabbri editori). Dialogherà con l’autore la giornalista Fausta Slanzi.
Nel suo libro, Manolo, conosciuto anche come il “Mago”, ripercorre gli anni (tra il 1970 e il 1980) che l’hanno portato alla celebrità. Non un elenco di scalate o delle vie più difficili, ma l’affresco delle esperienze più significative, più intense e toccanti, di una vita vissuta alla ricerca dell’equilibrio. Manolo, uno dei più grandi scalatori italiani e internazionali, ha contribuito a cambiare per sempre il volto dell’arrampicata, decidendo di affrontare le pareti alleggerendosi di tutto, fino a rifiutare persino i chiodi, nella convinzione che la qualità del viaggio fosse più importante della meta e che ogni traguardo portasse con sé una forma di responsabilità.
Per chiudere in bellezza, Piazza Walther ospiterà, infine, alle 21, il primo degli appuntamenti cinematografici “Cinema in piazza”, con la proiezione di uno dei film più applauditi dell’edizione primaverile della rassegna, Mountain, di Jennifer Peedom, (Australia/2017/74′), vincitore del “Premio del pubblico per il miglior film di alpinismo 66. Trento Film Festival 2018”.
Il film, con una stupenda colonna sonora, è un epico viaggio tra i più incantevoli panorami della Terra, la montagna, mostrando l’incredibile fascino di questi luoghi e la loro eterna capacità di plasmare le vite e i nostri sogni.

Domenica 23 settembre
. Il secondo giorno del festival inizierà alle 18 alla Montura Store (via Dr. Streiter 17 B) con la presentazione del libro di David Bellatalla “Eugenio Ghersi – Sull’Altipiano dell’io sottile. Diario inedito della spedizione scientifica italiana nel Tibet occidentale” (Montura editing). L’evento è organizzato in collaborazione con Montura.
Il libro, che rappresenta una pubblicazione preziosa per tutti gli amanti e gli studiosi di un Tibet oramai scomparso, corredato da un apparato fotografico di notevole valore, copre una lacuna editoriale, consegnando la lettura comparata del Diario inedito del Capitano Ghersi con il testo ufficiale del capo missione, il grande orientalista italiano Giuseppe Tucci. Commentato con particolare competenza dall’antropologo David Bellattalla, l’opera offre al lettore una testimonianza diretta di grande valore documentale, costituendo, come ha evidenziato Oscar Nalesini, responsabile dell’Archivio IsiAO (Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente) “un testo essenziale per chiunque voglia comprendere l’opera di Tucci”. La giornata proseguirà quindi, alle 21, in Piazza Walther, con il “Cinema in piazza” con tre proiezioni di grande richiamo per tutti gli amanti della montagna, rispettivamente, The last honey hunter, di Ben Knight (Stati Uniti/2017/35′), “Genziana d’oro miglior film di esplorazione o avventura – Premio Città di Bolzano”; Silence di Bernardo Giménez (Repubblica Ceca/2018/17′); Envol vers le 8000, di Antoine Girard (Francia/2017/41′). The last honey hunter è ambientato nelle affascinanti montagne della valle del fiume Hongu, in Nepal, dove la popolazione degli Kulung pratica un’antica forma di animismo strutturata attorno alla figura del dio Rongkemi. Lì un uomo magro e senza pretese, di nome Mauli Dhan Rai, si ritiene sia stato scelto dagli dei per il pericoloso rito della raccolta del miele. Il film Silence ha come protagonista il celebre Adam Ondra, arrampicatore originario della Repubblica Ceca, classe 1993, pluricampione del mondo nelle discipline Lead e Boulder, autore di un’impresa passata alla storia: la prima via di arrampicata di grado 9c al mondo, realizzata il 4 settembre 2017, nella spettacolare Hanshelleren Cave in Norvegia. Successivamente rinominata “Silence”, questa nuova via di arrampicata è considerata la più difficile al mondo e il film ripercorre come è stato possibile realizzare questa straordinaria impresa.  Anche Envol vers le 8000 racconta un’altra sorprendente impresa, quella di Antoine Girard che ha attraversato in parapendio il nord del Pakistan, coprendo oltre 1200 km in solitaria durante 19 giorni lungo l’Himalaya, fino a raggiungere 8157 metri di altitudine per sorvolare il Broad Peak.

Lunedì 24 settembre
. Terzo giorno di festival con tre appuntamenti in Piazza Walther: il primo, alle 16, per la serie “Parole appese”, in collaborazione con Itas Assicurazioni, il Premio Itas del libro di Montagna racconterà le storie dei suoi avvincenti libri; a seguire, alle 17.30, altro appuntamento con la presentazione del volume “Il Riscatto”, di Alfredo Sebastiani (edizioni Incontropiede). A dialogare con l’autore sarà Valentino Beccari, capo redazione sportiva dell’Alto Adige. Il libro è un avvincente giallo dove il protagonista, Franz Di Giacomo, ha una vita tranquilla, un lavoro sicuro e una bella famiglia. Ha smesso di fare il ciclista a un passo dal professionismo, quando il suo migliore amico muore in gara, stroncato dalla droga. La passione per la bici e il talento lo portano nel tempo libero ad affronta le montagne del Trentino e dell’Alto Adige, con una pedalata da fuoriclasse vero. E proprio durante una di queste salite, viene notato da un malavitoso senza scrupoli, uno di quei personaggi a cui non è facile dire no. Da quel momento la vita di Franz non sarà più come prima. Alle 21, per “Cinema in piazza”, ultimo evento della giornata con il film The Dawn Wall, di Peter Mortimer (Usa, Austria/2017/100′), vincitore del “Premio del CAI Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna 66. Trento Film Festival 2018”. Il film è l’avvincente racconto della straordinaria impresa sulla Dawn Wall con cui, nel gennaio 2015, Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson hanno catturato l’attenzione del mondo aprendo una via apparentemente impossibile di 915 metri sulla leggendaria parete di El Capitan, nello Yosemite National Park.

Martedì 25 settembre. Il quarto giorno del festival si aprirà in Piazza Walther, alle 17.30, con “Parole in piazza” con la presentazione del libro “L’alfabeto di Bolzano” di Reinhard Christanell (edizioni Alphabeta Verlag). L’autore dialogherà con il direttore della rivista Metropolis, Paolo Florio. Perdersi o ritrovarsi? Potrebbe essere questa la domanda che ispira i racconti di viaggio (a piedi) di Reinhard Christanell, per il quale l’obiettivo del camminare/raccontare è di mettersi realmente in strada, in gioco, in dubbio. Lungo la via, e poi nell’atto del ricordare/raccontare, l’autore raccoglie svariati “reperti” che vanno a formare una sorta di alfabeto personale, affascinante e per molti versi imprevedibile. “L’alfabeto di Bolzano” rappresenta una lettura originale tra le spesso contraddittorie vicende della terra che sembra addirittura rivendicare una propria autonomia rispetto ai popoli che l’hanno frequentata. Il programma si concluderà con la serata alpinistica, organizzata in collaborazione con il FilmClub di Bolzano e AVS, al cinema Capitol (via Dr. Streiter 8/D), con la proiezione del film Everest Green, di Jean-Michel Jorda (Francia/2017/53′). A seguire il regista Thomas Hainz e dialogherà con lo storico dell’alpinismo Jochen Hemmleb.  Everest Green è straordinario e sconvolgente reportage sull’impatto ambientale che sta vivendo la montagna più alta delle Terra con lo sviluppo dell’alpinismo. Dietro l’avventura dell’Everest si nasconde, infatti, una tragica realtà ambientale e umana, che inizia a 8848 metri sul livello del mare e finisce nelle discariche a cielo aperto di Kathmandu, la città più inquinata del pianeta.

Mercoledì 26 settembre. Il quinto giorno della rassegna si aprirà alle 17.30 in Piazza Walther con “Parole in piazza”, con la presentazione del libro di Antonella Fornari “Il Piave mormorò. 1917-1918 fronte dolomitico: un fiume di racconti” (edizioni DBS). Un libro, quello della Fornari, dove il fiume Piave diventa il fulcro della storia, un fiume dal carattere tenace che sfugge alla prigionia delle dighe costruite dall’uomo e sempre ricompare per regalare il suo straordinario colore. Colore in cui si legge la storia antica dei paesi che attraversa, con la luce della cultura e gli affanni della guerra. Alle 20, al FilmClub di Bolzano – Capitol, grande appuntamento con Reinhold Messner che presenterà il suo nuovo film da regista, Holy Mountain, (Germania/2018/80’%). Il film, che ha riscosso un notevole successo di pubblico al 66. Trento Film Festival, è ambientato in Nepal, nel 1979, dove un gruppo di giovani neozelandesi, guidati da Peter Hillary, decide di scalare il monte Ama Dablam, 6828 metri. Reinhold Messner intende fare lo stesso con la sua squadra. Durante l’ascesa il primo gruppo si troverà in serio pericolo e la spedizione di Messner deciderà di rinunciare alla spedizione e di salvare gli scalatori, in una dimostrazione di cameratismo senza precedenti. Il documentario trasporta lo spettatore in un viaggio incredibile, mescolando immagini private d’archivio e l’affascinante testimonianza di Reinhold Messner e dei suoi compagni.

Giovedì 27 settembre.
Anche il sesto giorno del festival vedrà al centro il nome di Reinhold Messner, con la presentazione, alle 17.30, in Piazza Walther, del suo libro “L’assassinio dell’impossibile, grandi scalatori di tutto il mondo discutono sui confini dell’alpinismo” (edizioni Rizzoli). A illustrare il libro saranno i coautori, Luca Calvi, traduttore, appassionato di alpinismo classico, specializzato nella traduzione di letteratura di montagna e Sandro Filippini, giornalista e regista. Nel 1968, nell’anno della rivoluzione studentesca, Reinhold Messner con il suo articolo “L’assassinio dell’impossibile” lancia l’appello per la rinuncia agli aiuti tecnologici nelle scalate. Ha cosi inizio il movimento dell’arrampicata libera, al quale, dopo l’apertura verso l’alto della scala delle difficoltà, farà seguito una grande crescita. Nel volume “L’assassinio dell’impossibile. Grandi scalatori di tutto il mondo discutono sui confini dell’alpinismo”, i curatori Luca Calvi e Sandro Filippini hanno raccolto i contributi dei migliori climber del mondo che hanno voluto esprimersi sullo sviluppo e sullo stato attuale dell’arrampicata tradizionale e di quella libera. A una prima sezione, in cui vengono raccolti alcuni testi fondamentali che Reinhold Messner scrisse sul tema nel corso degli anni e che ha rivisto per l’occasione, seguono i contributi di 42 grandi nomi che hanno scritto o stanno scrivendo la storia dell’alpinismo e dell’arrampicata e che discutono sulle tesi di Royal Robbins e sull’articolo di Messner del 1968, continuando cosi a raccontare l’arte di scalare le montagne e le pareti rocciose più difficili. Alle 20.30, al Teatro Studio – Teatro comunale di Bolzano, in collaborazione con il CAI di Bolzano, si svolgerà la serata alpinistica con la fisica, alpinista e scrittrice Silvia Petroni che presenterà il suo libro “Il vuoto degli atomi” (edizioni ETS). Il romanzo di Silvia Petroni è un sentito omaggio alla letteratura di montagna, ma è anche il racconto, evidentemente autobiografico, di una donna decisa a fronteggiare debolezze, angosce, paure e convenzioni sociali, nella difficile costruzione di un’identità personale. I primi passi in montagna nel delicato ricordo di un’estate si concludono con il terrore di un’adolescente di fronte alle trasformazioni del proprio corpo, mentre la tardiva scoperta di una complicità in famiglia (Gabriele Franceschini, lo zio, era un importante alpinista) sancisce definitivamente una scelta di vita. Il resoconto della spaventosa vicenda vissuta dalla protagonista sul Bishorn, cuore del romanzo, è decisamente appassionante, la caduta in un crepaccio diventa maestosa vertigine e sublime esperienza del vuoto tra le cose.

Venerdì 28 settembre
. Alle 17.30 in Piazza Walther, la rubrica “Parole in piazza” proporrà, per il settimo giorno del festival, un interessante pomeriggio dedicato all’esplorazione e all’avventura con la presentazione del libro di Mauro Buffa “Sotto il cielo dell’Australia. Tra città e deserti del continente down under” (Ediciclo editore) L’Australia è una meta ambita, miraggio, per i giovani europei e asiatici, di una società accogliente e ricca di opportunità. Eppure questo continente è ancora poco conosciuto. Mauro Buffa intraprende un viaggio lento, condotto con mezzi semplici, per dialogare con l’ambiente e con le persone. Attraversa il Nullarbor Plain, uno dei più vasti deserti australiani, a bordo dell’Indian Pacific, il treno che va dall’oceano Indiano all’oceano Pacifico, percorrendo la seconda ferrovia più lunga del mondo dopo la Transiberiana. Approda nelle grandi città dove incontra emigranti di ieri e giovani lavoratori di oggi in cerca di un’alternativa alla crisi europea. Riparte lungo la costa sugli autobus di linea, attraversando cittadine anonime dove si comprende il concetto di no culture land e infine arriva nel red centre del continente a Uluru, il luogo simbolo sacro agli aborigeni. Conclude il viaggio a Melbourne dove tira le somme riflettendo su quanto visto e vissuto: un continente rosso con un’anima sfaccettata, ora selvaggia, ora innovativa.  Il pomeriggio del festival continuerà sempre all’insegna dell’avventura, alle 18.30, nella Sala delle Aste di Palazzo Mercantile, dove, in collaborazione con Montura, si svolgeranno, alla presenza degli autori, due proiezioni: la prima Pagine di Pietra di Federico Modica e Daniele Dallagiacoma (Italia/2018/60′). Il docufilm racconta l’avventura di quindici giovani della Val di Fiemme, accompagnati da una troupe cinematografica di sei professionisti, da una guida alpina e da cinque volontari che, partiti dal Passo Manghen, percorrono in più giorni di cammino la Translagorai, con l’obiettivo di realizzazione un docufilm per raccontare le vicende di quattro giovani cittadini alla scoperta della montagna e delle sue tradizioni. La seconda proiezione, alle 20,30, vedrà invece come protagonista il viaggiatore e scrittore Alessandro de Bertolini che presenterà il film che racconta il suo straordinario viaggio in bicicletta, dal titolo Bike the History (Italia/2018/50′), lungo il continente Nordamericano, da San Francisco all’Oceano Artico. Un viaggio affascinante, tra i grandi parchi degli Stati Uniti, i deserti e le praterie dell’Ovest, le salite delle Rocky Mountains, i silenzi del Canada e le solitudini infinite delle terre d’Alaska. In tutto, 10.300 chilometri in 90 giorni di estasi per la bellezza e la forza della natura.

Sabato 29 settembre
. L’ottava giornata della rassegna bolzanina si aprirà alla 11, in Piazza Walther, dove per “Parole in piazza”, Walter Mair, allevatore di lama e alpaca, Thomas Burger, avvocato di Monaco di Baviera e Thomas Mohr, manager, racconteranno il loro “Pellegrinaggio dal Papa con i lama”, realizzato in compagnia di tre splendidi lama. Partiti da Renon, i tre amici con il loro insoliti compagni di viaggio, Buffon de Oro, Shaquiri de Oro e Tiento de Oro, hanno percorso 670 chilometri a piedi fino in Piazza San Pietro, seguendo la via Romea Germanica, antica strada simbolo della cristianità che si snoda lungo la Germania, l’Austria e l’Italia, terminando nel cuore di Roma. I tre amici, che hanno dormito in sacchi a pelo per tutta la durata del percorso, con una media di 25 km al giorno, hanno portato in dono al pontefice un “papalino” e dei calzini bianchi di lana d’alpaca.  La giornata si chiuderà infine alle 20.30, nella Sale delle Aste di Palazzo Mercantile con il monologo del giornalista e scrittore Marco Albino Ferrari, dal titolo “Frêney 1961”.  Con un racconto fedele e incalzante, Marco Albino Ferrari farà rivivere al pubblico la drammatica scalata effettuata nel mese di luglio del 1961 da sette tra i più forti alpinisti del tempo sul Pilone Centrale del Frêney al Monte Bianco, l’ultimo grande “problema” alpinistico irrisolto d’allora. Di quelle cordate di alpinisti facevano parte i grandi Walter Bonatti, alla guida degli italiani, e Pierre Mazeaud, capocordata dei francesi, che si ritroveranno coinvolti in un evento che diventerà un dramma nazionale nell’Italia del boom economico.

Le dichiarazioni

«Il presidente della Camera di commercio di Bolzano, Michl Ebner, ha sottolineato la rilevanza dell’evento: «La Camera di commercio di Bolzano è onorata di essere per la prima volta tra i soci del Trento Film Festival. Si tratta di un’iniziativa molto importante per le nostre due province e per tutta la regione Trentino-Alto Adige. L’amore per la montagna ci unisce. Questa passione si manifesta nei contributi cinematografici ed editoriali del Festival».
«Ad ogni nuova edizione – ha evidenziato il Sindaco di Bolzano- si rafforza il legame del Trento Film Festival con la Città di Bolzano. Grazie ad eventi e iniziative di grande spessore anche culturale e all’innegabile appeal che la rassegna richiama, Bolzano vede assumere una sua sempre più precisa identità e allo stesso tempo un ruolo più autorevole e prestigioso. Di questo, anche come amministrazione comunale, ne siamo consapevoli e allo stesso tempo, particolarmente lieti».
«Per una Città multiculturale come Bolzano – ha aggiunto l’assessore comunale alla Cultura – che si caratterizza come tale anche in virtù della sua collocazione geografica, il Film Festival rappresenta un’opportunità per lanciare lo sguardo oltre ogni orizzonte geografico, fisico o culturale che sia. Per questo si tratta di un appuntamento di prestigio e nello stesso tempo, particolarmente prezioso per la nostra comunità. Un festival che sa cogliere gli aspetti più veri della montagna e del suo legame con il territorio, ma che allo stesso tempo sa offrire uno sguardo critico rispetto a ciò che accade oggi e a quello che potrebbe succedere domani. Tutto ciò lo si può desumere dal ricco calendario di appuntamenti previsti a Bolzano che saranno d’interesse non solo per la Città capoluogo, ma per l’intero ambito provinciale».
«L’edizione del festival di quest’anno – ha commentato il presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi – è davvero speciale, sia per la ricchezza e la qualità del programma cinematografico, di eventi e della rassegna MontagnaLibri in grado di soddisfare i diversi modi di vivere la montagna, l’esplorazione e l’avventura; sia perché coincide con l’ingresso della Camera di Commercio di Bolzano tra i nostri soci. Quest’ultimo evento rappresenta per la nostra rassegna un momento molto importante, per il prestigio dell’istituzione Camera di Commercio, ma anche perché testimonia come il festival costituisca espressione di tutto il mondo della montagna e di un territorio, come il Trentino Alto Adige, per il quale proprio le alte quote costituiscono fonte di valori, cultura e tradizioni. Il “cuore” del festival di quest’anno sarà ancora una volta Piazza Walther, per testimoniare come questo evento che parla di montagna, esplorazione e avventura appartenga alla città di Bolzano, da sempre considerata “capitale alpina” e terra di grande alpinismo e di cultura delle “terre alte”».
Il programma dell’edizione autunnale del 66. Trento Film Festival è stato studiato in collaborazione con la Sezione CAI di Bolzano e l’AVS.  Particolarmente soddisfatto di collaborare a pieno titolo per la realizzazione della manifestazione Montagnalibri è stato il presidente della Sezione CAI di Bolzano, Riccardo Cristofoletti. «E’ un appuntamento molto importante di diffusione della cultura della montagna – ha detto Cristofoletti – ormai divenuta tradizione fondamentale nel panorama culturale della nostra città. Riteniamo questa compartecipazione fondamentale per far conoscere a più persone possibile cos’è la montagna, come ci si approccia e come ci si comporta. Questo grazie a importanti autori, a film di grande valore e a conferenze mirate».
«Quest’anno il festival si presenta a Bolzano con un’edizione davvero interessante e coinvolgente – ha aggiunto la direttrice della rassegna, Luana Bisesti – grazie, innanzitutto, alla presenza di grandi nomi dell’alpinismo, tra quali Reinhold e Messner, Manolo che presenteranno i loro ultimi lavori che li ha visti, a seconda dei casi, impegnati come registi o come autori. Ma sarà un’edizione particolare grazie anche al programma cinematografico con la proiezione di dieci film di grande successo, molti dei quali premiati dal festival e applauditi dal pubblico per la spettacolarità, la bellezza della fotografia e gli alti contenuti artistici e sociali. A rendere attraente il festival di Bolzano sarà inoltre la rassegna internazionale dell’editoria di montagna “MontagnaLibri”, con numerosi appuntamenti con gli autori, alcuni dei quali realizzati in collaborazione con Montura e il premio Itas del libro di Montagna. La vetrina di MontagnaLibri vedrà la partecipazione, tra gli altri, di David Bellatalla, Alfredo Sebastiani, Reinhard Christanell, Antonella Fornari, Mauro Buffa. Di grande richiamo anche gli eventi, come il racconto del pellegrinaggio dal Papa con tre lama e le serate alpinistiche, tra le quali, quella con la fisica, alpinista e scrittrice Silvia Petroni e lo scrittore e giornalista Marco Albino Ferrari».

Anteprima oggi martedì 18 settembre
Il Festival di Bolzano si apre con un’anteprima, questa sera, 18 settembre, alle ore 20, che si svolgerà nell’aula magna della Federazione Culturale Gaetano Gambara Upad (via Firenze, 51) dove sarà proiettato, in collaborazione con il Centro studi e ricerche Andrea Palladio-Upad, uno dei film di maggiore successo della 66. edizione della rassegna, Stella Polaris – Ulloriarsuaq, vincitore del “Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO” 66. Trento Film Festival 2018″.
Il film, di Yatri N. Niehaus (Germania/2017/86′) ha come protagonista lo straordinario popolo Kalaalit della Groenlandia, Paese affascinante, dove la storia del mondo si è sedimentata per milioni di anni sulle sue lastre di ghiaccio. I suoi enormi ghiacciai riportano, infatti, costantemente alla luce le varie ere del pianeta e da millenni il popolo Kalaalit è indissolubilmente connesso a questo “ghiaccio eterno”. Nel giro di qualche anno, però, il colonialismo, lo sviluppo del turismo, lo sfruttamento di risorse primarie del sottosuolo, l’incremento della pesca e le trasformazioni dell’ambiente a causa dei cambiamenti climatici, hanno drammaticamente modificato la cultura di questo popolo in uno stile di vita moderno, ma per evitare che le loro tradizioni si perdano per sempre, un gruppo di persone si è impegnato a conservare le tracce di questo mondo in via di estinzione.

In foto: Everest Green.  

 

 

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